talofen

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pusher

 

 

 

sono il riciclaggio ridanciano ed incosciente delle mie

ipocrisie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

so che vieni a visitarmi

dottoressa

 

 

 

 

 

 

 

 


è grave

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


il peso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dei miei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pensieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ogni riferimento è puramente casuale

donne di 30 anni (mooolto graziose) con 4 figli a carico sfornati rispettivamente a 23-26-28-29 anni con 4(0?perche mettere limiti alla provvidenza?) padri diversi, tra l’altro anche miracolosamente fidanzate (a distanza per contenere le nascite)(insomma sante con la missione della ripopolazione) siete pregate di contattarmi con cautela, io sono davvero un pericoloso psicopatico, io

Pace e prosperità…

(a 40anni ti faranno cavaliera del lavoro, e potrai allenare una squadra di pallone: donnette prendete esempio da questa matriarca, quella è la vostra vera natura e significato, peccato che ci vorrebbe un altro pianeta per darle sfogo.)

morale della favola: la donna media in salute e di bella presenza cerca un uomo al disotto delle sue facoltà mentali per poter procreare senza troppi intoppi, il femminismo, le pari opportunità il politically correct sono per lei delle deformazioni speculative poco interessanti di fanatiche tarate mentali(poco dotate da madre natura), probabilmente non ha tutti i torti…

al bando speculazioni ipocrite dettate dalla mancanza di grazia

forze della natura, su Remeron Channel

(mai conosciuta una femminista bona…)

the invisible man


BITCH CITY
dacchè mondo è tale
la provincia sforna
i cervelli ruspanti, i polli
in batteria dei grossi centri
son bravi a parlar di smog e ZTL
impernacchiati, incellofanati su SUV e corsi
snobbanti la cultura
col portafoglio,
lo straniero
con l’accento e con lo sfruttamento,
ciò che non comprendono, tacciano
di provinciale con un gergo che farebbe
paura ai peggiori somari del paese dei balocchi..
qualcuno diceva che il miglior regalo
che si possa fare a’ un uomo è l’esilio, ah ah!!
voi! individucci senza identità vertebrale,
nazionalisti dell’ultim’ora fauna da stadio,
che vi fregiate d’esser cittadini, di Bologna,
Milano, Roma, Torino! cosa sareste senza
la vostra campana che copre svergognata
a suon di batacchio i ragli orrendi di quegli asini ingordi dei vostri figli?
cosa sareste se foste stranieri?
e non per 15 giorni all’anno,
esportando in tutto il mondo,
stipati, spesati, confezionati, soppressati,
soppesati
(da chi vi osserva, "l’altro" il padrone di casa!..
ed io, che invisibile tra la folla v’individuo subito…
a Barcellona, Londra, Berlino, New York! sei sempre tu
il burzo scimmiesco che urla sulla spiaggia de Latina,
il meneghino tronfio col vestito disegnato dai checconi siciliani(Dillo&Gillo) che ti guarda ghignesco
da un baretto sui navigli, un bulugnais col macchinone, mbriaco, sui viali a sbranare mignotte
o trans, un altro che cerca il fumo sulla Rambla, la bamba, come stesse a casa sua e poi la notte, la movida,
il turismo sessuale… della casalinga e della professionista o della brava
fidanzatina che deve pareggiare il conto con le mignotte del
compagno/ fidanzato/ finanziato(re)/  tutto un carnaio,  un via vai
di bocconi prelibati, buon vino, bei vestiti, porcetti, pizza e pummarola an goppa
la dieta mediterranea e la monnezza… immonde sempiterne mascherine italiane,
non ci posso pensare, avete imparato a fare i soldi ma non a far dell’etica,
un’ estetica patetica che nasconde una voragine d’ inadeguatezze  cromosomiche,
si potrebbe parlare in tema d’italianità dell’ignoranza della specie, di come
un intero occidente si sia evoluto e noi siamo rimasti isolati in una penisola paleolitica,
scimmie in giacca e cravatta (disegnate dai checconi).
Come se nel 2000 fosse ancora una questione geografica,
quando fai Palermo – Londra in poco più di un ora…
e la "quistione meridionale"?
e la mafia?.. dio mio ho la nausea.
la notte non dormo perchè vi sogno e vomito e mi vergogno d’essere nato in Italia
dove vanno avanti nipoti, mignotte e faccendieri, ed i cervelli possono marcire
arrivando a dubitare persino d’esistere)

