Self-service pausa pranzo(Remeron reinterpreta “Il veleno”, di Baudelaire in tre atti).

  1. -Le piace questo pianeta?
    Ha il suo fascino…
    ma tutto ciò non vale il veleno
    che distillano i tuoi occhi,
    i tuoi occhi neri, mari in cui
    la mia anima trema e si vede capovolta,
    i miei sogni accorrono a frotte a dissetarsi
    a quegli amari abissi.
  2. -…!
  3. -Ma tutto Questo non vale il terribile prodigio della tua saliva
    che morde la mia anima e la immerge nell’oblio
    senza rimorsi; e al carro della vertigine la fa rotolare
    sfinita, alle sponde della morte.

Basta egemonia femminile Il maschio deve ribellarsi

Éric Zemmour, autore di un provocatorio pamphlet che ha diviso la Francia: «C’è un nuovo totalitarismo, la società è plasmata sui valori delle donne»

Il titolo Le premier sexe (ora tradotto in italiano da Piemme: L’uomo maschio, pagg. 143, euro 11,50) richiama volutamente il testo fondante del femminismo francese Le deuxieme sexe di Simone de Beauvoir, la compagna di Jean Paul Sartre che lì, nel ’49, scriveva: «Ebbi una rivelazione: questo mondo era maschile, la mia infanzia era stata nutrita da miti forgiati dagli uomini». Ecco, Èric Zemmour, giornalista e polemista de Le Figaro, ha avuto la rivelazione opposta (scatenando una bella polemica intellettuale in Francia). La società è plasmata sui valori femminili, gli uomini (poiché non si può dire «maschi» senza scivolare nel ridicolo) obbediscono ai modelli etici voluti dal feminily correct, l’estetica maschile è, né più né meno, un’applicazione di quella femminile. E le donne? Stanno ancora peggio: «Si sono de-femminizzate. Mentre l’Europa è femmina, i valori sono femmine, ci siamo tutti trasformati in una gigantesca e piagnucolosa Madame Bovary».
Zemmour, quindi la «femminilizzazione» della società è un problema tanto per l’uomo quanto per la donna.
«Per entrambi. Gli uomini non sanno più chi sono e le donne soffrono della mancanza – fisica, psicologica – degli uomini. Le donne traducono bene questo tormento. Vogliono tutto: uomini virili, ma non dei “machi”. Il problema è che devono scegliere. Quanto agli uomini, apprendono, sotto la pressione della società, a respingere i loro istinti più profondi».
Si dice: le donne stanno conquistando la loro libertà.
«Certo, si sono emancipate dal padre e dal marito. Ma sono cadute sotto il dominio della pubblicità. Tutte le loro scelte, fino al loro corpo, sono costrette in norme rigorose. Hanno gettato il corsetto nelle pattumiere della storia ma, sotto la pressione commerciale della moda, impongono ai loro corpi costrizioni ben peggiori di quell’oggetto d’antiquariato».
Viviamo ancora in un’epoca femminista come negli anni ’70?
«È un nuovo femminismo. Il femminismo degli anni ’70 voleva che le donne vivessero come uomini, pensassero, lavorassero come uomini. Il femminismo d’oggi esige invece che gli uomini vivano come donne. La donna non è più un sesso ma un ideale».
Eppure le donne lamentano di vivere in una società che, soprattutto nel lavoro, privilegia ancora gli uomini. Non è così?
«L’entrata delle donne nel mondo del lavoro è fondata su un’ambiguità. È stata presentata come un progresso, un’emancipazione, una liberazione. Ma non si è voluto vedere e dire che questo processo, all’inizio degli anni ’70, ha permesso ai datori di lavoro di fare pressione sui salari dei dipendenti uomini. Ciò non è dovuto a un caso. È ciò che Karl Marx chiama “l’esercito di riserva del capitalismo”. Di solito, questo ruolo è attribuito agli immigrati. È per questo che i salari delle donne sono inferiori a quelli degli uomini. Non è discriminazione. I proprietari hanno assunto donne per questo: per abbassare il costo complessivo del lavoro».
In che modo i valori femminili dominano la società?
«Tolleranza piuttosto che conflitto, consenso piuttosto che autorità, precauzione piuttosto che rischio, intuizione piuttosto che ragione, in tutti i settori questi valori femminili sono portati al vertice. È tutta la società che si abbevera a questi valori femminili».
Ma come sarebbero arrivate le donne ad avere questo potere?
«L’identità dell’uomo è legata da millenni alla guerra. Rischiava la sua vita ma era un eroe tutelare. Ma, con la guerra del 1914-1918, lo sguardo degli uomini cambia. Con questa guerra terribile, questa macelleria, non sono più eroi. Il costo è troppo elevato, vogliono abbandonare la loro condizione d’uomo, troppo pesante da portare. Non è un caso se i primi movimenti femministi datano a quel momento. Sono una conseguenza e non una causa. Le donne si impadroniscono di un potere che gli uomini non vogliono più».
Lei descrive questa egemonia femminile come un totalitarismo. Addirittura?
«Mi riferisco alla volontà di prendere in carico la vita privata degli uomini e delle donne e cambiare i loro comportamenti fino nell’intimo. È l’obiettivo di qualsiasi “totalitarismo”, religioso o politico».

