“originali” al dams di bologna

essere originali appare molto difficile all’oggi dopo miliardi di menti che sono nate e sono morte prima di noi….

i professori della facoltà d’arti visive a bologna insegnano ai loro allievi queste cose…
Mi chiedo ma; da quando c’è arte, scienza e vita non è stato sempre così?

Cosa se ne fotteva il Caravaggio se prima di lui c’erano stati 60.000 anni di storia, tra roma imperiale egiziani, magna grecia, maya, homo sapiens e australopitechi?

e perchè oggi un artista dovrebbe fare un collage di ciò ch’è stato per definire la sua opera d’arte?

E’ forse uno zombie senza cervello? è un completo idiota senza arte ne parte?

Quest’analisi veniva fatta nel lontano 2004 al più tardi? mi pare da Renato Barili teorico dell’arte.

Egli esclamava(come tutti i suoi delfini aimè infinitamente poco dotati, comprati, anzi pescati da una lunga esca polare in via delle pescherie) durante le

lezioni magistrali degne di un Carmelo Bene ferito al fianco da una schioppettata e accoltellato al cuore(dell’arte) da un terribile accento emilianoromagnolo; che l’artista oggi sia

un demente completo neanche la macchina attoriale del C.Beme, No… proprio niente, un golem amorfo, un essere decomposto nei minimi termini che non fosse in grado, magari,

di comporre un escremento artistico dopo aver prodotto l’agere della propria autodistruzione votata(inconsciamente FREUD!!!!!!) all’altare dell’arte.

Il Barilli che fra se e se deprecava gli autobus stracolmi di pellegrini al visitare il boccioni, il giacometti, ed altri grandiosi esponenti d’un’epoca defunta(pane per i suoi denti o dentiera sino ad un secondo prima), si stupiva come

l’arte contemporanea fosse così confinata in ambiti collezionistici di nicchia da galleria d’arte, e non(dico io) una manifestazione gestante protoplasmica:

Prokaryota

di un era futura, esaltata, magari, promulgata, finanziata da teorici schizofrenici(vecchi o giovani vecchi perchè delfini, perchè pagnotta).

Si dice che quando si è troppo vicini ad un oggetto non si riesca a vederlo; così come quando s’è troppo lontani…

Gli artisti hanno sempre avuto e sentito le cose prima degli altri come droga, sifilide, la guerra, la storia, la morte, l’amore.

Ecco allora nascere il disagio nullicomprensivo dell’artefice cadavere che produce per via della sua lungimiranza l’opera odierna e

dell’artista contemporaneo (soprav)vivente(a quel malessere) che figlio di un linguaggio algoritmico, ontologie genetiche; pattern …  non riuscirebbe a riprodurre se stesso

all’infinito, manca dunque in Barililli, purtroppo per lui (e per noi), la scienza moderna di CartesioCogito Ergo Sum, Quella legge filosofica barillone valeva prima che fosse enunciata

dopo e dopodomani, con Cartesio si inizia a considerare il concetto d’infinito. Nella tua cognizione oggi, nella tua cagione, un artista è finito e non può che fare un collage degli incartamenti dei tuoi cari giacometti, caravaggio

come cazzo si chiama Van Gogh e l’altro povero esaurito Gougain  e i pittori nabis e i simbolisti che si richiamarono esplicitamente a lui, mentre la libertà decorativa delle sue composizioni aprì la via all’Art Nouveau, così come il suo trattamento della superficie lo rese un precursore del fauvismo e la semplificazione delle forme fu tenuta presente da tutta la pittura del Novecento…. e bla bla bla

Mi sono troppo già fatto una pera di eroina ricordando quel famoso quadro simbolista orribile)su cui ci si soffermava per 3-4 lezioni) in cui(La visione dopo il sermone)….
Il quadro più simbolico di Gougain è  “In the waves” or “Ondine”sarebbe simbolico anche per il tabaccaio) dicevo basta:
Sto morendo d’inedia, sto morendo della  e nella tua teoria fallace che vuole l’artista del 900 un pazzo posseduto dal demone dell’arte che parte per Tahiti abbandonando fattrice e vitelli, mentre oggi che si manifesta davvero la contingenza del tuo McLhuan; (internet è una propaggine della scrittura molto consistente) l’artista è, per te, un rigattiere…

Raccoglie la monnezza dei secoli d’oro e fa dei miseri collage.

