Basta egemonia femminile Il maschio deve ribellarsi

Éric Zemmour, autore di un provocatorio pamphlet che ha diviso la Francia: «C’è un nuovo totalitarismo, la società è plasmata sui valori delle donne»

Il titolo Le premier sexe (ora tradotto in italiano da Piemme: L’uomo maschio, pagg. 143, euro 11,50) richiama volutamente il testo fondante del femminismo francese Le deuxieme sexe di Simone de Beauvoir, la compagna di Jean Paul Sartre che lì, nel ’49, scriveva: «Ebbi una rivelazione: questo mondo era maschile, la mia infanzia era stata nutrita da miti forgiati dagli uomini». Ecco, Èric Zemmour, giornalista e polemista de Le Figaro, ha avuto la rivelazione opposta (scatenando una bella polemica intellettuale in Francia). La società è plasmata sui valori femminili, gli uomini (poiché non si può dire «maschi» senza scivolare nel ridicolo) obbediscono ai modelli etici voluti dal feminily correct, l’estetica maschile è, né più né meno, un’applicazione di quella femminile. E le donne? Stanno ancora peggio: «Si sono de-femminizzate. Mentre l’Europa è femmina, i valori sono femmine, ci siamo tutti trasformati in una gigantesca e piagnucolosa Madame Bovary».
Zemmour, quindi la «femminilizzazione» della società è un problema tanto per l’uomo quanto per la donna.
«Per entrambi. Gli uomini non sanno più chi sono e le donne soffrono della mancanza – fisica, psicologica – degli uomini. Le donne traducono bene questo tormento. Vogliono tutto: uomini virili, ma non dei “machi”. Il problema è che devono scegliere. Quanto agli uomini, apprendono, sotto la pressione della società, a respingere i loro istinti più profondi».
Si dice: le donne stanno conquistando la loro libertà.
«Certo, si sono emancipate dal padre e dal marito. Ma sono cadute sotto il dominio della pubblicità. Tutte le loro scelte, fino al loro corpo, sono costrette in norme rigorose. Hanno gettato il corsetto nelle pattumiere della storia ma, sotto la pressione commerciale della moda, impongono ai loro corpi costrizioni ben peggiori di quell’oggetto d’antiquariato».
Viviamo ancora in un’epoca femminista come negli anni ’70?
«È un nuovo femminismo. Il femminismo degli anni ’70 voleva che le donne vivessero come uomini, pensassero, lavorassero come uomini. Il femminismo d’oggi esige invece che gli uomini vivano come donne. La donna non è più un sesso ma un ideale».
Eppure le donne lamentano di vivere in una società che, soprattutto nel lavoro, privilegia ancora gli uomini. Non è così?
«L’entrata delle donne nel mondo del lavoro è fondata su un’ambiguità. È stata presentata come un progresso, un’emancipazione, una liberazione. Ma non si è voluto vedere e dire che questo processo, all’inizio degli anni ’70, ha permesso ai datori di lavoro di fare pressione sui salari dei dipendenti uomini. Ciò non è dovuto a un caso. È ciò che Karl Marx chiama “l’esercito di riserva del capitalismo”. Di solito, questo ruolo è attribuito agli immigrati. È per questo che i salari delle donne sono inferiori a quelli degli uomini. Non è discriminazione. I proprietari hanno assunto donne per questo: per abbassare il costo complessivo del lavoro».
In che modo i valori femminili dominano la società?
«Tolleranza piuttosto che conflitto, consenso piuttosto che autorità, precauzione piuttosto che rischio, intuizione piuttosto che ragione, in tutti i settori questi valori femminili sono portati al vertice. È tutta la società che si abbevera a questi valori femminili».
Ma come sarebbero arrivate le donne ad avere questo potere?
«L’identità dell’uomo è legata da millenni alla guerra. Rischiava la sua vita ma era un eroe tutelare. Ma, con la guerra del 1914-1918, lo sguardo degli uomini cambia. Con questa guerra terribile, questa macelleria, non sono più eroi. Il costo è troppo elevato, vogliono abbandonare la loro condizione d’uomo, troppo pesante da portare. Non è un caso se i primi movimenti femministi datano a quel momento. Sono una conseguenza e non una causa. Le donne si impadroniscono di un potere che gli uomini non vogliono più».
Lei descrive questa egemonia femminile come un totalitarismo. Addirittura?
«Mi riferisco alla volontà di prendere in carico la vita privata degli uomini e delle donne e cambiare i loro comportamenti fino nell’intimo. È l’obiettivo di qualsiasi “totalitarismo”, religioso o politico».

