così

 

e poi una luce surreale
cancellerà i nostri volti
dall’esserci
stati che
ci vorremmo mai nati
nell’ombra di una bicicletta
il canovaccio del perdente
la scaletta…
racconta un logos
velleità ereditiera
che coglie
tutto e
dispera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Artista: Led Zeppelin
Titolo: Achilles Last Stand
Titolo Tradotto: L’ultimo Viaggio Di Achille

Dissero che dovevamo andare, una mattina d’aprile
E mentre mi giravo verso te, tu mi sorridesti,
come potevamo dire no?

Col pensiero di tutto il clamore che c’attendeva
di poter vivere i nostri sogni di sempre
e cantarne canzoni, quando in fine saremmo tornati.

E mandando un bacio fuggevole a coloro che dicono di sapere.
Il marinaio conosce le rotte del mare,
e navigando sente di non dover temere
nemmeno il diavolo

Salpare le terre sabbiose e negli altri giorni
Sfiorare quel sogno, nascosto dentro che non si vede mai
Sole da Sud a Nord, dove risiede la nostra prima speranza

Le catene dell’impegno in frantumi a terra
Cavalcando il vento, camminavamo in aria sul frastuono
Ridere forte, ballare come se combattessimo contro la folla

Cercare l’uomo la cui mano svela un passo gigante
Egli cammina in avanti guidandoci
in un sentiero contorto solcato nella pietra

Se una campagna dovesse suonare per celebrare il re
alla stessa velocità dovrebbe battere il cuore
a fiera, allo stesso modo la testa e i piedi
pesanti

i giorni volano, io e te
facemmo splendere estati eterne
Lontano e distante il tempo di mutua crescita
Il dolce ritornello consola l’anima e calma il dolore
Albion* resterà qui a dormire per svegliarmi nuovamente

Vago curiosando d’anelli
un luogo per riposare momentaneamente la ricerca
Forti le braccia di Atlas**
sostengono i cieli sopra la terra
Oh, Le forti braccia di Atlas
sostengono i cieli sopra
la terra
Sopra la terra.

Conosco la strada, conosco
la strada..
Le forti braccia di Atlas
sostengono i cieli
sopra la terra.

 

 

 

*”Albion” è il vecchio poetico nome che Shakespeare utilizza
per riferirsi all’Inghilterra, in King Lear.

**Ci sono vari riferimenti ad antichi miti greci: Achilles, Atlas,
e anche la parte “wondering and wandering” di inizio strofa potrebbe
essere una parte dell’Odissea. Ad ogni modo Atlas potrebbe riferirsi
non tanto ad Atlante, quanto ad una altissima montagna del Marocco.

tradotto da Remeron dal testo originale con assist dal sito:
http://www.angolotesti.it/traduzioni/3/traduzione_testo_canzone_tradotto_achilles_last_stand_led_zeppelin_5909.html

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amarcord ex tempore

telefonate che non t’aspetti
(uno sputo d’amore)

4, 5, o 10.000 anni fa, mi ritrovai a Barcellona, disperso; con una donna che mi, odiava, urlava contro ogni 5 minuti quanto fossi stato stronzo e codardo e vigliacco e traditore e(primariamente)etc. etc. in una particolare circostanza che, paradossalmente, gettò le basi per un rapporto lungo ed (in)stabile… oltre le urla e gli sputacchi ricordo che ogni tanto si rideva, poco, si faceva l’amore(abbastanza), si andava in giro, e… in uno dei "nostri" vezzosi pellegrinaggi da turisti "psichiatrici" ci ritrovammo catapultati davanti la gabbia di vetro di Copito…
Copito De Nieve, l’unico gorilla bianco al mondo…(stigazzi!) da una quarantina d’anni abitava lo zoo de Barselona, di più! n’era addirittura il simbolo, prima de Gaudì, Dalì… eeeeeh, ricordo che ci guardò con sufficienza; come un autoctono africano guarderebbe un gorilla, si cagò in mano e mangiò la cacca, esplicito messaggio d’aristocratica stirpe, gestualità mediatica, attoriale, mediata dal fetente oggetto-messaggio-feticcio "cacatonico":
preferisco la merda a voi!.. denunciò l’albina star, sorniona, col boccone della prelibata torta di mele autoprodotta… e
che dire, ricordo che, mesmerizzato, ruotai la testa di 90° a sinistra e guardai in faccia quella donna con cui, ripeto, ci passai poi 4 anni della mia vita e le chiesi ca(c)tatonico:
chi sei?

non ricevetti risposta alcuna(verbale) se non uno sputo in faccia, che lasciai, cristianamente, colare, seguendone l’evoluzioni  fino alle ginocchia(giacomo-giacomo), poi guardandola ancora, di sorrisi illuminato, rivelai:
è vero, ora ricordo, tu ssei l’amore...
(che culo!)

