asimmetrie

 
 

et volilà!

Annunci

stamattina sono felice… ih ih

quando ero più piccolo risultavo sempre antipatico di primo acchito,
qualcuno mi avrebbe menato… qualcuno lo ha fatto…
poi
dopo la rottura dei ghiacci po(po)lari
mi adoravano…

ma

che fatica..

non sarebbe stato più facile morire da piccoli? con i peli del culo a batuffoli?

no
mbha
perchè poi?

Nombhaperchepoi che animale è? è commestibile? si riproduce per partenogenesi? la sua pelle può essere usata per fabbricare delle scarpe a punta? (utilizzabili come arma impropria?)
questo ed altro su Remeron Channel..

 


ho un Q.I. superiore
alla media,
quando interagite
tenetene conto..
siete progettati per
comprendere al massimo
un 50% di quello che elaboro
ritenetevi fortunati,
cerco di contenermi
per non confondervi.
Non vi sforzate troppo nel cercar di
creare cose comunque mediocri
per la creazione ci vuole un dio
ispirato
ma una cosa utile potete farla:
veneratemi.
insomma non sbracatevi
completamente, per carità,
 mantenete un certo contegno
al mio cospetto,
un po di classe
anche nella sudditanza
è sempre encomiabile.


ma dove sono le palle di Natale?

Babbo Natale è stato adescato, col tranello, (un completino intimo di pizzo rosso appeso ad un pino silvestre) da una comunità di hippies travestiti da "elfi dei boschi"…
Stuprato in ogni modo, nel fisico e nel morale, dalla sodomia indobbuddista, all’accoppiamento coatto con renne cavallo ottenute da embrioni chimera, Natale ha provato, l’estasi dei sensi fumando polvere d’angelo e shilajit, iniettando brown sugar e randaup, il delirium tremens con la visione forzata con divaricatori oculari 24 ore non stop di Tre metri sopra il cielo, la lettura a memoria del medesimo "romanzo",  ha assorbito con uno spinotto cerebrorettale matrix millenni di posizioni del Kamasutra e l’intera stagione elettorale e politica di Forza Italia, dal 94 ai nostri giorni. Ormai completamente "dilatato" è stato catapultato su YouTube mentre giocava, famelico, al dottore con le mammellone delle figlie dei fiori che a loro volta, alla conclusione del filmetto hanno ricambiato macabramente, appendendo le palle di Natale al pino silvestre… (che male c’è?)
Dopo la liberazione da parte dei sette nani polizziotto, Santa Claus (Natalino), ancora zampillante sangue dalle parti basse, avrebbe dichiarato alla piccola folla radunatasi, nello sgomento generale, con voce rotta dal’extasy(mistica) e dalla commozione:
"aaahhh!! lasciatemi naniii!!
ho perso le palle si, ma una protesi di silicone alle poppe ora non me la toglie neanche la ma*onna!!!
voglio una quintaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
voglio una cocaaaaaaaaa!!!!"

babboballs
nano: portate via questo depravato!!
nano 2: che istinti bassi…
nano 4: perchè tu credevi ancora a babbonatale?
nano 7: io odio babbonataleeeee!!!
nano 5: Brontolo tu sei un nano non un puffo!!
nano 7: no! no! no! io sono il puffo brontoloneee!!!
nano 6: Brontolo sei un mitomane, ora ti do le pastiglie!!
nano 7: no! no! no! no! io odio le pastiglieeeee…
nano: zitto!!! guarda che ti facciamo l’elettroshock!!!!


brontolone

(sono patetico)














(vado a Berlino a farmi chiudere nella Klinik für Psychiatrie und
Psychotherapie
Charité– Universitätsmedizin Berlin
Campus Charité Mitte
Charitéplatz 1
D-10117 Berlin, sapete dove trovarmi…)







(ciao a tutti)

acqua in bocca
altrimenti…

hic-et-nuncti ammazzo!!