 

fonte:

http://www.ilgiornale.it/news/basta-egemonia-femminile-maschio-deve-ribellarsi.html

così

 

e poi una luce surreale
cancellerà i nostri volti
dall’esserci
stati che
ci vorremmo mai nati
nell’ombra di una bicicletta
il canovaccio del perdente
la scaletta…
racconta un logos
velleità ereditiera
che coglie
tutto e
dispera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Artista: Led Zeppelin
Titolo: Achilles Last Stand
Titolo Tradotto: L’ultimo Viaggio Di Achille

Dissero che dovevamo andare, una mattina d’aprile
E mentre mi giravo verso te, tu mi sorridesti,
come potevamo dire no?

Col pensiero di tutto il clamore che c’attendeva
di poter vivere i nostri sogni di sempre
e cantarne canzoni, quando in fine saremmo tornati.

E mandando un bacio fuggevole a coloro che dicono di sapere.
Il marinaio conosce le rotte del mare,
e navigando sente di non dover temere
nemmeno il diavolo

Salpare le terre sabbiose e negli altri giorni
Sfiorare quel sogno, nascosto dentro che non si vede mai
Sole da Sud a Nord, dove risiede la nostra prima speranza

Le catene dell’impegno in frantumi a terra
Cavalcando il vento, camminavamo in aria sul frastuono
Ridere forte, ballare come se combattessimo contro la folla

Cercare l’uomo la cui mano svela un passo gigante
Egli cammina in avanti guidandoci
in un sentiero contorto solcato nella pietra

Se una campagna dovesse suonare per celebrare il re
alla stessa velocità dovrebbe battere il cuore
a fiera, allo stesso modo la testa e i piedi
pesanti

i giorni volano, io e te
facemmo splendere estati eterne
Lontano e distante il tempo di mutua crescita
Il dolce ritornello consola l’anima e calma il dolore
Albion* resterà qui a dormire per svegliarmi nuovamente

Vago curiosando d’anelli
un luogo per riposare momentaneamente la ricerca
Forti le braccia di Atlas**
sostengono i cieli sopra la terra
Oh, Le forti braccia di Atlas
sostengono i cieli sopra
la terra
Sopra la terra.

Conosco la strada, conosco
la strada..
Le forti braccia di Atlas
sostengono i cieli
sopra la terra.

 

 

 

*”Albion” è il vecchio poetico nome che Shakespeare utilizza
per riferirsi all’Inghilterra, in King Lear.

**Ci sono vari riferimenti ad antichi miti greci: Achilles, Atlas,
e anche la parte “wondering and wandering” di inizio strofa potrebbe
essere una parte dell’Odissea. Ad ogni modo Atlas potrebbe riferirsi
non tanto ad Atlante, quanto ad una altissima montagna del Marocco.

tradotto da Remeron dal testo originale con assist dal sito:
http://www.angolotesti.it/traduzioni/3/traduzione_testo_canzone_tradotto_achilles_last_stand_led_zeppelin_5909.html

cultura femminile(?)… sacerdotesse

 

 

 

 

 