 

fonte:

http://www.ilgiornale.it/news/basta-egemonia-femminile-maschio-deve-ribellarsi.html

L’origine del mondo

 

 

L’Origine-du-Monde_1

Gustave Cuorbet

L’origine du Monde

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(a mme però me piace depilata! dice il depresso effeminato giocondo sul blog dell’impasticcati, “me prendo il cipralex o la melatonia?” prenditi na pallottola di gomma per non farti troppo male)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

individuo

internet

tv

media

la vita!

 

 

 

 

ti manovrano  dacchè sei nato

 

 

 

 

 

 

 

ma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

l’inganno più grande

è la tua mente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

è quello di credere

 

 

 

 

 

d’essere

TE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

i tartassati(poverini).

non c’è niente di NUOVO sotto
il sole siamo uomini da 200.000 anni
se fossero stati soldi, invece che tempo
qualche paleontologo dal buon costume
avrebbe spostato la data a 400.000
infatti qualche anno fa si parlva di
Homo Sapiens facendolo risalire a 130.000…

🙂

Lasciatemi divertire

Tri, tri tri

Fru fru fru,

uhi uhi uhi,

ihu ihu, ihu.

 

Il poeta si diverte,

pazzamente,

smisuratamente.

 

Non lo state a insolentire,

lasciatelo divertire

poveretto,

queste piccole corbellerie

sono il suo diletto.

 

Cucù rurù,

rurù cucù,

cuccuccurucù!

 

Cosa sono queste indecenze?

Queste strofe bisbetiche?

Licenze, licenze,

licenze poetiche,

Sono la mia passione.

 

Farafarafarafa,

Tarataratarata,

Paraparaparapa,

Laralaralarala!

 

Sapete cosa sono?

Sono robe avanzate,

non sono grullerie,

sono la… spazzatura

delle altre poesie,

 

Bubububu,

fufufufu,

Friù!

Friù!

 

Se d’un qualunque nesso

son prive,

perché le scrive

quel fesso?

 

Bilobilobiobilobilo

blum!

Filofilofilofilofilo

flum!

 

Bilolù. Filolù,

U.

 

Non è vero che non voglion dire,

vogliono dire qualcosa.

Voglion dire…

come quando uno si mette a cantare

senza saper le parole.

Una cosa molto volgare.

Ebbene, così mi piace di fare.

 

Aaaaa!

Eeeee!

liii!

Qoooo!

Uuuuu!

A! E! I! O! U!

Ma giovinotto,

diteci un poco una cosa,

non è la vostra una posa,

di voler con cosi poco

tenere alimentato

un sì gran foco?

 

Huisc… Huiusc…

Huisciu… sciu sciu,

Sciukoku… Koku koku,

Sciu

ko

ku.

 

Come si deve fare a capire?

Avete delle belle pretese,

sembra ormai che scriviate

in giapponese,

 

Abi, alì, alarì.

Riririri!

Ri.

 

Lasciate pure che si sbizzarrisca,

anzi, è bene che non lo finisca,

il divertimento gli costerà caro:

gli daranno del somaro.

 

Labala

falala

falala

eppoi lala…

 

e lala, lalalalala lalala.

 

Certo è un azzardo un po’ forte

scrivere delle cose così,

che ci son professori, oggidì,

a tutte le porte.

 

Ahahahahahahah!

Ahahahahahahah!

Ahahahahahahah!