le vostre squallide scenette d’avanspettacolo.
meditiamo.
(mi ci metto pure io ad espiare,
forse perchè sono uno che ha pudore)



(modestamente)

in quest’acerba mattina di settembre scrivo quattro righe
per ricordarmi che è giunto a compimento il mio lavoro(!).
Ho esplorato a lungo la decadenza di questa piattaforma come di tante altre italiane
che descrivono l’ultima spiaggia (tranne in rari casi fortuiti) di generazioni di figli di Arthur Fonzarelli, gente rimasta intrappolata in libri di Baricco (mio dio) come Oceano Mare o della sua delfina Isabella Santacroce o di coloro che dopo aver letto un libro di Kerouak o di Bukowski hanno un orgasmo e sborrano inerti fiumi di birra doppio malto su queste inermi pagine elettriche.
Non è questo che basta a riempire le vostre solitudini, le nostre, questa virtualità figlia di handicap autoinflitti senza un fine, se non quello tristemente ricreativo e sessuale disperatamente solipstico e simulato (tranne rari casi ripeto), non è giusto spacciare se stessi con un immagine di se, che sia fotografica, olografica, narrativa, descrittiva, televisiva, comunque virtuale, illudersi, di conoscere se e quegli altri (ah ah ah ah) chiusi dentro la scatola colorata, siamo corpi, non menti; l’individualità distinta in un contenitore, analitico o disordinato, accordato o discordante noi stessi, non ci rappresenta non ci descrive non ci esprime.
tutto ciò è nulla perché…

noi non abbiamo un corpo,
noi siamo un corpo,
in quanto noi non siamo.


Gilles Deleuze
                              

fisso                                                                                                                  
                   

trovami semplice,
se ci sei

                 

in quest’acerba mattina di settembre scrivo quattro righe
per ricordarmi che è giunto a compimento il mio lavoro(!).
Ho esplorato a lungo la decadenza di questa piattaforma come di tante altre italiane
che descrivono l’ultima spiaggia (tranne in rari casi fortuiti) di generazioni di figli di Arthur Fonzarelli, gente rimasta intrappolata in libri di Baricco (mio dio) come Oceano Mare o della sua delfina Isabella Santacroce o di coloro che dopo aver letto un libro di Kerouak o di Bukowski hanno un orgasmo e sborrano inerti fiumi di birra doppio malto su queste inermi pagine elettriche.
Non è questo che basta a riempire le vostre solitudini, le nostre, questa virtualità figlia di handicap autoinflitti senza un fine, se non quello tristemente ricreativo e sessuale disperatamente solipstico e simulato (tranne rari casi ripeto), non è giusto spacciare se stessi con un immagine di se, che sia fotografica, olografica, narrativa, descrittiva, televisiva, comunque virtuale, illudersi, di conoscere se e quegli altri (ah ah ah ah) chiusi dentro la scatola colorata, siamo corpi, non menti; l’individualità distinta in un contenitore, analitico o disordinato, accordato o discordante noi stessi, non ci rappresenta non ci descrive non ci esprime.
tutto ciò è nulla perché…

noi non abbiamo un corpo,
noi siamo un corpo,
in quanto noi non siamo.


