experience

una donna alla quale manchi un po di seno,

solitamente la natura ha donato un sedere eccellente…

una donna che manchi un po di chiappa,

solitamente la natura ha regalato le pere…

una donna che ha un sedere discreto e una coppa mezza vuota,

solitamente la sensualità l’ha fuori dal normale…

di queste tre le opportune combinazioni; giacchè è vero che

chi possieda le doti di due delle citate bellezze deficia nella terza

che da sola può però, con una bocca graziosa, governare su tutte.

Ma vi fu un tempo tale e tanta ingiuria da considerare di una donna il logico,

freddo raziocinio, comune al farmacista, bancario, l’imbalsamatore e panettiere…

niente di meno di un pallotoliere che con la fiera bestia sinuosa felina niente ha da spartir

tranne che “quarti”, “filetti” e sovracoscie in naftalina…
 

bue squartato

G. Vitali daprè “Bue squartato” di Rembrandt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Femmina: il bello della donna

e non il confuso, catodico, contrario…

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bitume

"essere o non essere"
è tutta in questa propositiva proposizione l’essenza moderna della società aperta
nella dinamica del soliloquio, dell’assurda preghiera, del leggere un qualcosa che non c’è;
nelle vesti di qualcos’altro che dovrebbe esserci: una pippa, una persona, la paranoia.
Ma non è stato sempre così, e così non tornerà, e a quanto pare non è…
anche se un fiorire di carta stampata e di "professionisti competenti e/o committenti d/nel nulla"
ve ne sono a bizzeffe.
"Quando avevo 7 anni mio padre mi ha menato"
sindrome da borderline..
"quando avevo 8 anni ho assistito all’amplesso tra mia madre ed il lattaio"
disturbo narcisistico della personalità.
"Quando avevo 4 anni mia madre mi metteva i sandaletti al contrario"
disturbo da visione dell’ultimo film di Von Trier.
"Quando…


te ne vai affanculo?

assetato dis-a(r)mato

dimenticatemi
voi esseri splinderiani
io ignoro chi siate

un clone, 2 cloni, 300 cloni di Remeron
chiusi in una stanza a scannarsi
ogni tanto farne uscire uno e sparargli una raffica di mitra
senza ucciderlo, poi ributtarlo dentro
ogni tanto prenderne uno e precipitarlo dal 5° piano poi ributtarlo dentro con la catapulta
prenderne 10 e metterli al muro: caricate, puntate, fuoco!!  ta ra tà ta tatta ta ta
avvicinarsi con calma e sparare alle zucche a bruciapelo
so farmi veramente male se voglio…
svegliati ch’è tardi o perderai l’autobus anche questa volta.
giro come un disco non mi fermo mai.
non mi va l’innamoramento umano.
guardati come sei messo è da tre anni che giri per psicologi.
lasciami affogare, il poeta affonda e non si (af)ferma mai.

io e te nell’appartamento

Sulla scia (di nuovo) di una cameriera…
stacca dal bar élite alle sei la sera
"guarda la coincidenza… ti ho vista ieri sera…
dimmi come ti chiami quanti ragazzi chiami
io non so fare niente volevo solamente…
chiuderti
di sopra
su da me
forever"
ci prenderemo come i cani la gente fuori non lo capirebbe mai
perduti nell’appartamento non ci ritroveremo mai "quanti anni hai?"
ma sempre meglio di morire di tanti anni uguali e neanche un attimo…

"come va la vita?" "come di solito"
"dove vai la sera?" "ti conosco appena…"
la canzonetta triste te la farò sentire
gira sul giradischi dentro l’appartamento
falla girare ora domani forse me ne andrò
via da qui
via da te
forever
and ever
e ci ameremo come i cani e tu non mi ricorderai negli anni mai…
e non sarà poi tanto bello (glissando di violini come al cinema…)
ma sempre meglio di una sera d’inverno contro la città non ti sembra?