 

Infine,

io ho pienamente ragione,

i tempi sono cambiati,

gli uomini non domandano più nulla

dai poeti:

e lasciatemi divertire!

 

Aldo Palazzeschi

La signorina Felicita, ovvero la Felicita’(stralcio metabolizzato)

 

 

 

Tu m’hai amato. Nei begli occhi fermi
luceva una blandizie femminina;
tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina;
e più d’ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi!

Unire la mia sorte alla tua sorte
per sempre, nella casa centenaria!
Ah! Con te, forse, piccole consorte
vivace, trasparente come l’aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte….

Oh! Questa vita sterile, di sogno!
Meglio la vita ruvida concreta
del buon mercante inteso alla moneta,
meglio andare sferzati dal bisogno,
ma vivere di vita! Io mi vergogno
sì, mi vergogno di essere poeta!

Tu non fai versi. Tagli le camicie
per tuo padre. Hai fatto la seconda
classe, t’han detto che la terra è tonda,
ma tu non credi… e non mediti Nietzsche…
mi piaci. Mi faresti più felice
d’un’intellettuale gemebonda…

Tu ignori questo male che s’apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende
Mi piaci. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.

Ed io non voglio più essere io!
Non più l’esteta gelido, il sofista,
ma vivere nel tuo borgo natio,
ma vivere alla piccola conquista
mercanteggiando placido, in oblio
come tuo padre, come il farmacista…

Ed io non voglio più essere io!

 

 

Guido Gozzano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
visse i primi periodi
della produzione adolescenziale
turbato dalla statale, sgraziata
c(o)ultura pop monopolista, d’annunziana,
immondizia culturale italiana.
per poi maturare, propria, La scelta poetica
crepuscolare.
morì disperato a 32 anni
di tubercolosi.
(eppure all’epoca l’ARTE
circense medica era già evoluta
per combattere la TISI)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scriveva Boccioni che
per fare L’arte così
per far la guerra
ci volesse coraggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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io scrivo che ci vuol
coraggio, SOLO per ESSEERE

 

(im)mortali.

 

 

 

 

 

 

 

che la guerra come l’arte
non servano a niente ed a
nessuno se non all’umano
brutale, impotente, disperato, che
le conduca.

 

 

 

 

 

 

 Non c’è gloria alcuna, nel FARE
solo nell’ESSERE.

 

 

 

 

 

tale è questa:
LA CIVILTA’ DEL FARE OVE
il borghese(piccolo piccolo):
la nuova nobiltà senza cultura,
senza storia mor(t)ale, e costume
si è costruita, calcolando,
memoria e razza nei secoli recenti,
una mis(t)ura,
dalla rivoluzione francese
alla seconda guerra mondiale(L’AMERICA).
l’incubo post industriale.
L’industria lattiero casearia,
La bovino/suini-coltura
Il cereale.
L’industria farmaceutica & petrolifera,
La politica
democratica…la medicina
(ahahahahah)
per ciò soffrite TUTTI
depressione e cancro perchè:
non
siete.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


“Considerate la vostra semenza:

Fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e conoscenza.”

Inferno, canto XXVI (‘Ulisse’)

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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che un dio…
anomimo: pagano,
cristiano o islamico
possa aver pietà di voi
perchè

io

 

per quanto cerchi

non ne trovo.
 

 

ho

banane per tanto tempo poi…
montone, coniglio, uova, formaggi pecora.
ho una linea impeccabile
ciglio d’uomo che Trova nel suo sguardo(strabico),
grazie mamma, l’umore di un vulcano, un fiume in piena
il giorno dopo l’arido
di un secchio in tinta secca,
due cani, maschio e femmina(segretamente)
l’allevamento!!
il luogo ha dato dispersi
ragazze o donne (o) amici non so come,
appunto, è spinosa la questione, il capriccio
la passione ahaha…
quasi meglio di un film
dell’orrore  ;P

