una volta uno* mi disse: voglio essere uno sconosciuto famoso ma vivendo tra gli sconosciuti!
Auguri
(risposi)

*che ero sempre io!!

(che poi c’è una che apre e chiude il blog in continuazione, anteponendo in sovrinpressione una che canta con un sedano in mano, credendo di fare chissà che azioni tremende… mmah… mi hai alienato,
una… hai scassato la minchia…  il tuo sedere, salverà il mondo!! non ti sforzare troppo con i concetti…)

il mio entusiasmo, per i miei vicini di casa, è fastidio.

sono più le cose che non dico a far la differenza che quelle che scrivo, illuminato, cercando una conferma nella vostra indifferanza.


sono vivo per miracolo

(senza le note sarei una candela alla citronella appena spenta da uno sputo)

(ancora tu ma non dovevamo vederci più?)

si (bemolle)

adesso cerco il cd Valvonauta, mi metto il cappotto, il berretto metto in moto vado in centro e fumo una sigaretta, a Berlino puoi andare al tabaccaio e comprarti "Una" sigaretta, a Bologna puoi andare in centro e scroccarla.)

n.b.
selezionare "Valvonauta" nel lettore ed ascoltare vagamente..

tu mi volevi tanto bene mi volevi, ma io…

io


te ne volevo?

5975360-mdLuisa "la rossa", 3°b, Scuola Elementare "Gelsi", 1982, Copertino.

eravamo troppo giovani per prometterci l’eternitaaaaaaaaaaaaa!!!

(è non mi guardare con quegli occhi!!!!)
(avevo 8 anni, ero solo…)

baby-crying
(…un omettooo!)

tu mi volevi tanto bene mi volevi, ma io…

io


te ne volevo?

5975360-mdLuisa "la rossa", 3°b, Scuola Elementare "Gelsi", 1982, Copertino.

eravamo troppo giovani per prometterci l’eternitaaaaaaaaaaaaa!!!

(è non mi guardare con quegli occhi!!!!)
(avevo 8 anni, ero solo…)

baby-crying
(…un omettooo!)

la mia casa è di nuovo una discarica… la mamma…

chi viene a cambiarmi il pannolino?

pago in natura…
(non so se rendo…)

(devo trovare una sguattera a tutti i costi)

sguatteraaaaaaaa!!!!!!!!!!
(non c’è!)

(ho un naso così fino, un olfatto così sottile che riesco a sentire tutti gli odori, tutte le puzze, è incredibile è incredibile!!!)

ho messo il monitor (del desktop!) alla risoluzione massima che ci entrano dentro tranquillamente due A4 e le lettere, così piccole da leggere, sembrano il bugiardino delle medicine (o il pinocchiello) ogni volta che devo scrivere abbasso la risoluzione a 1024 x 768 con caratteri cubitali, poi posto e prima di rileggere mi prendo una pasticchetta viola, alzo al massimo la risoluzione e cerco di leggere con lenti a contatto ed occhiali insieme, poi ho un orgasmo.

poi diventa tutto blu

(bruno lauzi è un incubo!)

quest’atmosfera da balera estiva mi fa pensare ad un vecchio bellissimo film di Nanni Moretti "La messa è finita", un cult movie visto e rivisto in gelide notti invernali, in afosi pomeriggi estivi, io e me, io e Nanni, io e Lauzi, io e… a volte piangendo, ridendo, ma sempre vivendoooo!!!vitaaaa vitaaaa ah ah ah ah ah! che banalità sensazionali che so scrivere, lo faccio per voi, per darvi la possibilità di illudervi, nel commentarmi, di comunicare con me, addirittura di comprendere…
ah ah ah ah ah! (addirittura!)

e comunque, ho poi anche trovato delle spaventose poesie scritte molti anni fa e mentre le leggevo facevo delle facce assurde, incommensurabili, impossibili da descrivere anche per un talento come il mio, ma…
non ho avuto il coraggio di stracciare quei deliranti stralci adolescenziali, vittime innoque di una pe(n)na d’amore, io che ho amato così tanto
così tanto me stesso
oddio quanto mi sono amato
quanto mi sono…
scusate..

per quanto, sento che i vostri amore ed adorazione non facciano altro che sovrastare i miei autogeni, vi prego di ridimensionarmi, di considerarmi, un essere umano normale (ah ah ah) uno di v.. v… v… oi.