Quale coerenza scientifica c’è nella tua teoria se non consideri il concetto d’infinito e dunque Cartesio?

Se Non sei neanche un attore? e Deleuze, Foucault, Lacan… che parti hanno nel “mio” collage d’artista?
Barilli na risposta in tempi brevi che qua oggi ci sei e domani pure.  😛

(nun more mai!!! damme’r segreto!!! che ci faccio un collage!!)

 

se fosse questo il collage di cui parli…

potrei accettarti; se dicessi che nessuno è mai stato(neanche tu dunque) autore di un cazzo(Carmelo Bene non esiste all’università de bologna…(c’è da chiedersi a sto punto: ESISTE UN UNIVERSITÀ’ A BOLOGNA?(è mai esistita fuori dell’oligarchia dei baroni, dei nipoti, dei froci? secondo me no, al di fuori dell’illusionismo del campus bologna è una puttana, una squallida provincia del nord-est allo stesso livello di Merano[la gente non sa parlare l’italiano è uno squallore da commedia!] DOPO CHE VI HA FATTO LA LECTURA DANTIS PER LA STRAGE DELLA STAZIONE!!!), che siamo parlati che altri prima di noi fecero le stesse scelte e che siamo un tramite ma! Ti diffido nel momento in cui collochi quest’equazione nel fin della tua vita, o agli inizi(il 900, l’adolescenza è sempre un ricordo edulcorato) perchè; per te prima invece s’era autori, artisti, affermi che ci sia stato un periodo d’oro!! mitologico, leggendario, ontologico nella tua accademica teoria in cui qualcuno ha creato ed altri… hanno attinto; ed ora però quel tempo è passato, appassito, e dunque non si può essere che pattern…  cloni come le macchie di un ghepardo, ora come allora è vero che nessuno crea! nessuno parla e nessuno dipinge! Ma non è l’epoca; è destino dell’uomo ripetersi all’infinito, dalla A alla Z, una stirpe compulsiva patologica mortale destinata all’estinzione… nonostante i nostri corpi… e la mente? non è mai esistita è stata l’escamotage della specie: una scimmia implume caduta dall’albero… s’è messa in piedi ed inventata LA MENTE per difendersi dai predatori e così sfuggirne, e così morire e poi nascere e ripetere la stessa sequenza in loop in-finito. CADUTI… NON LO SIAMO TUTTI?!!

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devo dormire l’ora è tarda ma se ora è già domani; dormire a cosa serve?

a non vederci doppio? già sarebbe una vis.

 

e invece mi faccio una moka da 3 tazze di qualità rosssa ed un grammo e mezzo di vit C e poi dormo a pomeriggio!! sono già sveglio.

 

femmina tu mi puoi salvare ma… poi paradossalmente dopo il coito non ce la faccio, non ce la faccio a sopportare la tua presenza gravosa nel letto; tu che pretendi di addormentarti sul mio petto aggrappata, ed io che devo aspettare sin quando non prendi sonno per “scrollarmiti” e migrare dall’altra parte del letto e quando sto per prendere sonno; come piovra nuovamente m’assali e mi chiami amore nel sonno, io non sono amore a sto punto ma termosifone, e mi slaccio e più mi slaccio più ti allacci…

“Buongiorno; ciao amore stanotte ho dormito benissimo”,

si lo so,

“in che senso?”

no lo immagino anche iooo…

“non dormivo così bene da anni… e tu?”

no ho fatto degli incubi…

“stringimi forte amore sono rinata… e tu?”

io ti ripeto ho fatto incubi orribilissimi,

sognavo un letto matrimoniale a tre piazze,

per andarmene nella piazza più lontana a fare baldoria

(cioè dormire senza la piovra addosso)

“e poi ch’è successo?”

Noi non possiamo più vederci.

Pianti, lacrime, acqua come se piovesse.

“Ma che t’ho fatto?” no

tu niente sono io che…

“e non possiamo trovare una via di mezzo?”

ahem l’abisso?

“ma che dici non ti capisco”….

Alla stazione:

“stanotte è stato bellissimo e per te?”

e nsomma…

“cioè cosa vuoi dire?”

te l’ho detto incubi.

