Carte(sio) incoscienti

"cogito ergo sum"

non significa un cazzo
si è materia; carne
non pensiero
il fatto d’essere, in se,
esclude il potersi
pensare se non
come illusoria,
archeozoico-onirica
essenziale
( in filos., l’insieme delle qualità costitutive,
la natura di un ente; ciò che una cosa è per sua natura
) attività
sinaptica svincolata da
un volere individuale.
Un sentito dire
o farsi dire-pe(n)sante
ancestrale, atrofizzato.
Esistono
organismi viventi
privi di sistema nervoso:
le piante, ed altri esseri.
Essi sono,
senza pensare
o pensarsi.

continuare, oggi, ad usare questa locuzione, dopo Freud, Lacan, Einstein, Sartre, Deleuze; significa essere dei vegetali.
un po come andare a visitare le mostre retrospettive delle avanguardie artistiche novecentesche.
Morti viventi.

Picasso, Braque, Balla, Marinetti, Modigliani non sono mai esistiti.


Asini

l’unico avanguardista che è ancora esistente è Sant’Elia, proprio perchè il suo pensare, insito nei bozzetti architettonici, nelle carte, non è mai divenuto materia neutralizzandosi; è rimasto nell’etere cartaceo come macigno ineluttabile ed irraggiungibile di una, troppa, grandiosità speculativa:
quel pensare che non decreta a priori, l’essere.
Grazie, alla sua troppo breve vita terrena,
a chi, lo trucidò
(poco meno che trentenne) in battaglia.

sant elia
Antonio Sant’Elia, Centrale elettrica, 1914

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4 pensieri su “Carte(sio) incoscienti

  1. ytteb avessi scritto da rìdere sarebbe stato più interessante o degno di una certa suspense, ma ridìre è un verbo così blando, da assembea di istituto disertata, a ragione, in blocco, che non ci si può aspettare proprio niente di male, nemmeno un riferimento al cartAsio sanremese che anch’egli esiste come una piantina, esistenzializzato forse da milioni di osservatori, ieri e oggi etc… se la pianta non la guarda nessuno esiste lo stesso? temo di sì nella fattispecie. bataille si scandalizzava alla proposizione: “prima che esistessero gli uomini c’era il sole”, astro scandaloso che insomma precedeva la nota pellicola; certo una piantina o il sole medesimo non hanno (forse) la facoltà di osservarci, tipo testimoni oculari – ma potrebbero a loro modo sentire, “essere”. il punto essenziale ritengo sia in ogni caso il grado di coinvolgimento dell’individuo nella propria esistenza, il fatto che – osservandosi – l’uomo divenga dio e produca “realtà” differenti, piantina, sole e marcocarta compresi. ma al di là di questo protagora, rimettendo tutto nell’uomo, che è misura di tutte le cose, è riuscito a esaurire precocemente questo argomento, e a a bruciare cartesio.

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