Gilles Deleuze
                              

fisso                                                                                                                  
                   

trovami semplice,
se ci sei

                 

idiopoesia

ti ho sentita pianger e ho rotto i rayban
quando guardavamo dalla finestra il sole era giù
mi sento solo se sono solo
è peggio se ci sei tu(vattene)
far festa mi gasa sempre un po
ma se non c’è il trucco proprio no
non capisco cosa voglion le voci nella testa
non posso fermarmi aspetta!
solo verdura per i ragazzi questa sera
hanno fame ma facciamoci una pera
ho tagliato le gesta eroiche del tempo
mentre piangevo nel portafoglio di mio padre
che non era contento(!)
chiudi la porta e carica la ghisa cominciamo
la galassia è un incesto da quando ti conosco ti amo.

(potevo osare di più,
ma non ho davvero parole)

Graurrrrrrrrrrrr (capacità cranica limitata)

io parlo spesso della donna, sul mio "enorme" blog psicosociale (e non sono uno psicologo!!), ma non perché me la voglia fare, non proprio, l’accoppiamento carnale, immaginato, sublimato o consumato alla fine è sempre un propulsore dialettico tra i sessi, se poi vogliamo fare i bacchettoni moralisti femministi, o non vogliamo ridurre come dei cavernicoli tutto al sesso, si può dire che gl’istinti sono la voce dell’ego, e che con l’evoluzione e la civiltà abbiamo imparato ad usarli strumentalizzarli, incanalarli, scipparli alle grinfie della brutalità ed arricchirli d’infrastrutture psicologiche e culturali, insomma l’uomo è una scimmia in giacca e cravatta. L’Homo Sapiens Sapiens, sa quali sono i suoi impulsi e le sue origini, invece di usare una clava per abbattere la preda sessuale, usa il verbo ed altre strategie più raffinate, da qui, ora, a pensare che l’amicizia tra uomo e donna debba sempre essere inficiata dallo zoccolo duro degli impulsi e delle attrazioni peccaminose, la strada è breve, le amicizie che funzionano, tra uomo e donna nascondono spesso degli altarini più o meno confessati, spesso un’amicizia è un amore fallito, o un ripiego alla solitudine, come si dice, con te faccio l’amore e con quello vado al cinema, tu sei bravo a letto, ma lui è simpatico. E’ chiaro che a 15 anni in una full immersion di confusione ormonale e neuronale simili atteggiamenti possono passare in secondo piano, ma incontrare donne che intorno alla trentina propinano ancora questo genere di rapporti, questa suddivisione di ruoli, mi fa pensare ad una rarefazione delle facoltà mentali e caratteriali, al consumismo più sfrenato, e che emancipazione mentale e fisica non significa promiscuità.
Per questo, sapere ciò che si vuole fin da subito è un ottimo approccio alla partenza per arrivare li dove nessun uomo è giunto mai… il cosmo ciclopico della mia mente.
Per tanto, se uso la tua vagina per entrarti dentro è solo un ripiego, poiché, più su, dove hai la testa non sei abbastanza fornita per darmi la possibilità di sublimarti, idealizzarti.
Aridah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!!

chat erotica

autoCensura
periodicamente mi censurano, (quelli li della redazione), dopo queste coatte operazioni di dubbia utilità, rimango un po scosso, oggi per ovviare al malessere invalidante che mi ammorba (lombosciatalgia!) mi son rifuggiato nella chat erotica dove ho trovato l’amore sintetico di tante bruttone che si professano bellissime e cercano bellissimi bruttoni, dopo un po mi sono annoiato per la completa mancanza di erotismo e seduzione e di neuroni utili(in my brain) allora mi spremo nella metafisica, oggi prima di autocensurarmi, ho postato la chattata con una donna (42anni) bassissima, a suo dire, ma formosa, con una sesta naturale, praticamente due siluri terra aria, che facendo affidamento sulle mie potenzialità testosteroniche di trentenne, mi proponeva di sedurmi in spiaggia in 4 mosse, scoprendo cm di tette o di culo dal suo costumino, io a distanza di 500 mt mi sarei dovuto eccitare e lei notando il rigonfiamento abnormeeeee del mio costume, visibile, da un miope senza occhiali, da mezzo chilometro di distanza, si sarebbe eccitata a sua volta…
ho tentennato ironizzando un po ah ah! sulla sua "complessa" strategia di seduzione, ha abbandonato la chat sprezzante…
Riproporrò la curiosa discussione solo su richiesta.

