Certezze

Io e la follia siamo agli antipodi.

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La Memoria della specie

Il mio bagaglio culturale mi permetterà di scrivere altre 4,7 pagine poi dovrò ricominciare a leggere et studiare per potere incamerare altre informazioni da rielaborare e speculare per ottenere nuovi e formidabili aforismi, assiomi, teorie, concetti (molto belli). A questo punto mi viene spontanea una riflessione, l’apprendimento avviene anche attraverso altre strade che non siano strettamente "lo leggere" e "lo ritenere" e cioè attraverso gli esempi dei maestri, coscienti o incoscienti, quindi io potrei iniziare un nuovo percorso d’apprendimento basato sulla domanda(the question). Secondo un’accreditata teoria scientifica esiste una memoria della specie, ossia una sorta d’enciclopedia genetica stampata nel DNA di ogni individuo. Questa teoria molto democratica mette gli individui tutti allo stesso livello con minime variazioni nel codice genetico e quindi di potenzialità intellettive. Io posso essere Leonardo quanto Einstein fu quello che fu. Io voglio dar credito a questa teoria utilizzandola come cardine sul quale muovere l’avveniristica macchina del mio apprendimento. Da oggi in poi chiederò allo sconosciuto qualsiasi cosa io non sappia, senza andare a scartapellare vecchi e polverosi vocabolari et enciclopedie, io chiederò all’uomo o alla donna, detentori nel loro codice genetico della formula della conoscienza, cose complesse, come cose semplici, senza andare a guardare la cosiddetta "carriera scolastica", ma affidandomi semplicemente sul democratico "sapere della specie". Vediamo un pò quanto ne sa questo Uomo. Quanto ne sai di te stesso. Comincerò con la tabaccaia, che possiede il cervello di Max Planck, proponendogli d’enunciarmi la teoria dei quanti. Homo Sapiens, Dio ti osserva!

 

Omuncolo

Più guardo l’uomo e più mi convinco di fare parte di un’altra specie, indubbiamente appartenente alla categoria dei primati ma… non agli umani. Possiamo dire che la mia stirpe è cresciuta e si è evoluta affianco a quella umana, ne ha assimilato i costumi ne condivide le origini divine, ma non il dna, non la consapevolezza di una vita umana e di una morte altrettanto vana. Io e la mia stirpe, discendiamo dall’uomo di Neanderthal che si credeva estinto od ancora ibridato con l’homo sapiens, ed invece in barba a tutte le teorie darwiniane e mendelsiane, io sono quì, un fossile vivente, che esprime col suo essere la teoria grazie alla quale esiste l’uomo. Egli è frutto della mia mente, senza me, l’uomo non esisterebbe, se ne deduce quindi che io sono Dio ed al di fuori di me nulla è reale, nulla esiste, questi scritti, la mia barba, i tuoi occhi; sono tutte mie speculazioni mentali, io sono dunque tu esisti, fanne ammenda, se io dovessi morire tu sgretoleresti polverizzato nel nulla. L’uomo di Neanderthal (Dio) controlla la tua esistenza Homo Sapiens.

Ah ah ah ah ah ah!

In questo blog io creo una realtà fittizzia a mia immagine e somiglianza che soddisfa esclusivamente miei fabbisogni e criteri itelletualegoistici, cancello ed inserisco commenti, falsi, distorcendo la realtà temporale e semantica. Ho creato 37 blog diversi, tra profili maschili e femminili, commento in questo e in altri 150 blog sotto mentite spoglie, creando una rete di amicizie e relazioni fittizie a mio esclusivo uso e consumo, manipolo le vostre deboli menti e ne traggo profitto con estrema facilità. Il potere che ne deriva è inestimabile a livello demagogico, incalcolabile a livello teorico, effimero a livello pragmatico. Pratico l’onanismo.

Il Fato

Quando avevo 16 anni pensavo sarei morto a 20, quando avevo 20 anni pensavo sarei morto a 23, quando avevo 23 anni sono morto.

Poi mi hanno riportato in vita, ed ho pensato "ma… a questo punto non so più cosa pensare". Il giorno dopo ho spento la tv ed ho pensato "credo che morirò a 27 anni", a 27 anni mi sono fidanzato, dopo un anno ho tentato il suicidio, però mi sono salvato, poi sono stato ancora con quella stessa donna per altri 3 anni, l’ho lasciata, lei ha tentato il suicidio, dai 30 ai 32 grossa crisi, ora ne ho 32, in piena transizione, la prossima tappa sono i 33 e quì casca l’asino, con l’età di cristo ho l’ultima chanche per sfuggire ad un destino che mi vuole vecchio, saggio, calvo. 

 

Il mondo è mio!

Bucce e bava

Oggi ho buttato un piatto di plastica con bucce di banana accatastate che raggiungevano la ragguardevole quota di 45 cm, ho sofferto, avrei voluto postarne la foto, ma, ho finito la scorta fotonica mensile, dunque, non potendo esaudire il mio estemporaneo narcisismo non ho neanche fotografato l’artefatto… Mi amo, così tanto che faccio fatica a buttar via le mie scorie… sono tracce del mio passaggio, come petali di rosa dell’impero Ming, dietro di me compaiono banane, bucce, ma non mi seguono, si fermano in un punto e mi osservano speranzose… come faceva il mio cane quando voleva andare a spasso, sentivo i suoi occhi indagatori che mi scrutavano supplicanti, pronti a carpire ogni minima mossa che presagisse una mia decisione motoria… Io odio il mio cane. Lui odia me.