Pocahontas[disney] si nasce,anzi più facilmente si diventa con le pere!
…Lei…
è in grado di controlare;
attivare tutti i muscoli del corpo tranne
l’unico che non può pompare a pere o silicone…
the brain(organo nella fattispecie inutile, ingombrante, vi manca la capacità cranica per contenerlo
per quello sconfina nelle sise, più grossa è la sisa, più agguerrita e sicura sarà la detentrice del decoltè
ma che insomma davvero la neocorteccia si è trasferita nelle ghiandole mammarie? la mia femmina di corso è molto
più tonica, aggressiva e femminile di qualsiasi femmina umana pompata eppure non ha protesi di gomma nel cervello ;P… mi chiedo quando mai avreste, appunto mai si spera, dei figli funzioneranno le vostre tette traumatizzate dal bisturi? oppure condannerete i vostri pargoli(nati già dementi… tale madre) al latte sintetico di mucca contaminato dalla Colibacillosi bovina(che è il minimo dei mali che però fa morire milioni di bambini di gastroenterite fulminante, come i poveri vitelli che non hanno assunto il COLOSTRO dalla mamma mucca attaccata ad un catetere spremivacca che gli succhia il latte che darai al tuo bambino ed a quello stronzo di suo padre, ammesso che il tuo bebè ne abbia uno); causa principale della SINDROME DiI MORTE IMPROVVISA DEL NEONATO (SUDDEN INFANT DEATH SYNDROME:SIDS), in quanto completamente mancante del complesso immunitario e vitaminico che il colostro del latte materno trasfonde nell’infante… dove cazzo devi andare femmina, giusto in un video (porno) di youtube, non sei la memoria e la conservatrice della specie, solo un articolo laTex da sexyshop scaduto da 60mila anni, il ricordo
sbiadito e sfocato della polaroid di donna che era la tua bis,tris nonna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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(forse)

se la femmina emancipata ha il pene…

il maschio cosa (non)ha?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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anch’io dopo un mesetto di nandrolone divento così
(non dopo 17 anni di palestra e cicli di pere ormonali),
senza muovere un dito, fermo immobile a guardare la TV(la genetica aiuta…
anche troppo), ma cambierà il mio STAUS sociale?
si evolverà o finalizzerà la mia rassegnata stoffa profetica? ..mmm…
si
per strada le poverine mi guarderanno, ma
continueranno a trombare con quelli
che sanno fare il game…
la mente femminile è una bomba al plastico innescata(1+1=3);
quando premi il pulsante giusto;
esplode ineluttabilmente
nei suoi istinti selvaggi
(è la natura!), anche
la prof 50enne timorata di dio con 3 figli
alla bocconi
il marito magistrato
dopo uno smile a lungo raggio,
tre parole aspirate di diaframma,
voce ferma e grave, te
la subordini su youporn pentre si fa fare apecora
indemoniata e delirante qualsiasi porcata.
e… te la sei portata a casa.
(ma.. cosa ci fai qua dentro? fuggi via!
infoiata borghesona incartapecorita o
ti do in pasto ai miei CORSO!)…
meccanismi brutali;
dinamiche da
Sir John Lubbock…

 

 

 

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(satira ermeneutica)

t’amo

 

 

corpo;

di fatto

menti…

 
tra le gambe un cosmo…

penzola in-sondabile psyché

gocciolante inconsapevolezze che

non meriti

 

ed io..!!?

 

non posso più,

permettermi.

 

 

 

experience

una donna alla quale manchi un po di seno,

solitamente la natura ha donato un sedere eccellente…

una donna che manchi un po di chiappa,

solitamente la natura ha regalato le pere…

una donna che ha un sedere discreto e una coppa mezza vuota,

solitamente la sensualità l’ha fuori dal normale…

di queste tre le opportune combinazioni; giacchè è vero che

chi possieda le doti di due delle citate bellezze deficia nella terza

che da sola può però, con una bocca graziosa, governare su tutte.