“quando sogni io ti sento che sbatti fai ti rivolti,

e ti stringo forte so le cose che hai vissuto e voglio

sempre stare abbracciata con te”

appunto…

“Quand’è che faremo di nuovo l’amore?”

MAI.

parte il treno, lacrime me ne torno a casa e dormo finalmente in santa pace dopo una settimana… Non ce la posso fare le mie relazioni di coppia dipendono da un matrimoniale, e da una che non s’aggrappi per addormentarsi; senza dormire non si può stare.

“sei troppo comodo addormentarsi tra le tue braccia è comodo”…

Realisticamente non dovrei apparir tale io sono un personaggio scomodo, anche a letto!!!Una personalità direi più che un personaggio.

 

 

 

 

 

 

sto morendo hai fatto una puzzetta?!

“no è stato Cesare(il cane)”,

002

FALSA!!!!

mai fatto puzze in vita sua il mio ragazzo in quasi 3 anni di convivenza tranne quando proprio non stava per scodellarla a casa, quindi sei stata tu… che c’è di male nell’ammettere che scoreggi? posso andare oltre ma incolpare Cesare per la tua puzza che mi sta facendo andare in coma apoplettico è ‘na cattiveria enorme!!!

ahahaha…. sto scherzando ma… (mica tanto eh!)

“perchè quando stai per addormentarti scatti come una molla?”

Perchè cerco d’intrappolare la zoccola che sta mangiando il formaggio…

“ma QUESTA non l’ho capita”.

Neanche io.

 

 

 

 

 

critica d’arte: un significato a quel nonsenso, statale tributato.

non si può giudicare altri se prima non
s’è giudicato se stessi; ma se l’altro
è un artista e tu sei un giornalaio
dovresti prima trasmigrare divenendo
artista, giudicarti, poi dopo un suicidio degno
di Tenco ritornare nelle tue spoglie borghesi mortali.
Dopo tale passaggio potresti forse intendere il senso
intenso dell’arte e molto probabilmente non scriveresti
più niente, grafomane, la tua è una sottospecie;
di parassiti, che succhiano il sangue dalla poppa
di dio. (senza per altro edificare una propria
verità autarchica). Vi schiaccio come insetti
fastidiosi l’estate, con la paletta con la lampada
al neon colorato(l’arte) che v’attira e fulmina.
Non ci sarà uno scompenso nel peso specifico dell’universo
dopo la vostra esecuzione, anzi, volerà più alto
(l’aerostato Gaia, dopo aver scaricato zavorra).
il concetto d’infinito.

 

l’autore

 

da fastidio…
all’uomo piccolo, grande o medio borghese
a meno che non sia stato decretato tale(e dunque annullato)

attraverso i propri canali;
il filtro mercificante del media, che improvvisano una
paternità grossolana per poter speculare su ciò che
credono li farà balzare alla ribalta, nessuno

fa niente
per l’arte, perchè l’arte

non fa niente

per nessuno.
E’ la sua costituzione;

richiedere all’arte un impegno

è come aspettarsi una tigre

castrata che finge sotto colpi

di frusta d’esser un agnello,

salta in cerchi di fuoco,

si siede a comando ma

alla prima possibilità

divorerà il suo addestraTtore,

ed una fetta di pubblico balzando

inaspettata, dal’arena circense e

guadagnando gli spalti.

Ahahahahah…. prrrrrrr
L’arte come la tigre è selvatica, anarchica e

non è per un pubblico umano seduto compostamente, l’arte è
il significante senza significato:

in quell’abisso ontologico
apparente, verticale, antimaterico, ma vertebrato
si trasla la critica,

s’improvvisa figlia
di nessuno se non
del buco nero.

 

 

 

inevitabilmente anale.

 

 

 

 

t’amo

 

 

corpo;

di fatto

menti…

 
tra le gambe un cosmo…

penzola in-sondabile psyché

gocciolante inconsapevolezze che

non meriti

 

ed io..!!?

 

non posso più,

permettermi.