Banane e sopracciglia

Una volta, tanti anni fa, una donna mi disse che le mie sopracciglia gli ricordavano quelle del suo amore morto in guerra, era boliviana, Maria, conosciuta in spagna, avevo 20 anni, lei 200, era bellissima, una dea Inca. Me la ricordo come fosse ieri, mi offrì forse 15 rum, poi mi portò a casa sua, in una stradina vicino a Plaza Major, mi mostrò le foto dei suoi figli, e del suo amore, non c’azzeccava un tubo con me, ci amammo intensamente tutta notte, lei mi raccontava la storia della sua vita, io vomitavo il rum, era una zingara, poi scappai via da Madrid con un aereo alle 5 del mattino. Mi ricordo che appena atterrato a Barcellona sentivo il suo profumo addosso, le sue parole, le sue mani, mi fiondai sulla Rambla, per distrarmi, respirare confusione, un ambulante mi guardò dritto negli occhi e mi chiese: "Pene d’amore?" io gli risposi piangendo "si", mi porse una banana e disse "mangia! questa è colombiana!", la mangiai, aveva un odore sottile, un sapore mai gustato, aspro e dolcissimo, niente a che fare con le banane d’Italia, sapeva di vita, di sesso, di jungla, di tempo. Mai più assaggiato una banana così.

(ora ho le convulsioni…)

Brit Pop(?)

Nonostante la critica musicale più in voga tenda a stroncare i Muse specialmente negli ultimi tre lavori, il concerto a Parigi Hullabaloo e Absolution, nonchè l’ultimo Black Holes and Revelations, io credo che nel panorama musicale rock commerciale siano un onesto gruppo rock di derivazione Radiohead, nonchè Placebo e non mi pare lecito paragonarli ai Coldplay (che fanno cagare). Tanto meno agli Starsailor (magnifico gruppo), dei quali ricordiamo il primo bel lavoro Love is Here, per i quali una derivazione diretta dai Radiohead o dai Placebo non esiste, nonostante qualcuno si scervelli ad inventarsela ed a farli per forza rientrare anche nel cantilenante brit pop alla (aimè) Oasis. La voce di James Walsh degli Starsailor ha molto di Robert Plant per quanto mi riguarda, sicuramente l’influenza di Tim Buckley è indiscutibile e limitatamente anche quella del figlio Jeff,  ma le atmosfere ricordano i Led Zeppelin, (i PinkFloyd non li ho visti) ed anche degli echi lontani di Drake, sicuramente molto più che nei Placebo nonostante Brian Molko annoveri Nick Drake tra le sue muse ispiratrici. Come si sà gli addetti ai lavori di solito sono miopi di naso e di orecchio e buttano giù recensioni per sentito dire ed ammassano nello stesso contenitore gruppi di provenienze per così dire neanche parallelle per una sorta di convenienza genealogica o convenzione linguistica che dir si voglia.

Alla Donna

Non voglio più avere la responsabilità della mia presunta bellezza! Il mio destino legato ad una banale parvenza estetica! Il mio regno per un capello! Io, si, vorrei essere meno sensibile all’immagine riflessa nello specchio, avere meno paturnie in merito alla posizione in cui mi devo mettere per prenderlo meglio in culo dall’occhio giudicante della donna che mi veste, mi pettina, e mi spinge ad uscire da casa per cercarla senza neanche trovarla! Poi io non l’ho mai fatto sappilo! Come Picasso non cerco: trovo! E chi di donna dice danno sa che cosa voglio dire. Donna, mia fan, non guardare il mio volto, assicurati che io abbia abbastanza materia grigia, non guardare i miei addominali, assicurati che io sia abbastanza sensibile, non guardare le mie spalle, assicurati che io sia abbastanza gentile, non guardale i miei capelli, assicurati che io sia abbastanza colto, non guardare i miei occhi… assicurati che io stia guardando i tuoi e non quel culetto che ti passa dietro… no non è vero, politically correct, io sono corretto, e single, forse proprio per questo, ah ah ah, deliro, allora donna che leggi il mio post, non postare un commento favorevole alle mie fattezze fisiche, esimiti dal giudicarmi come oggetto del tuo desiderio, nonostante io possa nientemeno che esserlo, ma guardami e comprendimi nel mio insieme, quale uomo al centro di una accesa diatriba all’interno dello stesso e come tale impossibilitato a risponderti simultaneamente in quanto occupato a dare ascolto al super io. Quindi ti sarei grato se non facessi apprezzamenti sulle mie foto, io sono pura sostanza e zero apparenza, voglio essere un odore per te, un ricordo, una nota musicale un sapore che si scioglie in bocca con un retrogusto amarognolo leggermente fruttato, amami per quello che sono non per ciò che rappresento. Allora mi raccomando scrivimi. Baci. A presto, Tuo Remeron.