Se dentro avessi il fanciullino di…
disfa, fa e rifà le cose un po
quelle creature, illuse di potere,
inventate; avere un ménage, di sana pianta,
simile al carnale,sentimentale,

l’amicizia e il rispetto: la prima cosa!!
(amò però lo sballo è n’altra cosa…)
una casa senza tetto non è ospitale, quanto un ospedale
un salvagente alla mia suggestionata mente!
tanto me ne importa, quanto.
ho fumato per un mese.2 pacchetti al giorno,
non posso bere, non posso fare, questo o quello,
mi è preclusa l’arte
di ragliare far saltare in aria mobili,
sbandare,
sfondare muri, leggere il giornale,
dall’altra parte

strumentalizzare, notebook, manipolare… sciabattare
Portando a spasso i cani… ho perso

in spessore,
la periferia, della metropoli, del mio
malumore
padroni bastardi, neri cinesi rumeni
e topocani,
quanta gente che si sforza
di mostrare un lato d’animo coeso con
gli animali,
idiota!!
è lui che ti porta a spasso banderuola! lui e non l’opposto,
in casseruola.

l’opposto sono io con un lupo
abbaiao, mostro i denti e mordo,
canto, una nota triste

le idee
sulla mia età, che trotta a 1000km all’ora
fisso nel ruolo fanatico del reazionario, ricettatore
di consigli da “più grandi”, a cosa serve allora
crescere, interpretare un ruolo, il professore, il malato, l’artista,
l’apprendista sano, sordomutualista, il posto di blocco della vista
l’agguato del futuro: un piatto di pasta…

il dottore, lo psicanalista, i farmaci, le idee meccaniciste del cognitivista
il signor Bonaventura e ‘l Bellavista, spazzatura a sacchi rilegati
deficit a random non razionalizzati,
letture eccentriche a metà
lasciate in pace, castrate e andate.

mi rileggo e sto male come fossi stato
investito o abbandonato
nella rima cercare
una metrica patetica, tra il bordo e la cima,
il dopo e il prima la funambola che s’avvicina, novizia
con l’acquolina

si brucia poi s’annaffia, soffia graffia e sc(a)oppia (via):

tu sei pazzo, una brutta persona
simulatore, non hai un’anima ben definita, non
so cosa mai mi dirai, o s’è finita, se vicino a te
quella sia vita, non mi lasciare o però perchè si muore
d’amore, poi ti giri e sei freddo come un morto!
poi
 

 

 

ti svegli e sei

 

 

 

risorto.

piatteza on piano

non – sono ancora iscritto in questa piatta forma proletaria di enigmistica letteraria…rodari

…parente handy del settimanale, più letto, fatto finta di, nella strategia dell’ultima spiaggia(in treno, ombrellone, ambulatorio, prima di mollare il boyfriend)…
Che qualcuno scriva un post che poi a casa con calma unendo i puntini mi esce fuori un concetto ahahah… giornalai compresi.
Ho già ricevuto 1,5 minacce di querela preventiva per stalking (quanti danni che fanno le pubblicità regresso) da una poveretta grafomane che crede io la voglia sottomettere:

slave fai fare il master a tuo marito, ma

in psicanalisi così ti cura, e poi te molla, guarire è troppo equivocabile x voi.

sono stato bannato da 1 blog di satira giornalistica(per carità un controsenso in termini).
ed una (in generale le donne che fanno qualcosa di, non frivolo[etimologia please?], attinente al pragmatismo dell’ossessivo maschio sono… isteriche) mi ha detto che sono un brutto, gay, represso…
…tutti(ed io non sono tale) i gay son repressi(tranne forse qualche trans bellissimo) altrimenti sarebbero normali(e non farebbero alta moda)… ne capisci di psicanalisi?(e non psicoterapia per carità bbastaaa!) e allora che parli a fffà!?

Volkspress… sei una grossa delusione d’altrone… ho sempre sostenuto che i possessori “piloti”(ahahah) della macchi(n)a del popolo tedesco fossero degli “audisti” falliti(non parliamo delle “audiste” meglio buttarsi direttamnete sotto un tram[guidato da un gatto!])… come se poi un giorno magicamente quando da pecora dall’anale predisposto, ti ritrovassi colmo di danari i quali tramutassero nel cazzuto lupo(poco ci vuole, l’argent fait la guerre!) che ti fa il culo frangibile quotidie(a te a tua moglie e a quella del gatto)..
l’approdare ad una delle macchine del Wolf anziche volgare volks, la tua genia cromosomica, sperante(dal concetto di pietas cattocomunista), devierebbe verso la specie superiore cappottandosi o confrontandoti direttamente col platano, cocainimistico SUV, schiacciato inerme dalla forza di gravità che non conosce portafogli, camion ed ammortizzatori.. crisi maniacali(o il contrario depressivo) busta paga dipendenti…eeeee cromosomi.

