Il complotto d’efebo: l’elite del mediocre.

mamma, donna, figlia ed eventualmente amante…
un uomo(normale) non ce la fa… a stare al passo con
l’avanspettacolo.
La monogamia spacciata dalla teologia cattolica, mai esistita nella realpolitik, dovrebbe essere la sua dimensione(non per niente per Marx la religione è l’oppio dei popoli)…
Per esser corretto con tutte le 4, 5 ,6 o 7000
(date non per merito bensì per un benessere circostanziato,
convenzionato, pensionistico, statale dunque vile, inappropriato, arpionato
in quanto non propriamente accaparrato[allevamento]… un po come l’accesso indiscriminato alla cultura che genera somari alfabetizzati.)
istanze un uomo dovrebbe diventare femmina, ‘na
comare da balcone(ciò che è inequivocabilmente ora), ove
la chiacchera è il simulacro; la sostanza della frustrazione immanente
dell’esserci (catodico) comunque senza
aver possibilità alcuna(d’agire) se non nell’affacciarsi
per venir preso a pomodori, putrefatti, in faccia. L’uomo;
il maschio deve imparare a frequentare il proprio genere
senza trascendere nell’inchiappettamento, isolare
la follia procreatrice, che non crea, in questo tempo,
se non infelici, persone “piccole”, altri schiavi della borghese sventura
perchè questa congiuntura storica non elargisce padri
politici ne affettivi, ne limiti, misura; disciplina; solo
becchime per polli(ove il pollo sei tu marchomen).
Da sempre;(200mila anni) da quando esiste uomo; sono
le privazioni, il martirio; la gerarchia a decretare lo stesso
e non il contrario; falso benessere borghese che appiattisce
qualsivoglia prerogativa, individualità, privacy, e dunque crescita e
evoluzione critica sel soggetto umano non tribale.
La macchina piccolo borghese costruisce automi in catena di montaggio;
sia che si parli di automobili, laptop, cervelli umani.
Non è giusto per un giovane uomo o donna, nascere
in un contesto fordiano ed essere quindi incellofanato, a priori
dall’ignoranza di sua madre, replicante che immagina di far bene,
secondo il dettame che il messaggio subliminale di TV, internet, SSN,
cartellonistica stradale gli hanno stampato nella neocorteccia, chi
l’ha assuefatta e messa in ginocchio come schiava, facendole
credeere al contempo, con un gioco di prestigio molto semplice, anzi:
parodistico, d’essere artefice
di qualcosa,
indipendente
da qualcosa e
madre di qualcosa
e non di

qualcuno.

 

io sono comunista, io fascista.

peccato che la massa non ha occhi, e per trovare uno sguardo si debba sgranare molto s’un soggetto indefinibile, oggetto della massa, questo ragazzo dice delle “cose” sul suo tempo, perchè ha colto l’opportunità di leggere quello che altri(altre civiltà millenarie) hanno detto prima, senza discriminare con l’handicappato occhio scientifico contemporaneo(la scienza moderna non ha neanche 200 anni), perchè è nel passato che è vissuto l’uomo, e più si va indietro più lo s’incontra unito a dio… Uno.

 

 

 

mesmerismo ateleologico

ho imparato a parlare e da quando

è assunto, l’assunto, sono sempre

al telefono con qualcuno che

non può ascoltare, allora finge

se non finge

dorme

e se non dorme

è morto.

Come il topo

nel buco del culo di

Richard Gere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

vivere un costante stato di trance

serenità cannabinacee, furfuracee

sepolture in vita presso

differenti indirizzi corporei

interni, contesti oggettivi indifferenti

escatologie catatoniche scatologiche

trasmissioni interrotte ininterrottamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Stiamo” comunicando,

no

sto defecando,

tu vegeti

mimando oscena

un’esistenza

“non convenzionale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sogni.