L’oca reale

mi è sempre successo che una o più ragazze (oche) si azzuffassero per me, io devo dire il vero me ne sono sempre sbattuto alla grande defilandomi, nascondendomi, travestendomi! alla fine per tanto finiva che si azzuffavano con me, ma che controsenso, prima mi ami a tal punto e poi mi meni?
La capacità cerebrale di un oca e 1/4 del cervello umano, è verosimile che una volta innescata la libidine, un oca la sfoga in un modo o nell’altro senza andare troppo per il sottile, allora mancando il motivo scatenante (io), venivano a cercarlo e mi ritrovavano(aimè) con un’altra oca, e li scoppiava la zuffa, ma che zuffa!! pensavo che col passar del tempo queste atmosfere tragicomiche sarebbero sfumate nel nulla, come una scena di bacio che chiude il lieto fine di un b movie, invece codeste corbellerie continuano, seppur in maniera ridotta, grazie a dio sono meno presenzialista ora, e quindi… probabilmente l’errore è che io sono cresciuto(sono nato vecchio) ma il target d’età, dell’oca, è rimasto sempre intorno ai 24-25 anni (la carne è debole!!), quindi tristemente, le dinamiche e le reazioni sono sempre le stesse… ma, mi chiedo com’è che quando io avevo 24- 25 anni stavo con ragazze della mia età, al massimo un paio d’anni più grandi(la carne è debole!!) e voi oche cercate tassativamente i trentenni e addirittura i 40 enni? è una conferma della vostre frustrazioni, un giovane della vostra età sarebbe l’immagine speculare delle vostre insicurezze e defaiance, non perchè abbia le stesse carenze, ma solo per un mediocre ragionamento deduttivo, alquanto limitante e poco creativo, visto che non si sta parlando di pomodori ma della cosa più inclassificabile e sfuggente: la mente umana. Dunque, l’età del partner è un ottimo metro di valutazione per testare l’idiozia e superficialità di una donna oca, più il partner è vecchio (quindi tollerante, indulgente, rincoglionito, arrivato, realizzato, piovro, affamato, babbo) più trattasi di un’oca reale, tendente a ripercorrere le dinamiche famigliari a lei solite, e cioè conquistare l’attenzione del babbo con subdoli mezzucci, per spuntarla in molte varie situazioni, per via del ragionamento succitato, affacciatasi in società l’ochetta mancante del nucleo famigliare d’origine ne ricrea un’altro uguale (la creatività dell’oca seriale), si trova un altro babbo, con il quale tromba, ma questa è l’unica differenza che passa dal rapporto col genitore vero, restano invece, manie e vizi, ipocrisia, falsità, sotterfugi, bugie, tradimenti, lolitismo, le dinamiche insomma rimangono immutate… oca e così non va, no no no! perchè il babbo è attirato solo dalla tua giovane età (la carne è debole!!), quando diverrai vecchierella, cioè l’anno prossimo, il babbino se ne trova un’altra, medita, medita, trovatene uno della tua età e comunica, invece di fare la saputella, ti confronterai con il tuo mondo, con la tua generazione, è questo il bello di una relazione, dividerti con il tuo corrispettivo dell’altro sesso, e non con tuo nonno. Debosciata!!!                                                
                                                                                                                               Attonito

che poi che m’avranno fatto mai ste donne?..


bla bla bla
ah, però!
si, quanti anni hai?
19
ah!
e lui?
36
ah!
a me va bene così…

ci amiamo!!

vogliamo avere un bambino!!

ma insomma di qualcosa no?


cosa ne pensi?
sei distimica
chee?
vai dal dottore..
acci tu!
anzi, acci tua!!
ci sono già stato
perchè?
stavo con una di 70
nooooooooo
ma tu sei un maniacoooo!!!
dai dimmi che non è vero daiiii ti prego!!!