VolfWaghen sono uno strumento di selezione di massa, così come il Volkspress ed il bourbon.

vi leggo!   😉
(ho notato tra l’altro che c’è un “poster” cioè

addetto a mettere in evidenza… etc etc
senza considerare orario, day etc;
lo pagate.

 

 

 

mi troverò bene!

 

 

 

 

 

 

t’amo

 

 

corpo;

di fatto

menti…

 
tra le gambe un cosmo…

penzola in-sondabile psyché

gocciolante inconsapevolezze che

non meriti

 

ed io..!!?

 

non posso più,

permettermi.

 

 

 

transitorieta della vita

questo blog è morto, così come splinder la piattaforma che lo ospitava, continuare oggi a scriverci o scriverne è un nonsense senza fascino alcuno, così come tutti gli altri cadaveri traslati sulle altre piattaforme pro-muoveranno, continueranno la loro attività di comarato(le comari) s’un altro balcone, barcone, baraccone di contenuti esuli di forma e significato, benchè significanti la pochezza del nulla cosmico che ci assale quando di fronte ad una rigida tastiera ci sentiamo nevroticamente  “autori”, copywriter, nevrasteniche comparse di una commedia avvilita consumata tutta nell’infradita della pantofola scalcagnata di una vita aimè troppo trita e ritrita, immaginarsi sul palco a fronte dell’orchestra sembra terapeutico per la maestra, la signorina, l’ostetrica, la barista, la ciofecona menefreghista il baldo giovane e l’artista di un’arte sopraffina ma così fina che non s’è vista. Così parlò BellaVista.

experience

una donna alla quale manchi un po di seno,

solitamente la natura ha donato un sedere eccellente…

una donna che manchi un po di chiappa,

solitamente la natura ha regalato le pere…

una donna che ha un sedere discreto e una coppa mezza vuota,

solitamente la sensualità l’ha fuori dal normale…

di queste tre le opportune combinazioni; giacchè è vero che

chi possieda le doti di due delle citate bellezze deficia nella terza

che da sola può però, con una bocca graziosa, governare su tutte.

Ma vi fu un tempo tale e tanta ingiuria da considerare di una donna il logico,

freddo raziocinio, comune al farmacista, bancario, l’imbalsamatore e panettiere…

niente di meno di un pallotoliere che con la fiera bestia sinuosa felina niente ha da spartir

tranne che “quarti”, “filetti” e sovracoscie in naftalina…
 

bue squartato

G. Vitali daprè “Bue squartato” di Rembrandt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Femmina: il bello della donna

e non il confuso, catodico, contrario…

spleender

ho letto tra i blogs… laconica perla(una delle tante) lanciata nel firmamento dell'etere(etilico!):
"l'assenza presuppone presenza" che in "volgare" vorrebbe, pare, esprimere una dietrologia intelletualistica inaspettata, ordita dall'autore(trice!) in anni passati, nello sforzo escretorio a 45°, in toilette, nell'intento fisiologico-filosofico di produrre una di quelle, veramente grosse, tracce da un'intuizione sulla vita terrena e, perchè no, ultra-terrena, con fare aristotelico peripatetico(dal cesso alla tastiera sgocciolante), sempre nella medesima posa defecatoria a 45, consona ai più come culla d'ottime letture, nella fattispecie, invece gravida d'avvistamenti lucidi sul modus vivendi e agendi che svelano all'inerme e naufrago net-surfer la retta via:

Aho!
Se n'annato…

saludos1if8.gif
(ma prima c'era)
('hovvisto io!!)

che orà è?

più ermetica è la prosa
più silente il dolore
più si scalda la mano
più..


a si?
vado a coricarni
bafanculo..

(scus'mi mangano 60anda euro pe ffarmi una pera m li presti?)
(si tieni )
(posso pungerti se t fa sendire bbiù prodetto, motivato!)
(eppungimi va)
(non ho la pungia)
(mi prest 650.000euro? s'i tieni..)
(ma qust e dutto un sogno?O)
(no è la verità)
(siamo nei cessi della stazione di Milano e mi hai trovato anche quà)
(ghe bello)
(e caccia sti suord muovt!!!)
(si, un att.)
(e chista ccosa cuss'è?)
(una mitraglietta Antò)
(lo sai, mi scappano le lacrime, il ricordino che mammà ci fece in punto di morte)
(ma avevi detto ch'era tuttu reale?)
(perchè Antò, stu gingillo falsa ti pare?)
(ma e tutti li suordi che mi dovevi dare per farmi una pera?)
(mo prima ti do le fiches, come al casinò, cu sta slot machine Antò! ah ah ah ah ah!
ah ah ah ah ah ah ah ah ah!)
(nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!)