 

caffè

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metri cubi
caffè
chilometri quadrati
caffè
ettolitri quadrangolari
caffè
dimensioni astrali
caffè
non ne posso più
caffè
se non ci sei
caffè
è solo chimica
caffè
è un tutt’uno
caffè
è caffeina
caffè
di sera
caffè
dopo
caffè
prima
caffè
se non è bono
caffè
è un piacere
caffè
è un vizio
caffè
per favore
caffè
il mio onore!
caffè
senza speranza
caffè
no logo
caffè
e sigarette
caffè
mio padre
caffè
vafanculo!
caffè
certamente
caffè
che poi non è..
caffè
la mattina
caffè
sono
caffè
treno
caffè
tremo
caffè
e fluoxetina.

stare a Gallipoli senza andare al mare non ha senso, d’altronde io ch’ho provato, ci sono andato!! ma non c’era posto, è colpa dei popolani se soffro di deficit d’attenzione ed iperattivita?
il popolano di cosa soffre quando a ferragosto si attacca sul culo del suo prossimo?
 non hai stile volgo!!
sto male ora uscirò a
comprare delle sigarette
ma io non fumo,
è ferragosto, tutto chiuso! il vizio
degli altri,
poi se sparisco
non ho neanche l’alibi delle
bionde
, è andato a comprare le sigarette e l’hanno rapito gli zulù ora la sua testa dondola con un mazzo di chiavi attaccate alle braghe di un punkabbestia, vedo il mio futuro, traballante.
(con occhi blu di perline colorate)
(Gallipoli non esiste)

fregare gli dei

va tutto bene, ieri ho fumato delle sigarette, oggi mi fa male la gola, oggi, avevo puntato tardi la sveglia perchè ho scoperto d’essere un gufo, da qui il mio pensiero divergente, sono nato alle 13.00 il mio orologio interno inizia a contare dalla tarda mattinata, anni ed anni passati a forzare il mio destino biologico, ora ne sono cosciente, ma mi sveglio comunque alle 8, da solo, la sveglia alle 9 non ha senso, devo ricominciare ad andare a letto tardi, perchè è dopo mezzanotte che inizio a produrre mentalmente libero, sono sintonizzato con gli orari della rai, la cultura, dopo mezzanotte, quando il brulicante popolo di primordi è a nanna, ma in questa città non c’è una vita notturna, tranne i soliti "Pub" improbabili cloni caserecci dei Pub Irlandesi, dove passare il tempo significa bere litri di birra in compagnia di immondi studentelli con pus cerebrale, e in questa casa che puzza d’impiegato statale andato a male, di passati remoti che trasudano aridità dagl’intonaci, in quest’atmosfera controllata popolare dove la cosa più aristocratica è la serratura di ottone lucidato del cancelletto… in questo antro che tra qualche mese condividerò con dei poveri impiegatucci, troppo umani, legati all’orario di servizio, alla sveglia, all’auto, cosa ci faccio di notte, come?
L’ambiente, ti condiziona, è da 6 mesi, 6 anni che voglio andar via di qui, dall’attimo dopo esserci entrato, ma questa casa è un morbo, un mostro fagogitatore d’intenti che si è attaccato alle mie ossa, e che non posso, non so arrestare, non ora, senza cuore, senza (amore?).
Non mi è ancora apparso in sogno il trasloco, ma sarebbe lecito, tutta una serie di pacchi e pacchetti da spedire in Puglia, dove altre 3 o 4 case cadaveri mi stanno aspettando, dove i miei ricordi impolverati dormono sotto la muffa, di fianco ai miei genitori mummificati ed al cane imbalsamato, congelati dalla mia assenza vitale e poi ripartire, senza l’enorme peso delle stratificazioni, in un altra città, un altra casa, altre persone, (altre emozioni, nuovi ricordi) qui ormai sono stati tutti censiti, estimati, catalogati ed archiviati da una furiosa selezione sovrumana, la mia.

n.b.
il mio apparente disprezzo per il cartellino e la categoria impiegatizia è figlio di un pensiero divergente, va aldilà di qualsiasi forma di razzismo sociale o gerarchico, rispetto la gente che lavora, l’impiegato, l’operaio etc, ma non siamo compatibili a nessun livello; divergiamo, io sono una mente, voi dei corpi, tutto qui, siete più completi di me, Deleuze diceva: "noi siamo un corpo, non abbiamo un corpo, in quanto noi non siamo" e siccome io sono, non potrei essere che spirito, dato che la greve carnazza siete voi.