Per questo motivo, e per una necessità di chiarezza ed onestà intellettuale ricopierò ora il testo di alcuni versi da me scritti all’età di 17 anni, e lettere d’amor folle dei 18 tutte raccolte, in un impulso verso l’assoluto, da mio padre in un fascicolo rilegato in carta da imballaggio con sopra impresse le deliranti, enfatiche invasate folk, parole: "POESIE! SONO POESIE!"…
le parentesi sono n.d.r attuali

(Piccolo occhio)

Si desta lo sguardo
in fondo esseri umani
troppo mondo dedicato
sole, luce, buio
tempo e luna sprecati
è vento, si fa cruda la notte
tu piccolo occhio non capisci
piccolo occhio non vedi
e tu piccolo occhio non puoi
aspettare inerme
che cali sorniona
la stella che t’acceca.

Misero me che pensavo
Tutti i tempi son passati
attimi inesorabili
figli di assoluti secondi(!)
un’ora non vale niente!
ed io che la sento passare
io che la vedo scorrere
mi sveglio giovane e bello
un mondo più vecchio

Mina

Tu che m’aspetti
con lacrime d’orologio
tu che brami il tempo
che mi vive accanto
sembra strano condividere un ticchettio
un battito ci unisce!
naturale battere,
alternato e tuonante
il silenzio delle nostre gole
spasmodico allargarsi
di respiri trasandati
ed attenti nell’aria
egocentrici batter d’ali di mosca
tu riempi il colmo vaso traboccante
dell’ennesima, puttana,
ultima goccia.

Insonnia(!)

Si schiude solo per dirmi che
non riesce a chiudersi ed io
fosco chiudo la bocca che gira
intenta nella sua tana umida
madreperla e una sola sostanza
ad amoreggiare il dolce nettare:
la notte!

Il tuo sorriso

La tua bocca ricca di denti
il naso puntito
gli occhi di un profondo nero
mentitore
accogli con sufficienza dell’età
il mio sguardo
non puoi credi far male alle lacrime
già secche sul mio viso segnato
da collerica tristezza d’un mondo
che non comprende(!!) nulla
e macina tutto come una necessaria purga
per la mia anima scossa dal troppo niente
della tua e delle vostre vite.
Mi chiedo perchè vi accingiate quotidianamente
a ridere, vivere, respirare, intristirvi(!),
riprodurvi, generando morti viventi
piccoli mostri voraci cannibali di nulla.

Mi sono rotto i coglioni di cercarti
mi son scottato(!) il cervello ad attenderti
sono stanco di un rincorrersi ed incontrarsi
per ritrovarsi soli nell’astio (ah ah ah)
nel rancore di una impossibile compatibilità
sistemica droga che circola intrinseca nei
miei sensi di uomo stupido bambino. (…)

non potrei aggiungere di meglio, questi versi sofferti si commentano da soli…

ataru

quest’atmosfera da balera estiva mi fa pensare ad un vecchio bellissimo film di Nanni Moretti "La messa è finita", un cult movie visto e rivisto in gelide notti invernali, in afosi pomeriggi estivi, io e me, io e Nanni, io e Lauzi, io e… a volte piangendo, ridendo, ma sempre vivendoooo!!!vitaaaa vitaaaa ah ah ah ah ah! che banalità sensazionali che so scrivere, lo faccio per voi, per darvi la possibilità di illudervi, nel commentarmi, di comunicare con me, addirittura di comprendere…
ah ah ah ah ah! (addirittura!)

e comunque, ho poi anche trovato delle spaventose poesie scritte molti anni fa e mentre le leggevo facevo delle facce assurde, incommensurabili, impossibili da descrivere anche per un talento come il mio, ma…
non ho avuto il coraggio di stracciare quei deliranti stralci adolescenziali, vittime innoque di una pe(n)na d’amore, io che ho amato così tanto
così tanto me stesso
oddio quanto mi sono amato
quanto mi sono…
scusate..

per quanto, sento che i vostri amore ed adorazione non facciano altro che sovrastare i miei autogeni, vi prego di ridimensionarmi, di considerarmi, un essere umano normale (ah ah ah) uno di v.. v… v… oi.