(incubi all'ingontrario
non si sa mango chi li ha fatti)

Antò
eh…
fa caldo…
ma vattinne va!

m'ha fattu male cu chilla mitragliett…
Andò
eh!!!

E cerca 'e me capì'
è tanto tempo che non ti vedevo
eppure so' cuntento
'o ssaje m'hanno fottuto 'e viaggi e
l'autostrada
tutto chello c'aggio passato e mo' nun
credo cchiù
nun credo cchiù.
E torno a casa stanco muorto e nun
voglio fà' niente
sto cu ll'uocchie apierte e sento 'e
sunà'.
E pruove a vedè' cu dint'a ll'uocchie
'o sole
e c'o cazone rutto a parlà' 'e
Rivoluzione
e cride ancora cride ancora
e pruove a vedè' chi t'ha attaccato 'e
'mmane
e nun te può girà' pecchè te fanno male
e cride ancora cride ancora…
E cerca e me capì'
vorrei strappare mille occasioni
e poi fuggir lontano
me so' scucciato 'e parlà' e dire ogni
volta
quel che ho dentro e poi star male e
poi suonare
Ma torno a casa stanco muorto e nun
voglio fà' niente
sto cu ll'uocchie apierte e sento 'e
cantà'
E pruove a vedè' cu dint'a
ll'uocchie 'o
sole
e c'o cazone rutto a parlà e Rivoluzione
e cride ancora cride ancora
e pruove a vedè' chi t'ha attaccato 'e
'mmane
e nun te può girà' pecchè te fanno male
e sona ancora sona ancora.

(Pino Daniele)

cry sfondo nero.gif
(melanconia a sfumare tridimensionale)
non si vede se non hai gli occhiali
de(i)l Camerun.
Miopia Etnica stereoscopica
su Remeron Channel

frullati

bevo per dimenticarla…
sono sensibile alle bionde
il cognome vuole sapere pure
ma non credi d'essere morbosa/o?..
cmq

Budweiser.
(si ho corretto un orrore ortografico)

questo post è una puttanata di medie dimensioni,
un remake post litteram della pubblicità della tubbbbbborg anni '90 (perchè mo er copiraig tte lo cercano pure ne' e mutande, salvo, poter aggiungere a pubbbbblicità, "puoi scaricarlo quanno voi o da I tunes…  tiritì taratà questa è una minchia per gente che beve beve holllllllllandia!!du pack, tri pakc) ma va chac khare;

no ssei proprio origginale li ggiovani so ddiversi dda come ttu li descrivi sei un eremita con la calamita e attiri tutte l'energie negative invece dovresti liberatene magari con la medicina orientare oppure sperimettando l'esplorazione anale, il sesso anale non è solo una mera…
scusa macchecc'hai?
no niente tranquilla dicevi del sesso anale?
si dunque noi in comunità sia ragazzi che ragazze ci sottoponiamo settimanalmente alla "seduta liberatoria",
e lo sai da noi ci sono anche tentati suicidi, gente che viene da altri posti irrecuperabile,

si certamente, so tutto,
e quindi anche i ragazzi, con una certa riluttanza devo dire, non ho ancora capito perchè; si sottopongono "all'inculata di gruppo" che il maestro chiama così scherzosamente, ma non ha nulla a che fare col sesso nonostante sia sesso! capisci che figata?
E si capisco si… senti Giulia mi avevi detto si trattasse di un'associazione no profit nord africana mi pare,
be all'inizio, ormai son passati 5 anni, ed ha preso piede, ora si paga un abbonamento abbastanza caro ma dipende sempre dai trattamenti richiesti perchè la struttura s'è allargata ed offre anche servizi di ristorazione, con eventuale "seduta liberatoria" tra un programma e l'altro che, non c'è bisogno neanche di metterla in scaletta, vai alla reception chiedi a Giolimpio e ti dice subito qual'è l'istruttore libero, dunque ti fai il tuo massaggio liberatorio

Je suis qui tu es mort..

