Self-service pausa pranzo(Remeron reinterpreta “Il veleno”, di Baudelaire in tre atti).

  1. -Le piace questo pianeta?
    Ha il suo fascino…
    ma tutto ciò non vale il veleno
    che distillano i tuoi occhi,
    i tuoi occhi neri, mari in cui
    la mia anima trema e si vede capovolta,
    i miei sogni accorrono a frotte a dissetarsi
    a quegli amari abissi.
  2. -…!
  3. -Ma tutto Questo non vale il terribile prodigio della tua saliva
    che morde la mia anima e la immerge nell’oblio
    senza rimorsi; e al carro della vertigine la fa rotolare
    sfinita, alle sponde della morte.
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ho

banane per tanto tempo poi…
montone, coniglio, uova, formaggi pecora.
ho una linea impeccabile
ciglio d’uomo che Trova nel suo sguardo(strabico),
grazie mamma, l’umore di un vulcano, un fiume in piena
il giorno dopo l’arido
di un secchio in tinta secca,
due cani, maschio e femmina(segretamente)
l’allevamento!!
il luogo ha dato dispersi
ragazze o donne (o) amici non so come,
appunto, è spinosa la questione, il capriccio
la passione ahaha…
quasi meglio di un film
dell’orrore  ;P

Se dentro avessi il fanciullino di…
disfa, fa e rifà le cose un po
quelle creature, illuse di potere,
inventate; avere un ménage, di sana pianta,
simile al carnale,sentimentale,

l’amicizia e il rispetto: la prima cosa!!
(amò però lo sballo è n’altra cosa…)
una casa senza tetto non è ospitale, quanto un ospedale
un salvagente alla mia suggestionata mente!
tanto me ne importa, quanto.
ho fumato per un mese.2 pacchetti al giorno,
non posso bere, non posso fare, questo o quello,
mi è preclusa l’arte
di ragliare far saltare in aria mobili,
sbandare,
sfondare muri, leggere il giornale,
dall’altra parte

strumentalizzare, notebook, manipolare… sciabattare
Portando a spasso i cani… ho perso

in spessore,
la periferia, della metropoli, del mio
malumore
padroni bastardi, neri cinesi rumeni
e topocani,
quanta gente che si sforza
di mostrare un lato d’animo coeso con
gli animali,
idiota!!
è lui che ti porta a spasso banderuola! lui e non l’opposto,
in casseruola.

l’opposto sono io con un lupo
abbaiao, mostro i denti e mordo,
canto, una nota triste

le idee
sulla mia età, che trotta a 1000km all’ora
fisso nel ruolo fanatico del reazionario, ricettatore
di consigli da “più grandi”, a cosa serve allora
crescere, interpretare un ruolo, il professore, il malato, l’artista,
l’apprendista sano, sordomutualista, il posto di blocco della vista
l’agguato del futuro: un piatto di pasta…

il dottore, lo psicanalista, i farmaci, le idee meccaniciste del cognitivista
il signor Bonaventura e ‘l Bellavista, spazzatura a sacchi rilegati
deficit a random non razionalizzati,
letture eccentriche a metà
lasciate in pace, castrate e andate.

mi rileggo e sto male come fossi stato
investito o abbandonato
nella rima cercare
una metrica patetica, tra il bordo e la cima,
il dopo e il prima la funambola che s’avvicina, novizia
con l’acquolina

si brucia poi s’annaffia, soffia graffia e sc(a)oppia (via):

tu sei pazzo, una brutta persona
simulatore, non hai un’anima ben definita, non
so cosa mai mi dirai, o s’è finita, se vicino a te
quella sia vita, non mi lasciare o però perchè si muore
d’amore, poi ti giri e sei freddo come un morto!
poi
 

 

 

ti svegli e sei

 

 

 

risorto.

mesmerismo ateleologico

ho imparato a parlare e da quando

è assunto, l’assunto, sono sempre

al telefono con qualcuno che

non può ascoltare, allora finge

se non finge

dorme

e se non dorme

è morto.

