alla sord(id)a luna

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da"Julian and Maddalo"
poemetto autobiografico
di Percy Bysshe Shelley;

liberamente interpretato
da Remeron in…

Una flebo d’autocoscienza solipstica.

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5 pensieri su “alla sord(id)a luna

  1. Non capisco l’ometto che ride e s’accascia … a me piace molto Shelley e anche la tua libera interpretazione.
    Anche se questo non potrà sembrarti altro che banale e scontato.
    Tornerò.

  2. e poi l’arte non si deve capire, si deve sentire, non è una questione di fruibilità o di consapevolezza(quella lasciala ai critici speculatori, che tra l’altro f(l)iltrano con la moneta una visione viziata dalla loro pochezza intellettuale, della loro sensibilità fallita) bensì di sensualità.

  3. degnissimo, perchè il poeta insegna quello che ancora non sa: non a caso rientrando in una minoranza storica, di un’esiguità tale da rovinar la festa a intere generazioni di hobbysti. dunque non meravigli il fatto acclarato che i grandi amanti della poesia odino a morte i poeti.

  4. la frustrazione unita alla pochezza spirituale è una brutta bestia, c’è d’ammirare però in questi replicanti abbozzati(gli hobbysti) la forza di volontà, che lungi dall’essere utile è proprio quel rigirare la lama nella ferita che gli distrugge la vita. e non produce che cacca, a differenza di chi è stato davvero toccato dal fuoco.

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