peace and love

…andiamo nei paesi del terzo mondo per annientare scovare, neutralizzare l'orrore, solo perchè sotto gli occhi del mondo, di cui nostri concittadini occidentali si nutrono(turismo sessuale) ed il 3° mondo è qui, sotto casa che c'è venuto a trovare, invisibile, per offrirci quei frutti proibiti senza più il bisogno di rendersi intercettabili transvolando oceani, traducendosi invertebrati in Thailandia, nelle isole Marchesi, in Brasile… si offre al patibolo spontaneo per farsi macellare; il buon selvaggio, la notizia non fa scalpore non è sensazionale, non fa ne prima ne ultima pagina sul giornale(l'importante che niente si sappia), nel serpeggiante perbenismo di facciata dell'orco borghese che condanna il clandestino sull'autobus, lo vorrebbe castrare e violenta i suoi figli, in strada, nelle case, nelle auto(blu), col bene placido dell'opinione pubblica, il babbo dov'è?
è andato a fare il massaggio!
dalla thailandese 14enne…

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selvizio completo signole? 

coppia

se stai bene, io sto bene; stiamo bene insieme.
se stai male, io sto male; stiamo male insieme:
se stai trombando nel parcheggio dell’ipercoop con uno
dopo 15 anni che stiamo insieme; io
lo faccio in quello dell’esselunga…
stiamo trombando assieme, e
magari verremo anche insieme!
sincroniziamoci!!
che ora è?

che anno…

e che senso ha telefonare alla radio(rai 2) per dire che sei single e che la tua storia è finita?
che prendi molti psicofarmaci,
parli, ti sfoghi
con una psicologa che si fa chiamare pedagoga,
solo per fotterti un sacco di soldi:
fottere, questo ha insegnato la nutrice, l’ape regina, fottere e farsi mettere incinta.
Bo
e poi?
anche se verrà riconosciuto sto povero cristo,
cosa potrà "costruire" in se stesso e fuori,
se ha una madre che è una slot machine ed
un padre che è ormai una moneta obsoleta…
si, è in questa cloaca che esplode l’immaginazione…

e perchè dovrei immaginare, sperare, anelare il vivere al fianco ad una "te stessa" per il resto dell’esistenza?
perchè questo tacito accordo,
bastoni entrambi nella vecchiaia dell’altro,
perchè vivere la vecchiaia…
per essere Altro?

Altro… non c’è
è alla Lidl per
comprare il
parafulmine
a batterie ricaricabili con

la coscienza.

(energia solare; da solitudine
tipico avamposto
energetico di chi è singolare,
che col sole ha poco a che fare)

tu, sei in/significante

potenze di fuoco

l’uomo s’è sempre preoccupato di misurare i confini
della propria intelligenza, anteponendola come stendardo, e
standard inter-intraspecifico; attraverso il Q.I. metro di valutazione(obsoleto)
adottato/usato per valutare l’efficacia ed il livello d’intelletto di qualsiasi essere vivente
("usato" dunque cavia; dunque parametro di confronto),

dell’emancipazione dalla bestia, lo stesso non ha
fatto
per il contraltare noumenico: la stupidità, che in alcuni casi
storici ha raggiunto vette fenomeniche vertiginose appropriandosi a pieno titolo dello standard,
della facoltà e stendardo, di "genio".

Sfuggono dunque i mezzi, gli strumenti per valutare l’empità che sta nel mezzo
di una vetta e l’altra; ragione e torto,
fosca follia e abbagliante lucidità.
"oblio" è una parola;
un significante senza
significato.

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me so fatto la barba(ra)