 

 

 

spleender

ho letto tra i blogs… laconica perla(una delle tante) lanciata nel firmamento dell'etere(etilico!):
"l'assenza presuppone presenza" che in "volgare" vorrebbe, pare, esprimere una dietrologia intelletualistica inaspettata, ordita dall'autore(trice!) in anni passati, nello sforzo escretorio a 45°, in toilette, nell'intento fisiologico-filosofico di produrre una di quelle, veramente grosse, tracce da un'intuizione sulla vita terrena e, perchè no, ultra-terrena, con fare aristotelico peripatetico(dal cesso alla tastiera sgocciolante), sempre nella medesima posa defecatoria a 45, consona ai più come culla d'ottime letture, nella fattispecie, invece gravida d'avvistamenti lucidi sul modus vivendi e agendi che svelano all'inerme e naufrago net-surfer la retta via:

Aho!
Se n'annato…

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(ma prima c'era)
('hovvisto io!!)

morsi

mi mandò via l’alcologa;
quando di soppiatto
tra una terapia ed un pettegolezzo mitragliò a bruciapelo:
perchè bevi Remeron?!!

"Questo mondo non è fatto per me", la(conica) risposta
determinante l’attimo,
ciò che si definisce solitamente
istinto
con l’overclockato "senno di poi".

poi


comprai una birra ed
un cane.

che mi ascoltasse, senza,

ribattere.

senza…

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caffè

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metri cubi
caffè
chilometri quadrati
caffè
ettolitri quadrangolari
caffè
dimensioni astrali
caffè
non ne posso più
caffè
se non ci sei
caffè
è solo chimica
caffè
è un tutt’uno
caffè
è caffeina
caffè
di sera
caffè
dopo
caffè
prima
caffè
se non è bono
caffè
è un piacere
caffè
è un vizio
caffè
per favore
caffè
il mio onore!
caffè
senza speranza
caffè
no logo
caffè
e sigarette
caffè
mio padre
caffè
vafanculo!
caffè
certamente
caffè
che poi non è..
caffè
la mattina
caffè
sono
caffè
treno
caffè
tremo
caffè
e fluoxetina.

radici

sono un nobile decaduto, ho perso anche l’erre moscia…
ogni tanto mi esprimo in maniera volgare per illudermi d’essere parte di un qualcosa
ma cosa?
il popolo, il volgo, la gente, la plebaglia, che una volta lavoravano per la mia stirpe, erano un tutt’uno con la proprietà, cavalli, terra, masserie, vino, poi il tempo ha cambiato volto al territorio, alle genti e alla politica.
Ma il modo di pensare è duro da cambiare, da sradicare, e qui in paese in me vedono mio nonno, che non ho mai conosciuto, e che fu uno dei primi sindaci dopo il fascismo, un nonno democristiano da parte di mamma, proprietario terriero, produttore ed esportatore di vini fino in Germania, di lui resta la terra, la casa dove ho consumato la mia infanzia, dove esistono ancora le vasche, che sono delle camere in cemento scavate nella roccia sotto terra dove si metteva il vino, una specie di rifugio antiatomico antelitteram, la caverna di Batman(de Sannicola), invece… il nonno da parte di babbo era segretario del partito comunista di Copertino, e nella miseria più nera insieme alla moglie Franchina avevano dato vita a mio padre avvolgendolo in una bandiera rossa nella sede locale del PCI di Copertino appunto, uno dei paesi più filosovietici de lu salentu, lui e la nonna Franchina, che morì giovanissima dopo aver sfornato 7 figli erano stati perseguitati politici perchè lei era la sorella di un personaggio conosciutissimo, un rivoluzionario antifascista, ufficiale dell’esercito nella prima guerra mondiale e partigiano durante il ventennio, carcerato insieme a Pertini, capo della rivolta delle terre dell’Arneo, nel periodo dell’occupazione delle terre, la guerra contro il latifondo che scoppio intorno agli anni 50 in tutto il sud Italia con episodi truculenti come Portella delle Ginestre in Sicilia, in casa di mio nonno, avevano soggiornato perseguitati politici de lu salento e nazionali, come Palmiro Togliatti e Alfredo Reichlin,  quindi quando il mio babbo e la mia mamma si conobbero, fu subito guerra da parte di entrambe le famiglie, che da una parte aborrivano lo scudo crociato e dall’altra odiavano peggio della peste la falce e il martello, ora mi sono rotto i coglioni, vi scriverò ancora di me e dell’epopea della mia ingombrante famigghia nel 2010 giusto giusto con le olimpiadi, vedremo chi farà più odiens…