briscola!

be vafanculo!! non sono politicamente corretto!! non sono un maniaco!! non sono ipocondriaco!! ho preso le medicine si!! non faccio complimenti!! la simultaneità è la poetica di quest’epoca se ti sfugge che campi a fare? campa cavallo che l’erba cresce… meglio un pony (little). faccio peterapy con gli scarafaggi.

mi hai stancato, vedo la tua faccia ovunque, bianca, piatta, squallida, sciatta, voglio fermarmi, fermarti, niente mi può assomigliare più niente può appartenermi, niente e tu non sai chi c’è dietro l’immagine, non scruti l’anima piangente, il cuore dolente congela battiti si batte, dibatte, batte… guardami e vattene.

Calippo

Devo partire. VIeni con me? ma io veramente lo devo dire alla mamma… ah ah ah ah ah, si hai ragione, dillo alla mamma che è apprensiva… io ti aspetto (ah ah ah ah ah ah ) magari per una quindicina d’anni ah ah ah ah ah ah, ma no devi essere tu a liberarmi sposandomi!! magari nel frattempo mi faccio ibernare(faccio finta di non aver sentito), invece dell’eutanasia, una volta che avrò avuto il consenso al suicidio assistito, introietterò questo finale a sorpresa e mi farò surgelare prima che intervenga l’arresto cardiaco, così eviterò l’ischemia cerebrale e tutta una serie di problemucci tipici dell’ibernazione americana old style… questo nuovo governo proietterà il mio corpo nell’universo, lo sento! lo farò per aspettarti, e per l’eterno ritorno… cosa mai mi perderò dell’uomo? cosa potrebbe accadere di sconvolgente in 15 anni? (tante, tante cose?) abbiamo parlato di "secolo breve", ricordi? 15 anni sono un sesto di secolo (pressappoco) (o dio i numeri, la matematica, i matematici, gl’ingenieri, i meccanici i gommistiii!!!), un bimbo a 15 anni diventa uomo… io non so se potrò surgelarmi per… te… (e per l’eterno…) io sono freddoloso… e se mi risvegliassero tra 150 anni? tu? ti sarai fatta surgelare a tua volta? Mi avrai aspettato… per un’eternita? ho vissuto 30 anni e sono tanti, una vita non so se la concepisco … ma l’eternità, è un senso… che mi manca, si può prometterla? (ad una donna?) (e la nostalgia?)

ibernaiberna

sto cercando di capire quel che ho scritto…

chi sono questi uomini, cosa vogliono da me? perchè non posso postare audio? Pesa? c’è un modo per creare un collegamento ipertestuale? E che cazzo è? Sto ricominciando a stare male, ho capito, ho capito. non ho capito, non ho capito un cazzo. ho una lesione distrattiva di 2° grado al legamento crociato anteriore, ed una di 1° al legamento mediale laterale e pippe varie, che cazzo è? perchè? che cazzo sono io? che so, un golem? un totem? na cazzo di chimera? bo? e tutti questi bipedi cosa vogliono da me? prima mi rompono poi mi aggiustano, poi… che gioco è? è un gioco? stare male è più nobile? stare immobile è male?è tutto normale? è tutto sbagliato? c’è una ragione? che cos’è che mi sfugge? che cos’è che mi mangia dentro e vuole uscire? qual’è quella voce che mi parla e a cui non dò retta? e perchè? perchè continua? forse ha ragione, e forse fino a quando non l’ascolterò continuerà, e se continuasse per tutta la vita? e se fosse davvero l’unica chanche che ho? e se una parte di me avesse già capito tutto? è il momento di agire? sto male perchè sono fermo? e non c’è pillola che tenga? perchè ho le antenne e non le uso? perchè io? Perchè? E tutte queste domande? E gl’interrogativi? E le invisibili risposte? E tu?

