me ne sono andato quatto quatto

è la crisi totale dei sorrisi,
è l’ombra che stende sugli avvisi di sfratto del mio corpo ectomorfo, disgiunto con il sopraggiungere di un anno dalla metafisica, contatti del 4° tipo con me medesimo, guardato distratto estratto di un ritratto allo specchio, la mia stempiatura causata dallo stress dalla mancanza di aminoacidi che il mio intestino non digerisce per destino, il fato vuole una pioggia di nuvole pecorelle è latte ma non posso nascondermi se piango, forse si, il destino infasusto mi portò sulla mia strada ad incontrarmi desiderando di me l’assenza e preferendomi ad un altra che… quell’altra sei tu ma, ti cerco in faccia a tutte e tutte in faccia puntutalmente me le ritrovo, quando ci provo che poi io non sono malfidato; riservato, domestico, ma non distinto, troppo poco disinibito per essere già estinto in un dipinto del fu artista, l’emozionale strascico di un tempo andato li s’è fermato dal pennello mattacchione, il rispetto per un emozione non c’è, il disturbo per l’esserci tardo, il ricordo di quel che stato chi ha avuto avuto chi ha dato ha dato scurdamce u passato.

tutto quello che ho scritto, l’ho sbagliato ma era qui e me ne sono andato con tutto e con tutti i motivi che ho di

ODIARM/VI.

 

ADDIO.

 

 

è andato sempre tutto storto, alla fine pure la piattaforma.

non ci bevo su perchè ho scoperto che mio cugggino è alcolizzato.

(e lui ha un lavoro, la fidanzata etc etc, io che non ho una minchia sarei troppo scontato, l’artista
del passato
remoto!!)

 

 

 

 

qualcuno abbia, più pietà.