stare a Gallipoli senza andare al mare non ha senso, d’altronde io ch’ho provato, ci sono andato!! ma non c’era posto, è colpa dei popolani se soffro di deficit d’attenzione ed iperattivita?
il popolano di cosa soffre quando a ferragosto si attacca sul culo del suo prossimo?
 non hai stile volgo!!
sto male ora uscirò a
comprare delle sigarette
ma io non fumo,
è ferragosto, tutto chiuso! il vizio
degli altri,
poi se sparisco
non ho neanche l’alibi delle
bionde
, è andato a comprare le sigarette e l’hanno rapito gli zulù ora la sua testa dondola con un mazzo di chiavi attaccate alle braghe di un punkabbestia, vedo il mio futuro, traballante.
(con occhi blu di perline colorate)
(Gallipoli non esiste)

fregare gli dei

va tutto bene, ieri ho fumato delle sigarette, oggi mi fa male la gola, oggi, avevo puntato tardi la sveglia perchè ho scoperto d’essere un gufo, da qui il mio pensiero divergente, sono nato alle 13.00 il mio orologio interno inizia a contare dalla tarda mattinata, anni ed anni passati a forzare il mio destino biologico, ora ne sono cosciente, ma mi sveglio comunque alle 8, da solo, la sveglia alle 9 non ha senso, devo ricominciare ad andare a letto tardi, perchè è dopo mezzanotte che inizio a produrre mentalmente libero, sono sintonizzato con gli orari della rai, la cultura, dopo mezzanotte, quando il brulicante popolo di primordi è a nanna, ma in questa città non c’è una vita notturna, tranne i soliti "Pub" improbabili cloni caserecci dei Pub Irlandesi, dove passare il tempo significa bere litri di birra in compagnia di immondi studentelli con pus cerebrale, e in questa casa che puzza d’impiegato statale andato a male, di passati remoti che trasudano aridità dagl’intonaci, in quest’atmosfera controllata popolare dove la cosa più aristocratica è la serratura di ottone lucidato del cancelletto… in questo antro che tra qualche mese condividerò con dei poveri impiegatucci, troppo umani, legati all’orario di servizio, alla sveglia, all’auto, cosa ci faccio di notte, come?
L’ambiente, ti condiziona, è da 6 mesi, 6 anni che voglio andar via di qui, dall’attimo dopo esserci entrato, ma questa casa è un morbo, un mostro fagogitatore d’intenti che si è attaccato alle mie ossa, e che non posso, non so arrestare, non ora, senza cuore, senza (amore?).
Non mi è ancora apparso in sogno il trasloco, ma sarebbe lecito, tutta una serie di pacchi e pacchetti da spedire in Puglia, dove altre 3 o 4 case cadaveri mi stanno aspettando, dove i miei ricordi impolverati dormono sotto la muffa, di fianco ai miei genitori mummificati ed al cane imbalsamato, congelati dalla mia assenza vitale e poi ripartire, senza l’enorme peso delle stratificazioni, in un altra città, un altra casa, altre persone, (altre emozioni, nuovi ricordi) qui ormai sono stati tutti censiti, estimati, catalogati ed archiviati da una furiosa selezione sovrumana, la mia.

n.b.
il mio apparente disprezzo per il cartellino e la categoria impiegatizia è figlio di un pensiero divergente, va aldilà di qualsiasi forma di razzismo sociale o gerarchico, rispetto la gente che lavora, l’impiegato, l’operaio etc, ma non siamo compatibili a nessun livello; divergiamo, io sono una mente, voi dei corpi, tutto qui, siete più completi di me, Deleuze diceva: "noi siamo un corpo, non abbiamo un corpo, in quanto noi non siamo" e siccome io sono, non potrei essere che spirito, dato che la greve carnazza siete voi.