Come il topo

nel buco del culo di

Richard Gere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

vivere un costante stato di trance

serenità cannabinacee, furfuracee

sepolture in vita presso

differenti indirizzi corporei

interni, contesti oggettivi indifferenti

escatologie catatoniche scatologiche

trasmissioni interrotte ininterrottamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Stiamo” comunicando,

no

sto defecando,

tu vegeti

mimando oscena

un’esistenza

“non convenzionale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sogni.

 

spleender

ho letto tra i blogs… laconica perla(una delle tante) lanciata nel firmamento dell'etere(etilico!):
"l'assenza presuppone presenza" che in "volgare" vorrebbe, pare, esprimere una dietrologia intelletualistica inaspettata, ordita dall'autore(trice!) in anni passati, nello sforzo escretorio a 45°, in toilette, nell'intento fisiologico-filosofico di produrre una di quelle, veramente grosse, tracce da un'intuizione sulla vita terrena e, perchè no, ultra-terrena, con fare aristotelico peripatetico(dal cesso alla tastiera sgocciolante), sempre nella medesima posa defecatoria a 45, consona ai più come culla d'ottime letture, nella fattispecie, invece gravida d'avvistamenti lucidi sul modus vivendi e agendi che svelano all'inerme e naufrago net-surfer la retta via:

Aho!
Se n'annato…

saludos1if8.gif
(ma prima c'era)
('hovvisto io!!)

Avere un cane, tradisce, anche nell'uomo pragmatico, prosaico e razionale,
un animo avventuroso e sognatore che cede volentieri strada al fanciullo che gli corre dentro. 

preghiamo

è state

o del mio cuor a pezzi(?)

2 estati.
o 4..
l'agosto è sempre una costante.
dopo il luglio,
e poi..
settembre o quell'altro; ottombre, novubre,
uno vale l'altro, davanti all'immanente immensità del mio trascendere,

toc toc, chi è? io..
prego, avanti! ricominciamo.

bambina (mal) progredita
come nessuno rechi in te 'l marchio,
origine, le tue vestigia tribali, brutali
tra le gambe, il ricordo, rifugio, che ci riparò
arcaico da fulmini di dei molesti.
La caverna.

unta e bisunta.

nuda non ti sporger
nello scorgerti del porger
lesta l'altra chiappa,
quella bella;
sicchè favella non ci dica
della tua muta fica
lo strombazzar d'intenti tra le dita
io! che non ti sento; non vedo
che lo struggere del tempo
che della giovinezza tua
così preziosa fa
granelli per il vento
e ciò ch'è per lo specchio ora
tra un minuto secondino
violentato addiverrà,
scardinato via dal…
silenzio momento,
non mento!
 

omo ridenz

homo sapiens

ci si evolve ogni 15000 anni,
lo dicono gli evoluzionisti…
(il resto son fuochi d’artificio)

è triste morire senza figli…

avere coscienza nel limitare le nascite

è certo
un sacrificio troppo grande
da chiedere alla donna
emancipata
evoluta
dilaniata da una realtà maschilista
esotericamente veramente poco strega
molto "troppo" poco "vacca"(porntube, cuckUld, ed oltremodo amorali "prostituzioni" televisive, carrieristiche e/o [geo]politiche al soldo del potere a parte)
libera di decidere sulla gravidanza
e/o sulla propria carriera eppure..
proprio oggi, come nel dopoguerra;
in un momento di crisi
quando cioè certi valori dovrebbero
reggere almeno le apparenze
la "femmina" umana si lascia andare
a(ll’istinto) quel maschilismo, storico e storiografico,
(che lei e noi abbiamo condannato nelle crociate 68ine, 77ine etc etc)
che la vuole "vacca", "fattrice", catena di montaggio
cacatrice di fasci da fasciare, da mandare al fronte(quale?) a zappare(dove?)
d’un’ ottica medievale nella quale si ricade
ahinoi, nonostante, la teoria della relatività,
ogni qualvolta ci sia una recessione(dicono i giornali) economica.
Si ritorna alla brutalità.
Tutto(i) va, appunto, a puttane.
E…
perché invece

prima?

