l’uomo di titanio

quando avevo 23 anni anagrafici, studente a Bologna assistetti ad un incidente mortale

in via Berti Pichat nei pressi di porta Mascarella, una yamaha 600 doppio carburatore

si avvicinò al bar denominato “delle puttane” e caricò un ragazzo,  partì in prima pennando, di 2, 3 cm

da terra, per millesimi di secondo poi, continuò la sua corsa biciclica,
alla prima curva cercò di coricare ma la moto si rimise in piedi come telcomandata

si schiantò s’uno degli alberi secolari che fanno da spartitraffico, vidi  in diretta l’incidente,

la moto a 80 o 100 all’ora si piantò sull’albero, inchiodando con i freni della ruota anteriore e con l’impatto,

la foza motrice del retrotreno fece da catapulta ribaltando il mezzo che girò in un fulcro cinetico metafisico 3 o 4 volte su se stessa sospesa nel vuoto.

Il passeggero nel sedile posteriore fu sbalzato in aria all’altezza di un quinto piano,

sballonzolato dall’energia immutata anarchica che l’impatto aveva restituito alla circostanza,
tra un albero e l’altro,

precipitando poi tra rami compassionevoli si destò di schiena sul ciglio del marciapiede dello spartitraffico,

il motociclista

balzò nell’altra corsia ed alzandosi in piedi per vededer cosa fosse rimasto del passeggero sfondò lo stinco

muscolare e la pelle con uno dei capi della frattura che s’era procurato a tibia e perone ricadde al suolo svenuto,

5 ambulanze arrivarono in 5 minuti il passeggero fu portato per periziare il danno in varie strutture in quanto

all’epoca solo alcuni ospedali del bolognese avevano la tac, ed i tecnici per usarla… che magari contemporaneamente

stavano, svolgendo il proprio lavoro, nel traumatologico di un’altra struttura, dopo la tac gli furono

diagnosticate 17 fratture in tutto il corpo, varie in punti vitali, tra gamba destra, bacino,
osso sacro, acetabolo sinistro, omero sinistro, esplosione di una vertebra dorsale,
trauma cranico minore,

perforamento dela pleura da parte di una delle costole fratturate, e relativo drenaggio

necessario a svuotare i polmoni dal sangue, lesione del nervo sciatico popliteo ossia dal ginocchio in giù d’una gamba, emiparesi

prognosi riservata dopo
12 ore di camera operatoria,

il 90% delle possibilità di recupero nella carrozzella a vita,
nell’impotenza sessuale e motoria e dolori spastici

dati dalla lesione spinale, ad libitum.
Era forte tanto che non perse mai conoscenza
se non previa flebo anestetica durante il lavoro
meccanico di brugola, trapano, martello, scalpello
un cuore fortemente attaccato alla vita, una “pompa”
atomica come la definirono i ghirurgi,
-signora non sappiamo se suo figlio camminerà ancora ma
ci siamo spinti oltre per ricostruirlo, perchè il cuore
non ha mai dato segni di cedimento, anche in condizioni
stressanti che non vorrei raccontarle, suo figlio nel futuro
non morirà sicuramente d’infarto, suo figlio è una macchina
abbiamo imparato tante cose sull’essere umano, ed abbiamo
improvvisato(dissero al fratello), visto che la macchina reggeva
a quasliasi insulto, d’altronde signora quando ci è arrivato aveva 2 costole
che gli avevano perforato la pleura, la sacca stagna che contiene i polmoni
e non vomitava sangue, nonostante ne fosse intriso completamente,
i polmoni respiravano ossigeno dal sangue non sappiamo come

non sia morto nello stato di apnea in cui ha vissuto per vari minuti,
quando gli abbiamo messo il catere è uscito quasi un litro tra sangue e catarro dai polmoni… suo figlio faceva pesistica?
-si, fitness credo.
la palestra, signora l’ha salvato, un atleta affronta i nostri ferri molto diversamente rispetto ad un sedentario, abbiamo operato decine di persone i calciatori ed i bobybuilders son sempre stati quelli che hanno risposto meglio e si sono ripresi velocemente, scalatori freestyle, powerlifters…

 

 non capisco bene di cosa sta parlando, [pianto] ma
è vivo?

 

 Signora non sappiamo se potrà ancora camminare,
certamente non potrà fare il salto in lungo, per dire… ma
suo figlio ha avuto vari attimi di coscienza che non ricorderà(valium endovena docet)
tra un’anestesia e l’altra s’è fatto consegnare orologi, distintivi,(quelli che gli piacevano) di 3 infermieri ed una infermiara(punkabbestia piena di piercing come lui) gli ha dichiarato amore eterno(ovviamente abbiamo dovuto sopprimerla subito con una trapanata, non si fa! non si fa!!! altrimenti fanculo alla professionalità, già se lo voleva portare a casa per la convalescenza non ne parliamo, fidanzata con un attore frocio partenopeo, una dimensione inaccettabile rispetto alla SCIENZA)…
e non facciamo solitamente questo tipo di cose al traumatologico, ma è d’obbligo assecondare il paziente quando si veglia dopo 12 ore di anestesia,
suo figlio al risveglio ci ha dato ordini precisi, parlava inglese, poi un infermiere ha colto e l’ha assecondato, stava “facendo” il capitano Kirk di Star Trek, tutti lo abbiamo amato, con quella creatività nata dal nulla dopo 12 ore di trivelle ci stava intrattenendo, le luci della sala operatoria gli avranno fatto ricordare il telefilm, oppure non lo so signora, ha improvvisato, sta il fatto che tutta l’equipe ha eseguito i suoi ordini diretti poi l’abbiamo riaddormentato per finire il lavoro che non è ancora finito; purtroppo ci sono altre urgenze e suo figlio resterà col bacino fratturato per minimo una settimana, si faccia coraggio signora.

 

 

 

 

 

 

E, dopo quattro mesi di letto ricominciai a camminare con le mie gambe,

a ridere, incazzarmi, fumare e tirare pugni,
la volontà mi ha voluto forte,

 

 

 

migliore,

 

 

 

 

 

 

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 indistruttibile.

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