sto cercando di maturare il coraggio necessario per prendere la porta e andare in palestra, ma è dura, l’inerthia oggi mi sovrasta oggi oggi … nel frattempo mangio noccioline americane, tonnellate, tonnellate!!! e ascolto un Plant piangente in Since i’ve been loving you, sperando che mi smuova una qualche sensazione, ma niente, una volta piangevo ascoltando questo pezzo… e ricordo con nostalgia quando avevo un cuore, quando soffrivo per amore, quando!! un giorno amai… Periodi, circostaze, ci fu un tempo in cui chiamavo amore qualcuno, e ddio!! qualcuno mi chiamava amoreeee!!! (aaahhhh!!!!!) ed Ora… credevo non mi sarebbe accaduto… da 1 anno sono un uomo… e questo è il destino dei padri che si compie.(?)(che cazzo sono diventato? cosa??? sono duro come il legno… io sono un mostro)(forse mi hanno ibernato? si spiegherebbe la mia freddezza, eppure i quattro scomposti versi dell’ultimo post lasciano trasparire una mal celata anima sensibile, ho più controllo ecco, ho più controllo)(mi manovro come un pupazzo nelle mani del burattinaio…) (me lo dicevano ch’ero un manovratore, ma non pensavo che la mia arma mi avrebbe ingoiato, iglobato, ichioppato, inchiappettato, incaprettato! sono un agnello che urla all’ingresso del macello!!! Ed il macellaio sono sempre io… IO! quanto piansi quella volta, quando le dichiarai il mio amore… e quanto la odiavo per questo!! per la sua sufficienza, la sua leggerezza… Io sono diventato un uomo grazie ad una donna… pensare che umiliazione ah ah ah! lei che mi cerca che brama ora la mia vista!! Lei!!!! che folle come solo una donna può essere mi tradì… ed io io non accettai il frutto del suo ventre io! sarò dannato… io non sto proprio male male, mi posso salvere ancora, io VIVO)

Calippo

Devo partire. VIeni con me? ma io veramente lo devo dire alla mamma… ah ah ah ah ah, si hai ragione, dillo alla mamma che è apprensiva… io ti aspetto (ah ah ah ah ah ah ) magari per una quindicina d’anni ah ah ah ah ah ah, ma no devi essere tu a liberarmi sposandomi!! magari nel frattempo mi faccio ibernare(faccio finta di non aver sentito), invece dell’eutanasia, una volta che avrò avuto il consenso al suicidio assistito, introietterò questo finale a sorpresa e mi farò surgelare prima che intervenga l’arresto cardiaco, così eviterò l’ischemia cerebrale e tutta una serie di problemucci tipici dell’ibernazione americana old style… questo nuovo governo proietterà il mio corpo nell’universo, lo sento! lo farò per aspettarti, e per l’eterno ritorno… cosa mai mi perderò dell’uomo? cosa potrebbe accadere di sconvolgente in 15 anni? (tante, tante cose?) abbiamo parlato di "secolo breve", ricordi? 15 anni sono un sesto di secolo (pressappoco) (o dio i numeri, la matematica, i matematici, gl’ingenieri, i meccanici i gommistiii!!!), un bimbo a 15 anni diventa uomo… io non so se potrò surgelarmi per… te… (e per l’eterno…) io sono freddoloso… e se mi risvegliassero tra 150 anni? tu? ti sarai fatta surgelare a tua volta? Mi avrai aspettato… per un’eternita? ho vissuto 30 anni e sono tanti, una vita non so se la concepisco … ma l’eternità, è un senso… che mi manca, si può prometterla? (ad una donna?) (e la nostalgia?)

ibernaiberna

sto cercando di capire quel che ho scritto…

chi sono questi uomini, cosa vogliono da me? perchè non posso postare audio? Pesa? c’è un modo per creare un collegamento ipertestuale? E che cazzo è? Sto ricominciando a stare male, ho capito, ho capito. non ho capito, non ho capito un cazzo. ho una lesione distrattiva di 2° grado al legamento crociato anteriore, ed una di 1° al legamento mediale laterale e pippe varie, che cazzo è? perchè? che cazzo sono io? che so, un golem? un totem? na cazzo di chimera? bo? e tutti questi bipedi cosa vogliono da me? prima mi rompono poi mi aggiustano, poi… che gioco è? è un gioco? stare male è più nobile? stare immobile è male?è tutto normale? è tutto sbagliato? c’è una ragione? che cos’è che mi sfugge? che cos’è che mi mangia dentro e vuole uscire? qual’è quella voce che mi parla e a cui non dò retta? e perchè? perchè continua? forse ha ragione, e forse fino a quando non l’ascolterò continuerà, e se continuasse per tutta la vita? e se fosse davvero l’unica chanche che ho? e se una parte di me avesse già capito tutto? è il momento di agire? sto male perchè sono fermo? e non c’è pillola che tenga? perchè ho le antenne e non le uso? perchè io? Perchè? E tutte queste domande? E gl’interrogativi? E le invisibili risposte? E tu?