(mi sono fi(n)danz(i)ata con un elettricista di Bari…
(ndr a Londra…puking e c’era bisogno d’andare a London? Barletta che so, Cerignola non era uguale?!) basta con gli artisti! quell’altro l’ho mollato dopo un anno, il musicista!.. era diventato troooppo possessivo, comunque, quest’estate sarò
a Gallipoli…)

(quest’estate sarà)

(a Gallipoli)

e

l’elettricista di Beri?
(mi gioco le palle
che resta a London a lavurer
vedrai: tra qualche
mese diventerà possessivo
o
posseduto…)

e non in secondo luogo

sticazz.jpg

p.s.
ora non per essere perfido ma; creativo, con pretese, scordate, note hemingwayanegesasdfx6
ho immaginato la scena della svolta:
ora solare; sono le cinque del pomeriggio nel quartiere più sfigato di Londra; tutti giamaicani,  l’unica coppia italiana che vive in un buco di "casa" di 30 metri per 3 è
Lui suona il sax, ci va di diaframma ch’è na bellezza, solfeggia!
Lei nell’altra stanza, occhiaie viola cardinale, accende la lavatrice, il microonde, il frullatore, una canna(immancabile propaggine fisica della sfiga), il forno, poi… "l’illuminazione"; infoiata apre il gas strategica, tutti i fornelli!.. per creare la scintilla fatale che decreterà il passaggio a miglior vita non usa l’accendino ma pensa bene di tagliare il cavo della lavatrice con le forbici, canna alla bocca (così se non salta in aria tutto il quartiere almeno ci resto secca folgorata! geniale), taglia, ZAC!.. zooooot!salta tutto,
tranne che
il quartiere o
la casa(tanto meno
lei),
il cortocircuito, di mezzo secondo, ha bruciato l’impianto elettrico d’epoca elisabettiana;
l’uomo col sax non vede più un cazzo, posseduto, urla, con gl’occhi iniettati di sangue:
Marilenaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!! chiama l’elettricista!..
il resto è
scontato…
(saldissimi)

gesasdfx6

il di-s(d)egno

[fatti non foste per viver come bruti…]
[ma che
foste stati "fatti" da "qualcuno" o qualcosa è un assunto inequivocabile.]
(chi vi fece sa bene perché così siete, perché non foste volontà ma scarto; dunque necessità e non virtù: non voluti ma cagati.)
(l’umano è il guano
degli dei)

malleolo1

dal momento in cui una lotta tra umani e divinità sarebbe sperequata rispetto ai primi a fronte della natura soprannaturale dell’avversario:


solo
(un) Cristo può essere un anticristo.

 solo Abū l-Qasīm Muḥammad ibn `Abd Allāh ibn `Abd al-Muţţalīb al-Hāshimī(Maometto) può essere un antiMaometto, un infedele.

L’arcangelo Gabriele l’investì entrambi della carica messianica, Cristo e Maometto, Gabriele è per le religioni d’Abramo la mano sinistra di dio. Il corano e la bibbia sono un surrogato umano del messaggio che Gabriele(dio) infuse a Cristo ed a Maometto, con tutte le approssimazioni ed aberrazioni possibili.
Chi legge il corano o la bibbia; dovrebbe avere una formazione teologica e filosofica minima, le cosiddette scuole dell’obbligo in occidente, il corano o la bibbia da soli, non hanno alcun significato; han bisogno d’essere tradotti in un linguaggio "contemporaneo" o quantomeno pragmatico(da qui l’importanza e l’indispensabile buona fede del tramite tra sacre scritture e credenti; il ministro del culto), anche se il contenuto, la valenza morale è un evergreen, l’applicazione; deviata dall’ignoranza è sempre in agguato, per questo, anche; per questo, scuole o lezioni di religione distinte a seconda delle etnie di provenienza è una soluzione perdente, inutile, considerando che la cosmogonia delle due religioni monoteistiche che si trucidano da secoli in nome di un dio è la medesima; quel che bisognerebbe cambiare sono bibbia e corano, cioè la ricostruzione interessata e politicizzata degli eventuali e/av/venti divini che hanno avuto vita nei vari secoli.
Abramo è nostro padre…
a casa mia di solito, i figli, anche se di caratteri contrastanti e o bellicosi, per rispetto al babbo si vogliono bene(o fanno finta).

dunque l’umano non c’entra un cazzo nel disattendere determinati equilibri "titanici" e tanto meno il demonio, neutralizzato nelle viscere della terra religiosa cattolica e/o islamica, che sono poi, nonostante la "mondiale" ignoranza la stessa cosa.

Solo "dio" va contro "natura"(l’eventuale suo avversario oltremodo divino).

Noi primati, in quanto tali, agiamo attraverso regole terrestri; naturali, minimal, surrogando la guerra, l’ira e/o la creatività del dio che ci ha creati, decretati umani(fallaci, perdenti, finiti, decadenti; da qui l’invenzione della "storia" in veste di sopravvivenza culturale rispetto ad una vita che, finita, non potrebbe testimoniare la smaniosa grandezza del figlio handicappato di dio ) in modo che potessimo a nostra volta escogitarlo, negarlo, evocarlo(così come io faccio[finta] adesso).

Questo concerne "umano", che quando ti considero; ammetto la tua esistenza in quanto funzione fisiologica del mio, svuotarmi: espellere le scorie… anche
gli dei cagano stronzi.

e non t’amerò mai, perché tu dio; non ti sei manifestato, anzi
non m’hai manifestato il tuo amore, disperatissimo…
un po’ come quelle donnette, anche bellissime, estremamente affascinanti ed intelligenti, che non hanno meritato la mia attenzione o venerazione che fosse, per ovvi motivi…
sono io, il centro dell’universo, esisto a priori, devi manifestarti a me (ripetutamente).

amami da lontano

nosmile

basta co’ sti cazzo di sorrisi sforzati!! io sono un intellettuale
e non un buffone, di quelli di carta, catodici, che sorride per
convenienza! Esprimo il mio (mal)essere col dissenso dei miei fissi sguardi
il ghigno del sorriso è un fatale tranello che disvela, atroce, l’affinità parentale
con la scimmia…
scimmie!!!! ridete…

capelli lunghi? drogato!
orecchino? ricchione!
donna che fuma? baldracca!
ridi? scimmia!

darwin