Dio è morto

Ho visto
la gente della mia età andare via,
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano,
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà,
è un Dio che è morto:
ai bordi delle strade Dio è morto,
nelle auto prese a rate Dio è morto,
nei miti dell’estate Dio è morto.
Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso ha mascherato con la fede,
nei miti eterni della Patria o dell’eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto cio che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto,
è un Dio che è morto:
nei campi di sterminio Dio è morto,
coi miti della razza Dio è morto,
con gli odii di partito Dio è morto.
Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge:
in ciò che noi crediamo Dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo Dio è risorto!

 

(sto per morire salvami!)

 

Attività Extrasensoriali

L’orchetto apre ogni giorno la porta di casa e saluta il cielo che gli è amico. Poi si piega e prende la bottilgia di latte col giornale, ritorna dentro, si guarda allo specchio e ritrova puntualmente la sua solita abituale amichevole bruttezza. L’orchetto guarda con fare furtivo le mosche che girano attorno la sua calva e puzzolente zucca e sorride felice nel notare l’aumento del numero delle zecche sotto il suo orecchio sinistro, l’orchetto sa benissimo che ogni tanto bisogna farsi un salassino, e le zecche sue amiche provvedono con piacere alla salutare operazione. L’orchetto non esiste se non nella mia mente. Ed ora mento. L’orchetto sono io, l’orchetto è Dio, Orco Dio! L’orco è un porco, lo mangio a capodanno, lo scanno lo scanno!! L’orco è un gran riccone, lo mangio a colazione, l’orco è un’altalena, ci vado con Milena, l’orco è un gatto nero schiacciato sul sentiero, l’orco è tutto secco è un bimbo col vizietto, l’orco quì sei tu! E se non vai adesso non te ne vai più. Ed ora che lo sai mi fai bere e te ne vai. L’orco quì è blu, colore che non c’è più. E nell’ultimo dell’anno, l’orco bello è un barbagianno, l’orco piccolo e reietto è un misero zietto, l’orco grande e intransigente prende tutto e lascia niente, e tu che non lo sai resti solo e non ci stai, ma se altro adesso vuoi chiama l’orco e cazzi tuoi. Li porchissimi mortaretti della gnappera scatiludina stratofana. Orcu tu mi rubi l’energia. Ora rido e pusso via.

Incauto Caustico

Non ricordo più… non ricordo… quando l’ultima sbronza colossale, non ricordo più l’ultima volta che sono stato veramente male, non ricordo più l’infiammazione intestinale  No! questo post non può prendere la negletta via della rima baciata, reminiscenze folk distorcono le mie memorie artistiche, un ‘appartenenza mistica e sensuale mi avvicina alla tarantola, c’è gente che si sveglia morso da un chissà quale ricordo ed ci rimane invischiato per ore, mesi anni senza sapere a quale santo votarsi per poter riavere una vista lucida e credere in ciò che vede. Un uomo con il terzo occhio vede ciò che altri sentono arrivare e può fermarsi ad aspettare… Io non credo alle apparizioni, non vivo in attesa di un incontro, abito me stesso in fermento aspetto di trovarmi, e quando fortunatamente inciampo in quel prodigio, nel genio che abito, allora esplodo in esilaranti prodezze maniacali. Il divino si occupa del vino il sereno si occupa del remo e la barca la porta Tommaso che ha naso(in certe cose!) Ed ora spregiudicatamente osservo il mestiere dello scrivente con buona pace dell’inserviente che non ne sa niente dello scrivere a casaccio ma pensa beve e ride come uno scar(t)afaccio in cerca d’autore, aime! piccoli insipidi poetastri attorucoli delle farse scene editori del vostro bieco niente, scrittori di storielle pecorecce instauriamo un dialogo tra voi e l’aldilà e ci sarà finalmente un’aldiquà dove aver spazio per creare una anatomia Dantesca contemporanea, dove un Dio possa metter mano e scrivere la storia senza l’orpello esausto della memoria, e voi gracchianti Gazze ladre ignobili mestieranti ascritti nell’annuario degli Artisti sarete finalmente espulsi nel più consono contenitore delle feci o delle veci di chi ve le fa e non se ne avvede. 

(vado a svuotarmi)

torso1

 

(ricordami che devo morire)