Memorandum

Quando mi vien voglia di leggere contemporaneamente mi prende un tic alle spalle cosicchè, mentre leggo muovo le braccia a mo di gabbiano, credo che questa sindrome rientri appieno nelle patologie scheletriche a carico della colonna vertebrale che si riuniscono sotto il nome comune di sciatalllallallalapippiripippippizumzum.

Che cosa sta succedendo?

Ho allevato uno scarafaggio indocinese, risponde solo ad ordini impartiti con ideogrammi, pratico, con lui, l’ipnosi e rendo note le mie facoltà telecinetiche solo ad altri della sua specie, in particolari occasioni e periodi dell’anno. Quando l’ho catturato era un piccolo uovo azzurroverdognolo, poi, è nato ed io, anzi la mia unghia lunga (Lunghia) è stata la prima forma di vita con cui è entrato in contatto, la seconda uno stuzzicadenti d’arrosticino, un insetto stecco per lui, solo stecco in realtà, per fargli conoscere l’asprezza della vita sovente lo punzecchiavo con lo stecco, lui reagiva girando vorticosamente nella scatoletta, sua dimora permanente, creando un buco di antimateria, dal quale faceva migrare i suoi antenati defunti dall’altra dimensione alla nostra, ho posto fine a questo giochetto ponendo una piccola calamita camuffata da zolletta di zucchero che lui ha prontamente ingerito neutralizzando le sue incredibili facolta medianiche. In un secondo momento mentre osservavo dallo spioncino che tutto scorresse per il verso giusto è riuscito ad ipnotizzarmi, convincendomi col mesmerismo che anch’io fossi a mia volta un insetto, ho cominciato così a rotolarmi per terra ed a mangiare zucchero in quantità, ad assaggiare la cacca, ed a grattarmi con le zampette posteriori… non ho però eseguito l’ordine di aprire la scatoletta, per una sorta di inerzia inibitoria di dubbia origine. A questo punto sono stato telecomandato sullo spigolo vivo della credenza e vi ho sbattuto violentemente la fronte, ho così, come l’insetto, iniziato ad agitarmi ed a girare vorticosamente su me stesso fino a creare uno stargate dal quale sono uscite miriadi di defunte blatte che hanno invaso la mia casa e tutt’ora vi dimorano. Una cosa non mi è chiara però sulla genesi dell’invasione: lo scarafaggio, quando apriva i varchi dimensionali gettava un ponte nell’aldilà dei suoi simili, ed io? il mio aldilà sono degli insetti? i miei avi sono delle blatte? ma sono frutto di un esperimento d’ibridazione genetica? cosa sono? Perchè vivo? come faccio ad esistere? Sono un uomo o un verme? o tutt’e due? Ho molto da lavorare, troppi quesiti e così poche risposte… quale oscura legge biologica muove dietro l’apparenza delle mie fattezze terrene? Chi è Luigi Petruzzi?!

(ma quanto dovrò lavorare per trovare delle risposte? sono veramente pronto?)

(ce la farò in una notte? o una vita intera non mi basterà?)

(e poi che significa che io sono "veramente una persona poca?" Ha forse a che fare con le stanghette degli occhiali di mia nonna?)

(ed ancora perchè mia nonna si è fatta seppellire con gli occhiali? Aveva forse paura di sbagliare strada, di finire all’inferno? ha ha ha ha ha ha!  La morte/a ti guarda! ma non ci vede molto bene… su Remeron Channell…)occhioni

Il Capitano (perchè prostrarsi?)