Ma vi fu un tempo tale e tanta ingiuria da considerare di una donna il logico,

freddo raziocinio, comune al farmacista, bancario, l’imbalsamatore e panettiere…

niente di meno di un pallotoliere che con la fiera bestia sinuosa felina niente ha da spartir

tranne che “quarti”, “filetti” e sovracoscie in naftalina…
 

bue squartato

G. Vitali daprè “Bue squartato” di Rembrandt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Femmina: il bello della donna

e non il confuso, catodico, contrario…

Vanilla Sky

E’ probabilmente più che una coincidenza che nelle vicinanze del periodo tardo
Cretaceo, quando accadde questo incidente genetico nei primati, ci fu un breve
intervallo in cui molti altri organismi incorsero in una severa attenuazione nella
diversità o si estinsero. Questo incluse molte forme di invertebrati e, da notare, i
vertebrati dinosauri, che scomparvero improvvisamente dai resti fossili. Russell e
Tucker nel 1971 suggerirono che l’esplosione di una supernova vicina, con la sua
liberazione ed assorbimento da parte dell’atmosfera terrestre di grandi flussi di raggi
gamma cosmici e di raggi x, potrebbero avere prodotto effetti climatici casì drastici da
causare l’estinzione di molti animali inclusi i dinosauri, animali a sangue freddo. Se si
verificò un tale evento astronomico, allora l’assorbimento casuale di parte di questa
radiazione ad alto livello energetico potrebbe avere dato un contributo decisivo alla
mutazione del gene dei primati per la sintesi della proteina enzima L-gulonolactone
ossidase, col risultato di un enzima disattivo.
Pertanto una mutazione letale di condizione (Gluecksohn-Waelsch) accadde a
questo primitivo primate.
La distruzione di un tale processo biochimico vitale avrebbe
avuto conseguenze letali se non fosse stato per il fatto che si presentò in un animale
arboreo che viveva in un ambiente tropicale o semi- tropicale dove erano disponibili
tutto l’anno molti cibi che contenevano acido ascorbico. La dieta del primate mutato
forse non forniva altrettanto acido ascorbico quanto quello prima sintetizzato nel
fegato, ma era sufficiente per sopravvivere. Bournenel 1944 mostrò che un
moderno gorilla, vivendo nel suo habitat naturale, otterrebbe 4.5 grammi di acido
ascorbico al giorno dal suo cibo.
Pauling nel 1970, basando i suoi calcoli sul contenuto calorico e sui livelli di acido
ascorbico nel cibi vegetali crudi, concluse che la gamma di assunzione ottima è circa
da 2.3 a 9.5 grammi al giorno. Egli notò anche che, mentre la gamma delle vitamine B
in 110 cibi vegetali crudi che forniscono 2500 Calorie era solo da due a quattro volte
la dose giornaliera raccomandata nella dieta, il rapporto corrispondente per l’acido
ascorbico era 35 volte quello raccomandato, 2300 milligrammi contro i 60
milligrammi al giorno.
Pauling nel 1968 indicò che questa mutazione può avere avuto valore di
sopravvivenza a suo tempo perché liberò la macchina biochimica per altri scopi e
conservava energia. Il valore di sopravvivenza fu perso non appena la progenie di
questo animale mutato, evolvendo verso il futuro genere, Homo, lasciò gli alberi, si
spostò verso climi temperati e cambiò la sua dieta in una in cui alti livelli di acido
ascorbico non dominavano per tutto l’anno.
L’uomo porta ancora questo gene difettoso ed esso non ha valore di sopravvivenza per
l’Uomo moderno. Infatti, nel corso della preistoria e durante i tempi storici, ciò ha
costituito un handicap severo e gli effetti collaterali di questo gene difettoso sono
risultati nella morte di più individui,  nella causa di più malattie e sofferenze ed ha
cambiato il corso della storia più di ogni altro singolo fattore.