non è vero
ma davvero?
cioè davvero non è vero?

che cos’è…

(under construction)

due persone si conoscono in disco, on air un pezzo assordante dei Village People, si piacciono, decidono di approfondire, si trasferiscono in un pub, poi vanno a casa di lui, si accoppiano, il giorno dopo lui s’alza presto ed esce, lei si sveglia, dopo, in una casa sconosciuta, subito le balza in mente un’idea da vera comare: ora mi metto a curiosare e scartapellare nei suoi cassetti, mobili, etc, per scoprire chi è quest’uomo, secondo me dietro quel quadro c’è la cassaforte
e in quella grossa cassapanca in cucina cosa ci sarà? Per non parlare degli scaffali delle medicine! di cosa si fa, chi è? cos’è? e nel frigo? cosa mangia? come mangia! e nella dispensa?come piega la biancheria? la stira o l’appallottola e
– Ciao cara, ho portato la colazione calda dal bar, due cornetti e due krapfen appena sfornati cappuccino e… un bacio…
– Amore che bella sorpresa già mi chiedevo cosa avrei fatto tutta sola in questa casa…
– ma tesoro, non t’avrei mai lasciata sola in un posto che non conosci…  ora t’accompagno in stazione ed io vado a lavorare…
-a certo, si giusto ok.

Nonostante gl’intenti, la donna non ha avuto fortuna nella sua fantasia da 007 in pantofole, ma, e qui viene il bello, anche se avesse messo in pratica il su progetto da curiosa maniacale (semplicemente donna!) non avrebbe capito un cazzo, troppo disordine… non c’è mica un senso logico che t’accompagni come una guida tra le cose di quest’uomo ed attraverso dei collegamenti semantici farti un abstract che ti racconti succintamente la preda di turno! No, questa donna, nonostante tutto, sposerà quest’uomo misterioso e per tutta la vita crederà di conoscere un uomo che, però, nasconde dei lati oscuri o semplicemente inconfessati per mancanza d’interesse, inconsapevolezza, incoscienza, mezzi. Reparti del cervello completamente blindati, anche a se stesso.
Ora lo stesso uomo con un minimo di perspicacia in più o semplicemente 20 anni dopo, apre un blog, proprio adesso, quando questa realtà sta iniziando a divenire un fenomeno di costume, apre il suo cervello sulle pagine colorate del template affibbiatosi, e si espone, chi più chi meno, aprendo gli armadietti del bagno con il loro contenuto in medicine, i cassetti della biancheria, documenti medici, a volte anche finanziari, esprime il credo politico e la propria filosofia di vita, un esploso di quest’uomo,  talento mediato ovviamente.
La donna incontra una presentazione d’interiora, coratelle e sinapsi che in altre circostanze(epoche) avrebbe ignorato, è possibile innamorarsi di un amaro autore, come di un banale grafomane anzicheno di uno scribacchino, la parola, la scrittura, intesa come medium sta aprendo nuove strade alla comunicazione interpersonale, per quanto il culturologo McLuhan, negli anni 80′ affermasse in maniera delirante ed avveniristica l’avvento della Tribù Globale, ora che si è verificata, si è visto che non è una realtà così netta ma una migrazione a macchia di leopardo, c’è la possibilità di connivenza tra vecchi e nuovi medium, all’interno della stessa scatola media televisione – internet c’è l’esistenza dell’individuo, come soggetto individuale, e non come un urlo del branco o della tribù, anzi c’è chi postula che queste individualità possano deteriorarsi sfociando nel patologico data la radicalità del ruolo e per la mancanza di socialità(tribale cattolica) e del relativo controllo, come se, la socialità "classica" significasse salute mentale, data dall’aggregazione fisica di menti e di corpi(!)(uno stronzo, 10.000 stronzi)… La realtà è, che è più facile controllare masse uniformate in tribù, che l’individuo che all’interno della sua privacy "patologica" organizza la rivoluzione culturale, e non solo…

non voglio rischiare di dire altre cattiverie. In fonndo non sono affari miei, e poi c’è chi se ne strafotte, dunque bonanotte!! Per i gentili spettatori la soap è finita, per oggi…