Oggi è l’ultimo dell’anno e si dice che chi fa una cosa a capodanno la fa poi tutto l’anno, io una cosa l’ho fatta… (ah ah ah ah ah). Ma si sa che prima che l’anno decada definitivamente bisognerebbe fare anche tutte quelle cose che si vorrebbe venissero ascritte nell’anno vecchio, ed iniziare la nuova processione con meno zavorra sul groppone. Io non farò nulla. Come non l’ho fatto nei numerosi Capidanno precedenti, il Capitano, per me non esiste, non sono subordinato a nessun inutile gerarca, le caste militari mi disgustano, come tutte le altre. Il Capitano per me è una figura allegorica, sostituisce egregiamente quel buffone di babbo natale e mi fa ridere con i suoi modi da novizio. Il Capitano non ha necessità d’essere festeggiato perchè è tale di anno in anno dunque ripetere le stesse patetiche pantomime con fare gioioso e festoso con tanto di fuochi d’artificio roghi e spumanti è veramente una puttanata, scusate il turpiloquio ma il Generale tende ad ossequiare il Capitano solo verso questo periodo e durante tutto un intero anno non si accorge della sua presenza, e nessuno si sogna di far esplodere mortaretti, miccette spumanti e scorreggette di sorta; ho scannato forse il cappone io? No no no! Ho scannato forse il maiale grasso? No no no no! Ho incendiato il manichino del Capitano? No no no no! E allora in Generale non mi sembra sia possibile intravedere la benchè minima ombra di lungimiranza anzichenò strategia, anzichenò tattica. Il Capitano è libero di manifestarsi in qualsiasi momento senza dover a tutti i costi aspettare il 31 di Gennaio, senza nessuno che si opponga, rompendo i coglioni a quelli che come me già ce li hanno piccoli per via del Dianabol, e poi mi devo sentir investito da una serie di responsabilità che non credo proprio d’esserne all’altezza, a questo punto in Generale farei una pausa e mi occuperei degli affari miei, ma se il Capitano incombe non posso far altro che attendere assieme a tutti questi altri attoniti. Poi mi chiedo come mai una carica istituzionale di tale rilievo come il presidente della Repubblica si debba prostrare ai piedi di un Capitanucolo e tesserne le lodi e salutarne la morte nonchè l’avvento, un ossimoro, un’umiliazione, una puttanata, scusate se insisto, ma sto Capitano è sopravvalutato in maniera abominevole. Veramente disgustato, con la scusa del grado si festeggia un lurido pagano per il quale tutti paghiamo senza per altro essere degnati di uno sguardo. Vaffanculo al Capitano.

 

(ma chi cazzo sei?)

(per me esiste un solo comandante!!)

(e non sei tu!)

Post Umano

Sono l’Homo Illologicus, nel medioevo mi avrebbero arso vivo, nel rinascimento mi avrebbero spento, nella bell’epoque mi avrebbero asciugato, negli anni 50 sarei stato un’icona rock, nei 60 un’icona di padre Pio, nei 70 un divo di Hollywood, negli 80 un attore di strada nel Leaving Teather, nei 90 sarei stato un combattente al fianco del sub – comandante Marcos, nel 2000 sarei esploso come un mortaretto, nel 3000 sarei stato un morto retto, nel 4000 sarei volato in alto con braccia alate, nel 5000 sarei stato un marziano, nel 7000 avrei visto la fine del mondo, nel 10000 mi sarei veramente rotto i coglioni. La mia epoca ideale quale poteva essere? Il 18000? Con tutta una serie di nuove specie mutanti ed un nuovo pianeta Terra brulicante di vita altra? Post atomico? Post umano? Potevo essere l’energia delle anime estinte che controlla il continente Pantagrassa, ed il mare Panarea, l’unica fonte d’energia organica non vivente, gli Psiconobili, detentori del sapere e della luce che regnano su una popolazione di esseri incredibilmente nuovi ed inimmaginabili dalle vostre misere menti umanoidi, ma io… io si li vedrei. In un tempo senza leggi e senza misure umane nel caos nuovamente ristabilito da nuovi equilibri cosmici, in gigantesche diatribe energetiche e lotte tra titani colossali il Deus ex machina scenderebbe da un cielo infuocato e… carezzerei la loro esorbitante fronte e parlando, ai loro occhi fluorescenti, il-santosbalordirei incredule orecchie, diffondendo un verbo ed un nuovo ordine a misura di un giovane e imbizzarrito pianeta e come in una galattica isola del Dottor. Moreau io sarei un Padre che coccola e veglia legioni di formidabili chimere terrestri, creando un equilibrio tra la totale anarchia ed un distratto ordine bilogico, in attesa dell’avvento del Figlio in un Eden infante al centro dell’universo. 

 

(tiè!)