 

 

 

 

 

 

 

 

tratto da “La storia naturale dell’acido ascorbico nell’evoluzione dei Mammiferi e dei
Primati e suo significato per l’uomo contemporaneo”
Irwin Stone

spleender

ho letto tra i blogs… laconica perla(una delle tante) lanciata nel firmamento dell'etere(etilico!):
"l'assenza presuppone presenza" che in "volgare" vorrebbe, pare, esprimere una dietrologia intelletualistica inaspettata, ordita dall'autore(trice!) in anni passati, nello sforzo escretorio a 45°, in toilette, nell'intento fisiologico-filosofico di produrre una di quelle, veramente grosse, tracce da un'intuizione sulla vita terrena e, perchè no, ultra-terrena, con fare aristotelico peripatetico(dal cesso alla tastiera sgocciolante), sempre nella medesima posa defecatoria a 45, consona ai più come culla d'ottime letture, nella fattispecie, invece gravida d'avvistamenti lucidi sul modus vivendi e agendi che svelano all'inerme e naufrago net-surfer la retta via:

Aho!
Se n'annato…

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(ma prima c'era)
('hovvisto io!!)

morta l’ispirazione l’arte è un vibratore.

Uno dei più grossi limiti od errori dell'era contemporanea è il voler monetizzare, oggettivizzare le competenze.

(Remeron)*

*per coloro che s'avventurassero in questi lidi per la prima volta(ma cosa fate, misericordia, via, via!!), aforismi, tesi, antitesi, ipotesi, assiomi e dogmi riportati in questo blog sono frutto di una profonda riflessione, che accompagna l'autore, me medesimo, sin dalla tenera età, come direbbe Sartre:
L'infanzia di un Capo.

è state

o del mio cuor a pezzi(?)

2 estati.
o 4..
l'agosto è sempre una costante.
dopo il luglio,
e poi..
settembre o quell'altro; ottombre, novubre,
uno vale l'altro, davanti all'immanente immensità del mio trascendere,

toc toc, chi è? io..
prego, avanti! ricominciamo.

bambina (mal) progredita
come nessuno rechi in te 'l marchio,
origine, le tue vestigia tribali, brutali
tra le gambe, il ricordo, rifugio, che ci riparò
arcaico da fulmini di dei molesti.
La caverna.

unta e bisunta.

nuda non ti sporger
nello scorgerti del porger
lesta l'altra chiappa,
quella bella;
sicchè favella non ci dica
della tua muta fica
lo strombazzar d'intenti tra le dita
io! che non ti sento; non vedo
che lo struggere del tempo
che della giovinezza tua
così preziosa fa
granelli per il vento
e ciò ch'è per lo specchio ora
tra un minuto secondino
violentato addiverrà,
scardinato via dal…
silenzio momento,
non mento!
 

omo ridenz

che orà è?

più ermetica è la prosa
più silente il dolore
più si scalda la mano
più..


a si?
vado a coricarni
bafanculo..

(scus'mi mangano 60anda euro pe ffarmi una pera m li presti?)
(si tieni )
(posso pungerti se t fa sendire bbiù prodetto, motivato!)
(eppungimi va)
(non ho la pungia)
(mi prest 650.000euro? s'i tieni..)
(ma qust e dutto un sogno?O)
(no è la verità)
(siamo nei cessi della stazione di Milano e mi hai trovato anche quà)
(ghe bello)
(e caccia sti suord muovt!!!)
(si, un att.)
(e chista ccosa cuss'è?)
(una mitraglietta Antò)
(lo sai, mi scappano le lacrime, il ricordino che mammà ci fece in punto di morte)
(ma avevi detto ch'era tuttu reale?)
(perchè Antò, stu gingillo falsa ti pare?)
(ma e tutti li suordi che mi dovevi dare per farmi una pera?)
(mo prima ti do le fiches, come al casinò, cu sta slot machine Antò! ah ah ah ah ah!
ah ah ah ah ah ah ah ah ah!)
(nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!)

(incubi all'ingontrario
non si sa mango chi li ha fatti)

Antò
eh…
fa caldo…
ma vattinne va!

m'ha fattu male cu chilla mitragliett…
Andò
eh!!!