 

 

 

 

ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale

pensieri della buona notte

fai il bene a chi ti ha fatto soffrire

sii buono con chi buono non è

sii dolce con chi dolce non è

sii amico con chi amico non è

sii vero con chi vero non è

agnellone (pasqua è finita!)

oddio… sono invaso dai fans degl’Afterhours, vi prego, risparmiatemi. Se amate quel che scrive Agnelli, non potrete mai comprendere quel che creo io, capisco che soffriate tutti tantissimo, per questo vi volglio bene, la mia empatia… resterò eternamente un mistero per voi, e forse è questo il fascino, è quì dove s’infittisce il groviglio che vi ritrovo tutti ad attendere una delle tante verità da supermarket alle quali siete abituati, Picasso diceva che l’Arte è una Bugia, quì la verità pena, andate a bussarla più avanti, andate a mangiare gli agnelli piccole iene…drool

affanculo!!! a chi fraintende, che significa che non è abbastanza sveglio per capire bene e non abbastanza stordito per non capire del tutto, nel limbo dell’incompiutezza totale.

2 3 4

tra un paio di settimane sarò un bel ricordo… chissà perchè più passa il tempo ed anche la gente a cui ho fatto carognate, incontrandomi mi festeggia, come non fosse successo nulla… sarà il mio fascino? Sarà, però io che vorrei del sano rancore, anzi un ottimale odio nei miei confronti che mi permettesse di girarmi dall’altra parte quando passano e non salutare, mi ritrovo invece obbligato a fare salamelecchi a gente che un mese prima ho investito con la macchina, l’umanità è una bestia selvatica, una volta domata è come un pony, Little Pony, ci sali in groppa e fai la tua pet terapy… Meditate gente, meditate…

 

 

 

uma

 

 

 

 

 meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditatemeditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate meditate meditate meditate meditate  meditate meditate meditate

 

più vivo su questa piattaforma e più mi rendo edotto che i post più commentati non sono i più interessanti, non sono i più ben scritti, i più creativi, istintivi, decadenti, trash, intuitivi, erotici, porno, ma semplicemente post, di blog, di donne. I commentatori miriadi di onanisti allupati camuffati da pseudointellettualoidi con veramente poco poco da dire (fate piangere), senza considerare chi scrive i post, un coro di voci mute che all’unisono stonano una nenia funebre… siete delle merde viventi. (e state morendo nella vostra decadente casa elettromagnetica). Alito, pulisco gli occhiali e concludo.

tits

più vivo su questa piattaforma e più mi rendo edotto che i post più commentati non sono i più interessanti, non sono i più ben scritti, i più creativi, istintivi, decadenti, trash, intuitivi, erotici, porno, ma semplicemente post, di blog, di donne. I commentatori miriadi di onanisti allupati camuffati da pseudointellettualoidi con veramente poco poco da dire (fate piangere), senza considerare chi scrive i post, un coro di voci mute che all’unisono stonano una nenia funebre… siete delle merde viventi. (e state morendo nella vostra decadente casa elettromagnetica). Alito, pulisco gli occhiali e concludo.

tits

Patogenesi

bananeQuando ero piccolo ad un certo punto presi a guardare il mondo attraverso il mio caleidoscopio, più lo guardavo e più me ne innamoravo, più l’osservavo e più era cangiante nei suoi mille colori e variazioni di luci e tonalità, poi un giorno nel bel mezzo di una perlustrazione inciampai in una buccia di banana, caddi ed il caleidoscopio andò in frantumi, mi rialzai e corsi a casa col ginocchio sbucciato. Da quel giorno mangio tonnellate di banane. (tonnellate)

(tutto quì)