si fa quel che si è(formalità in formalina)

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da un testo di John Berryman(‘914 – ’72)
Remeron interpreta.
tanto per dire che gli (post)strutturalisti,
con Carmelo Bene non hanno scoperto nulla
che altri non avessero già sperimentato ed i romantici prim’ancora
solo per sottolineare, mai stanco, lo stantio, la putrefazione
che la nostra "signora" cultura occidentale ottenebra e tristemente
specula (o)stentando.

da questa ed altre illustri testimonianze, come quella del precedente post, ne deriva che il vostro "passatempo" da fruitori, o intenditori della domenica, ciò che considerate arte non lo è(figuriamoci il romanzetto italo-siculo-marchigiano-emiliano-campan(o)ilista[spariamoli a vista] della feltriSnelli), il 99,9% degli artisti ha bisogno(come gli avi malati "d’arte" presagiscono nelle testimonianze autografe; scevre dal (show)business simultaneo e spicciolamente speculativo della bubblicità inbonitrice da Tivvù) di piegarsi, storpiarsi, mortificarsi per mettere a frutto la propria sensibilità ed in questa società petrolifera e massificante non può farlo soccombendo al divism TV o all’anonimato dell’ NU(nettezza urbana); da qui l’anale,ibernata, (freudiana) "supposta" valenza evergreen delle mummificate avanguardie(siamo rimasti li), da qui lo scadimento artistico degli artefici, dei fruitori e della materia artistica nel "post(er) scriptum" take-away da tangente-autostradale-museale, nella nullificazione di una fruizione critica, lo stesso dicasi per i cosiddetti esperti che dovrebbero supplire alla vostra mente mancata, figli(ainoi) anch’essi di una specializzazione che in quanto tale preclude ogni possibilità d’espansione, dilatazione, ergo ecletticità d’interpretazione personale che non evada dal diktat equatoriale (nel senso della "centralità" dell’allineamento) del velleitario istituzionale, già (pre)scritto, settario, business e senso comune, dunque del banale, del sentito dire, l’arte; come la mozzarella, spaghetto e mandolino… è un bene di tutti, riprendetevela, ancor di più in coscienza che il 100% dei collezionisti sono dei polli ignorantissimi in balia di un gallerista o di un criticorucolo nato dietro casa tua(nel campo di carciofi) che (pur de magnà) scambierebbe un Picasso per un cavoletto di Bruxelless(esterofilia assassina)^^.

stanislavskij

 

rispetto ad una serie di farse e imitazioni,

recuperi, studio, lavoro, trainings, ginnastica e
speranze di proto-agonismo collettivo
io

sono
una mezza figura,
ma;
non è,
la mia, Maschera:

perdo
me stesso
di persona.

 

 

il brevetto del mio carattere è scaduto

generico di qualità
su Remeron Channel

tromba nerotromba nerotromba nerotromba nero

la mia esistenza è un mi(ni)stero!


(normalissimo)

faccio un uso sistematico di psicofarmaci(fluoxetina),tromba nero non bevo e non sopporto chi fuma, (salvo poi bere e fumare quotidianamente per tutte le feste natalizie) ho un carattere mostruoso(non guido in stato d’ebrezza!!)tromba nero. il mio corpo ha subito più interventi chirurgici di robocoptromba nero. La mia pelle è un guanto percorso da cerniere lampotromba nero, si aprono all’occorrenza… fisiche porte alla metafisicatromba nero, mi entrano dentro, prendono, tolgono, ristrutturano, riassettano, mi amano, le mani del demiurgo.
Se si potesse quantificare geograficamente, il mio ego, occuperebbe una regione fisica delle dimensioni dell’america latinatromba nerotromba nero.

sono un autarchico "chimico"tromba nero(un bluff!tromba nero), handicappatotromba nerotromba nero e tromba nerotromba nerotromba nerotromba nero
diventerò calvo
tromba nero.

SCHIENA-L5

la mia bellezza è anche interiore…

 

remeronfuck

tromba
nero