E cerca 'e me capì'
è tanto tempo che non ti vedevo
eppure so' cuntento
'o ssaje m'hanno fottuto 'e viaggi e
l'autostrada
tutto chello c'aggio passato e mo' nun
credo cchiù
nun credo cchiù.
E torno a casa stanco muorto e nun
voglio fà' niente
sto cu ll'uocchie apierte e sento 'e
sunà'.
E pruove a vedè' cu dint'a ll'uocchie
'o sole
e c'o cazone rutto a parlà' 'e
Rivoluzione
e cride ancora cride ancora
e pruove a vedè' chi t'ha attaccato 'e
'mmane
e nun te può girà' pecchè te fanno male
e cride ancora cride ancora…
E cerca e me capì'
vorrei strappare mille occasioni
e poi fuggir lontano
me so' scucciato 'e parlà' e dire ogni
volta
quel che ho dentro e poi star male e
poi suonare
Ma torno a casa stanco muorto e nun
voglio fà' niente
sto cu ll'uocchie apierte e sento 'e
cantà'
E pruove a vedè' cu dint'a
ll'uocchie 'o
sole
e c'o cazone rutto a parlà e Rivoluzione
e cride ancora cride ancora
e pruove a vedè' chi t'ha attaccato 'e
'mmane
e nun te può girà' pecchè te fanno male
e sona ancora sona ancora.

(Pino Daniele)

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(melanconia a sfumare tridimensionale)
non si vede se non hai gli occhiali
de(i)l Camerun.
Miopia Etnica stereoscopica
su Remeron Channel

bitume

"essere o non essere"
è tutta in questa propositiva proposizione l’essenza moderna della società aperta
nella dinamica del soliloquio, dell’assurda preghiera, del leggere un qualcosa che non c’è;
nelle vesti di qualcos’altro che dovrebbe esserci: una pippa, una persona, la paranoia.
Ma non è stato sempre così, e così non tornerà, e a quanto pare non è…
anche se un fiorire di carta stampata e di "professionisti competenti e/o committenti d/nel nulla"
ve ne sono a bizzeffe.
"Quando avevo 7 anni mio padre mi ha menato"
sindrome da borderline..
"quando avevo 8 anni ho assistito all’amplesso tra mia madre ed il lattaio"
disturbo narcisistico della personalità.
"Quando avevo 4 anni mia madre mi metteva i sandaletti al contrario"
disturbo da visione dell’ultimo film di Von Trier.
"Quando…


te ne vai affanculo?

stamane splinder è a puttane
(chissà domani)

parole chiave:
PUTTANE
DOMANI

SPLINDER

(QUESTO POST è STATO SCRITTO ALLE 9.00)


(parole chiave:
POST
SCRITTO
9.00)

i mezzi del comune (consuma, produce, “scrive”, crepa)

odio la gente distratta,
odio le distrazioni della gente
odio la distrazione
odio la gente

distrazione di sovente accompagnata da genialità nel luogo comune
molto più spesso da stupidità nella pubblica piazza

distratto: stupido geniale
(in tandem)
.
mal comune mezzo gaudio (fifty fifty)


il disordine, ecco! è un’altra cosa.
il disordine, invece, è una manifestazione seria
e spesso ha davvero radici nella genialità
che non è un merito ma una casualità.

il genio è contronatura
il genio non ha meriti solo doveri
il genio è un handicappato
per questo sono un perverso
disonesto, uomo (a)normale (pigro!) con un pretesto: l’arte…
che buffone gentile che sono, un alibi per chi non ha voglia di lavorare, perchè fa male,
lavorare invecchia, stracca!!…
ma se non sei geniale… vai,
vai a lavurer patacca!!


(Di te) d’allora sempre bramai i fianchi
ostinatamente, pazzamente bramai.
ciò che mi si tolse… di quel che il destino divora,
ai mie occhi negato, il peso mi è grave ogn’ora..