Per questo motivo, e per una necessità di chiarezza ed onestà intellettuale ricopierò ora il testo di alcuni versi da me scritti all’età di 17 anni, e lettere d’amor folle dei 18 tutte raccolte, in un impulso verso l’assoluto, da mio padre in un fascicolo rilegato in carta da imballaggio con sopra impresse le deliranti, enfatiche invasate folk, parole: "POESIE! SONO POESIE!"…
le parentesi sono n.d.r attuali

(Piccolo occhio)

Si desta lo sguardo
in fondo esseri umani
troppo mondo dedicato
sole, luce, buio
tempo e luna sprecati
è vento, si fa cruda la notte
tu piccolo occhio non capisci
piccolo occhio non vedi
e tu piccolo occhio non puoi
aspettare inerme
che cali sorniona
la stella che t’acceca.

Misero me che pensavo
Tutti i tempi son passati
attimi inesorabili
figli di assoluti secondi(!)
un’ora non vale niente!
ed io che la sento passare
io che la vedo scorrere
mi sveglio giovane e bello
un mondo più vecchio

Mina

Tu che m’aspetti
con lacrime d’orologio
tu che brami il tempo
che mi vive accanto
sembra strano condividere un ticchettio
un battito ci unisce!
naturale battere,
alternato e tuonante
il silenzio delle nostre gole
spasmodico allargarsi
di respiri trasandati
ed attenti nell’aria
egocentrici batter d’ali di mosca
tu riempi il colmo vaso traboccante
dell’ennesima, puttana,
ultima goccia.

Insonnia(!)

Si schiude solo per dirmi che
non riesce a chiudersi ed io
fosco chiudo la bocca che gira
intenta nella sua tana umida
madreperla e una sola sostanza
ad amoreggiare il dolce nettare:
la notte!

Il tuo sorriso

La tua bocca ricca di denti
il naso puntito
gli occhi di un profondo nero
mentitore
accogli con sufficienza dell’età
il mio sguardo
non puoi credi far male alle lacrime
già secche sul mio viso segnato
da collerica tristezza d’un mondo
che non comprende(!!) nulla
e macina tutto come una necessaria purga
per la mia anima scossa dal troppo niente
della tua e delle vostre vite.
Mi chiedo perchè vi accingiate quotidianamente
a ridere, vivere, respirare, intristirvi(!),
riprodurvi, generando morti viventi
piccoli mostri voraci cannibali di nulla.

Mi sono rotto i coglioni di cercarti
mi son scottato(!) il cervello ad attenderti
sono stanco di un rincorrersi ed incontrarsi
per ritrovarsi soli nell’astio (ah ah ah)
nel rancore di una impossibile compatibilità
sistemica droga che circola intrinseca nei
miei sensi di uomo stupido bambino. (…)

non potrei aggiungere di meglio, questi versi sofferti si commentano da soli…

ataru

non è poi che le cose che scrivi debbano per forza avere un attinenza con la musica che ascolti, ascolta e taci!
oppure ascolta e parla di una cosa senza nessuna attinenza,
oppure parla senza nessuna attinenza della cosa che ascolti,
oppure ascolta senza nessuna attinenza la cosa senza nessuna attinenza che dici,
oppure pensa senza nessuna attinenza alla musica che ascolti mentre dici la cosa senza nessuna attinenza rispetto alla musica e rispetto a quello che pensi.
Il pensiero associativo è deprimente, evolviti. Fai un po di ginnastica.

ci si gonfia, quando si pratica la ginnastica, i muscoli si congestionano, riempiendosi di sangue, e sembri più grosso, ma non è che…