ho lavorato stanotte, troppo! nella mia officina onirica ho sognato d’un posto, un paesino bellissimo nel centro nord, un luogo che non esiste, tante donne, amici, gente che minacciava d’ammazzarmi, ho addirittura sognato d’aver smarrito i miei nuovi anfibi antinfortunistici, dopo aver legato con le manette ad una panchina uno dei miei aguzzini che m’aveva invitato alla festa tranello; bordello dove poi son successe cose che nessun uomo ha vissuto prima, liberatosi dalle manette, provvidenzialmente l’Aguzzino ha trovato le mie scarpe con la punta d’acciaio, io camminavo scalzo per evitare mine e non inciampare in culi di donne che veneravano aprioristicamente la mia assenza(quando si dice: ma è possibile che non ci sia uno decente?) tra i quali si nascondeva subdolo(la mina)anche il sedere della mia ex a-storica, divenuta bionda boccoluta per l’occasione, nel frattempo l’abbietto individuo di cui sopra sul quale mi dilungo involontariamente, ma che occupava solo la comparsata di pochi secondi luce nel sogno, indossava le mie splendide scarpe anfibie comperate per assestare dolorosissimi ma pedagogici calci ne sederetto di Carmelo(cane in bianco e nero, terapia a 4 zampe sinergica agli SSRI), dunque appurata la bontà dell’occasione, l’indulgenza del destino che gli regalava, così a torto ed a ragione, un paio d’anfibi only UK – US  taglia 41 calzati magnificamente decideva, lo stolido, stoico cecchino di buttarli nel cassonetto solo per fare un dispetto e per non dar soddisfazione al signore che dall’alto già pregustava uno scacco matto, ora sono stanco, molto stanco, l’altro ieri sono stato tra l’altro anche ammesso all’iscrizione presso la blasonata facoltà magistrale di arti visive(unica in Italia per materie, laboratori, seminari e personale docente!!! "questo non è il Dams precisiamo"), nei confronti della quale debiti formativi dei miei trascorsi accademici mi portarono giorno 11 ad un faccia a faccia (rischiando la figuraccia) con il direttore della facoltà, od uno che cagava al suo posto giustamente(?) impettito dalla s-carica, insieme ad altre 2 professioresse che si raccomandavano sul mio futuro accademico, l’impegno, il preteso profitto, quando parlo stia zitto, ma io cercavo e, mentre rincasavo ho incontrato il Prof, relatore nella mia tesi del novantanove, che si è puntualmente nascosto dietro una colonna… dopo la tortura egorettica una collaterale narcolessia mi coglie esamine(privo d’esame) nell’oggi che rimembra ancor la pargoletta mano… si son rotti gli occhiali!! indosso coattamente lenti a contatto ma non sono soddisfatto, albeggia una certa coerenza negl’atti che non m’appartiene ma alla quale…

"appartengo".

extralarge(la droga dei santi)


n
el caffè fatto due giorni fa, cuccioli di blatta annegano, li tolgo col cucchiuaio di plastica con cui una settimana prima avevo mangiato "Philadelphia" poi lo verso nella tazza appena lavata(mio dio una cosa pulita!!!e non c’è neanche una donna in giro…) poi metto tutto a sterilizzare nel microonde(anche la mia coscienza sanitaria), aggiungo il granarolo, lo riscaldo un altro po, cereali, dietor e la zuppa è pronta…  ci ho saputo fare con la prima colazione… la prima che preparai a 10 anni, le altre sono state un pedissequo ripetersi inerziale, in uno sfaldamento coreografico attitudinale che il tempo ha appesantito di semantiche occulte eeee…   bafanculo va.

relazionarsi civilmente con una iena… è possibile?


molte ragazze m’hanno lasciato dopo averle schiaffeggiate…
perchè(gli ricordavo il babbo?)?

dov’è il marcio!!!?

"essere o non essere"
non è il problema,
l’importante è fingere,
è un anatema?
non credo…
è uno stratage(m)ma..

molte ragazzei hanno il quoziente intellettivo di un tacchino…

(vi amo)

bevo tanta birra senza fottermene del caro petrolio.

non sono ciò che avrei voluto essere perchè sarei stato qualcosa d’intubato nel mio concepire da altro "ardire" e non sono neanche ciò che sembro…
è
la mia, un immagine sospesa in un dove insondabile dalle menti congelate a contemplare una cosa che io non sono …
Per anni qualcuno ha (tr)amato costruire ciò che avrei dovuto o potuto essere ed io sono quel nulla enorme non considerato dall’inestimabile vuoto che la mia mente ha cagato in lustri di vita "adibita" a distaccarmi da quel pre-concetto dell’essere "qualcosa" in qualcosa Io non sono nulla e in questa negazione nasce l’e(a)ssenza dell’essere un qualcosa di inutile.
Ars vivendi.
son dunque morto(?).

(fermo biologico)

vendo ricci di mare pescati con le bombe
(atomiche)

ho perso l’anima nella metropolitana
seduto affianco a un pellerossa
affianco a un pellerossa

mi muovo perpetuo
nella polaroid scolorita