Remeron in fabula (autocitazione coercitiva)
(scrivila tu questa impiegatuccio…
e poi
muoriiiiii!!)

smettetela di scrivere, chiudete i vostri blog, chiudete le vostre bocche, aprite gli occhi e leggete ciò che i saggi hanno voluto lasciare, e poi andate, andate a lavorare!!!!

ti amerei uomo medio se non fossi così eccentrico, se non fossi così volgarmente catodico sofisticato spazzaturo…
lo giuro.


…io, sono a volte vittima prediletta dell’amore impiegatizio, che come tutte le altre manifestazioni solite dell’impiegato, nel weekend va in pausa. L’impiegato (che è uno stato mentale e non dell’essere) è l’essere vivente più simile alla macchina, può mettere in standby per 3 giorni qualsiasi argomento, anche una trombata, una lobotomia in laparoscopia, poi quando lunedì si risveglia dal coma il mondo ricomincia a girare(sicuro?)… impiegato/a io sono fuori dal mondo, impiegato/a io sono un mondo. resta sul tuo, che qui sono già in troppo.


grazie nonno (vabbè m’allora?)



assumo regolarmente quantità industriali di
psicofarmaci

droghe sintetiche
medicine equosolidali
anabolizzanti
caffeina come ne piovesse
la mia stabilità umorale è un bluf chimico
lo humor una bugia
vi considero topi
vivo aldilà del bene
o del male (chissà dove)

imbalsamato in un’ampolla di formaldeide
risalente ai ’50

mesmerizzato da mio nonno
in stato fetale
prima d’essere abortito
in stato fatale(!)


Bussare
ed
attendere

1000 anni

all’interlocutore della notte che dorme come fosse giorno il letargo ibernato dell’incombente esistenza subita non posseduta

non vivente ma essere vissuti da un agglomerato ordinato di cellule primordiali specializzate nella riproduzione e sopravvivenza di se stesse. questo è ciò che sei, nella tua tana, la mente. Un organismo.
(reagisci ad impulsi, come un insetto)

son sempre stato uno snob autoconservativo
conscio del proprio valore inestimabile, necessario ed isnsostituibile da preservare come un bene storico e culturale… artistico!!
per quanto tu possa insidiarmi, vestirti accomiatarti scimmiesco/a con nuovi e sgargianti abiti,
ti riconoscerò aimè
al primo raglio,
asino/a!!!!
la natura non si comanda,
si condanna.

tu sei di carne
io diVino

ogni volta che approfondisco, sprofondisco

che è un po come diceva Carmelo:

mi piacque tutto ciò che mi spiacque!!

ho sfebbrato(primavera senza amore)

sono l’uomo che non rispetta la più basilare
regola di convivenza sociale,
sono un uomo amato dalla comunità che odia,
ripudiato da chi crede di conoscermi e m’addita,
condannato al pubblico ludibrio
in una realtà dove vige un’anarchico squilibrio
ed io sono un eretico santo mistificatore di pietre filosofali scadute,
che alla ricerca dell’oro preferisce
quella dell’amor perduto(!!)
ed invece di lavar la roccia con la goccia
dell’acqua alchemica lavo col sangue,
guardato a vista dai miei aguzzini,
l’avvento di un cuore elettrico immortale
che sappia veramente amare,
attendono, cecchini nell’ombra che mi ricombini,
per l’ennesima volta assuma nuova forma
e nuovamente qualcuno mi stermini
e mi riporti in vita
per saggiare la successiva mutazione
del mio DNA buffone,
fino a quando quella giusta non mi consegnerà
nelle mani del creatore
e sdoppiato, clonato, replicato, consacrato
verrò dimenticato
in un esercito di emuli dormienti senza cuore
macchine da sonno senza sogni
produttori d’energia morale per viventi senza amore.
Un uomo che appassisce come un fiore notturno al sole
fiorisce diurno in verde rosa rossa
sporcata a foglie blu di fiele,
al vento di primavera ricordo come fosse ieri
che oggi è un giorno uguale
a tanti altri in cui non ho vissuto
senza amare.