delle brame-letame-abbozzo

mannaggia a quella vita ardente e gelida,
vapori d’azoto
che mi ha dato la sensibilità di leggermi
senza moto
se un giorno passato si farà ricordare
ancora spensierato
come allora, e che se le idrometeore continueranno
nel loro modo
sconsiderato, chissà se questi pantaloni laceri,
consunti saranno
così ancora, anche domani la lavatrice è un vortice
un terremoto
e se non sono al vertice, forse sarà spento il motore
quest’anno
se ne va allora, con l’odore di mani da levatrice
sullo scranno
porta fuori, coniglia, dal capello, sazia di vita
come d’acqua un cammello
il luogo è un artefatto dell’ora, poi loro sei ne vanno
col fardello
aprirà qualcuno un ombrello bucherellato, il fato?
la pioggia passa
carezzandoli, coriandoli come un fratello,
ma è un’illusione!
sta vita è un bordello. Quando il sole è spento la luna
è un’abatjour
e allora tu sei l’ombra che a farsi vedere
si scorna.
Non c’estetica nel parto di
una metrica.
Non c’è impatto nell’incontro tra arte
ed etica,
quella è tecnica: politica mimetica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la rimaneggerò molte e tante volte io sono uno scultore.

 

 

 

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