eutanasie (bis)

(gli animali siamo noi, siamo in tanti)

"Ricapitolazione". Pietro dormiva, aveva un mezzo sorriso candido; inclinava la testa da un lato: pareva volesse carezzarsi la guancia contro la spalla. Eva non aveva sonno, pensava: "Ricapitolazione". Pietro aveva preso d’un tratto un’aria idiota e la parola gli era colata fuori dalla bocca, lunga e biancastra. Pietro aveva guardato avanti a sé con meraviglia, come se vedesse la parola e non la riconoscesse; la sua bocca era aperta, molle; qualcosa sembrava essersi spezzato dentro di lui. "Ha balbettato. E’ la prima volta che gli capita; se n’è accorto, d’altronde. Ha detto che non raccapezzava le idee". Pietro emise un piccolo gemito voluttuoso e la sua mano fece un gesto leggero. Eva lo guardò duramente. "Chissà come sarà quando si sveglia". Era ciò che la tormentava. Non appena Pietro dormiva, bisognava vi pensasse, non poteva impedirselo. Aveva paura che si svegliasse con gli occhi appannati e si mettesse a balbettare. "Sono stupida, – pensò, – questo non dovrà cominciare prima d’un anno, Franchot l’ha detto". Ma l’angoscia non l’abbandonava; un anno; un inverno, una primavera, un’estate, il principio d’un altro autunno. Un giorno i suoi tatti si altererebbero, egli lascerebbe pendere la mascella e aprirebbe solo a metà due occhi lagrimosi. Eva si chinò sulla mano di Pietro e vi posò le labbra: "Ti ucciderò prima".

Da "Il Muro", in particolare
dal racconto "La Camera"
di Jean-Paul Sartre

…per dire che nel 1939 si narrava, le "Menti" contemplavano, l’eutanasia, immaginavano come la morte potesse, avrebbe potuto anche, essere un gesto d’amore e, la vita, con il fardello millenario di pietas cristiana, una tortura abominevole.
Noi ora, con l’attuale governo di pupazzetti di pongo, siamo capitolati all’indietro; nel baratro del tempo, di circa 100 anni per ciò che riguarda l’etica dell’esistenza(per non parlare del resto), per quel che concerne il rispetto per la vita che può significare umanamente anche "toglierla".
La chiesa o la politica non possono avere poteri coatti di morte ne di "vita" se
di vita si può parlare in determinati, atroci, risaputi tristissimi casi.

Una volta un tipettto tutto particolare disse:
La civiltà di un popolo si vede da come tratta i suoi animali
era Ghandi
io non chiedo, a questi burocrati, borghesi piccoli piccoli, nani trogloditi, volgarissime riesumazioni degli osceni yuppies anni ’80, di osare tanto, ma almeno guardare al bene comune dei propri simili, umani e, di smetterla di confondere, asini, il significante col significato.
I somari vi hanno votato e, da somari ci state trattando, ma c’è una buona metà, d’italiani che ha un cervello e una coscienza e che vi giudica:
Morte non è sempre il significante(il fonema) d’un brutto significato, può voler dire anche liberazione, emancipazione dal dolore e da una vita che non è più degna d’essere chiamata tale.
Morte può significare anche Amore.

(non sono allineato, ma alienato)
dal qualunquismo, e dall’apatia che mi circondano
molto diverso
molto diverso

p.s.
La massa informe, il popolicchio italiano brutale, quella buona porzione di ignoranti etici, giovani e vecchi non fa differenza, che non ha una memoria storica o che co(i)llusa col potere, che vaga nei meandri dell’idiozia, degli egoismi, della mafia quotidiana senza discernere, non va assecondata, ma educata, formata, informata, un governo degno di tale nome non funziona con frustino e carota(di parata), ma come un ente (poco)burocratico, politico e principalmente morale(voce agl’intellettuali… a destra dove sono?), non si può lasciare andare alla deriva una nazione d’imbecilli, che testimone la storia, vaga, "rimbarza", da una parte all’altra, da un padrone all’altro con l’indolenza delle vacche al macello, la responsabilità di questo blob che si chiama Italia, da nord a sud, non può essere delle pecore italiane, non avete coscienza, a differenza di un Europa intera che si è evoluta(senza considerare purtroppo i paesei dell’est), che ha modellato i propri principi facendo tesoro della storia, i corsi e i ricorsi; non sono una regola ineluttabile; è la cultura, l’unico diktat; la lettura della storia, in chiave di "libretto delle istruzioni", in modo d’avere chiaro come (al solito) e perchè si muore(dentro e fuori), anche restando in "vita".

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2 pensieri su “eutanasie (bis)

  1. “Morte non è sempre il significante(il fonema) d’un brutto significato, può voler dire anche liberazione, emancipazione dal dolore e da una vita che non è più degna d’essere chiamata tale.
    Morte può significare anche Amore.”

    concordo.
    quando l’agonia della morte diviene inaccettabile credo sia umanamente giusto aiutare il moribondo ad una “buona morte”, come appunto, tu stesso affermi nel tuo subscritto, liberazione,emancipazione dal dolore e da una vita che non è più degna d’essere chiamata tale.

    ero un pò restia a commentare…
    ma è un bel post e meritava considerazione, al di là dei dissapori che ci possono esser stati.

  2. non c’è bisogno di motivare il tuo commento asophia e…
    non ho problemi nei tuoi confronti.
    Ne dissapori.
    poi, figuriamoci a quest’ora quando un giorno è appena finito ed un altro…

    (papà)

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