la california (de li mortacci)

oggi ho scritto solo cattiverie, sarà perchè non fumo più, sarà perchè stamane non ho nuotato, sarà perchè la mia ammiratrice segreta non c’era, sarà la febbre del sabato sera che mai ho avuto è mai è passata, sarà perchè son venuto sul tuo blog, sarà meglio che non ci venga più, sarà quel che sarà, sicuramente meglio di ciò ch’è stato, scurdamuce u passat chi avut avut chi a dat ha dat. Poi ho pensato a tante canzoni che avrei voluto postare ma che non posso per via dei 56k e che forse è meglio così, che vorrei fumarmi un cannone, che è meglio di no, poi ho pensato che il mare mi ha stancato, ch’è meglio di niente, poi ho pensato che qualsiasi cosa io faccia non fa che aumentare la mia irrazzionale, nicotinica e onirica (eccheccazzo) inquietudine e che dovrei fare più meditazione, diventare un asceta asettico, ritirarmi s’un monte e vivere come Budda, ma qui "nellu salientu" monti non ce ne sono al massimo banane, allora mi ritiro sulla spiaggia a meditare, ma mi accorgo che l’estasi è lontana quando ci sono 3000 altri buddi che meditano ad alta voce sull’asciugamano, poi ho pensato ancora che la cucina del salento, e del meridione in genere è così buona, così creativa così ingegnosa per ovviare al vuoto del nulla strisciante culturale ed evolutivo che nel nostro sud dimenticato dall’uomo si respira, allora è meglio riempirsi la pansa di "lliccardie" invece di scervellarsi per snodare nodi stretti da secoli da marinai pirati coscienza di un mondo che ha sempre girato per i cazzi suoi nella direzione sbagliata, per volontà e per destino, ed ora nel 2007 io son felice di mangiare li "turcinieddi" ma guardo piangendo alla mia terra di morti ammazzati, di boschi bruciati e di gente che ha una cultura al di sotto della media nazionale nonchè europea, e che si arrabbatta a riscoprire forzosamente tradizioni inestistenti come la "pizzica" speculando malamente sugli "affamati" turisti settentrionali ed europei che dalle loro opulente città piombano nella depressione del sud con la stessa libidine dell’avvoltoio su un cadavere putrefatto che altro non è la nostra posticcia cultura della terra del rimorso come De MArtino definì il salento una regione dell’Italia, e dell’anima(de li mejo)che per nove mesi sonnecchia stordita da negramaro e friselle e poi si risveglia ancora sbronza e come una grassa e vecchia mignotta cerca di vendersi per tre mesi salvo poi ritornare nel postribolo culturale nel quale da secoli marcisce. Via, andare e non tornare, e principalmente dimenticare, dimenticare tutto. Se stessi.

 

Ahi! nu ‘parlamu d’osce marammie!
Ca stau comu nna paccia Cce decimu?
E’ na malencunia ca è de le rose
‘bianche scimate doi tre giurni quandu?
ci lu sape cce ‘bete stu pallure
ca nu’ me dae la forsa cu me isciu
allu specchiuzzu miu ce brutta cera
e nu me nfiura ‘n capu cca lu nienti
ca è sta capu de friddu ncurunata
Sienti nu sacciu ndore de violette
passe de ‘bile st’anima è nna luna
Intru nna nùula fore d’ogne celu
Sebburtu ntra llu mare cchiu cecatu
Iutu! La malatia m’ha fatta scema
Le manu quiste quante siti manu?
Addù v’cercu? A mmienzu li capiddi?
Uarda! Cce biti? m’recuerdu mani
De nna fiata ca moi tagghiate suntu
E caminati comu mancu an ‘ sennu
passi nde du rretornanu sti passi
nterrati cchiù de l’arveri stamane?
Cce bè sta cosa? Tuttu me sta gira
intra l’uecchi – nu vitru quandu chioe
n’acqua russa de terra e doppu schioe
ma nu schiara e dda fore bbiti nienti
ca stu vitru è nu chiantu de sudure
siccomu a quistu ca me chiange fore
te l’uecchi a nfrunte e jazzu se nde scinde
fin a llu piettu  ‘n lagreme sfarzuse
te diamanti pittatu  Quante stidde
ca sentu e nu le visciu Eccu cce bete?
Su paccia ca ce be stu nfiernu stranu
de sta seggia? M’ nd’ausu e stau ssettata
a nnu tiempu Ogghiu ccantu e su stunata
ma nu de uce ca sta ucca perta
se spuerza de aletare nnu lamientu
e nienti nd’esse d’autru ca gnuttutu
jientu. (…)

 

dal Poema "Il mal de’ fiori" di Carmenlo Bene

splush

sono in acqua dalla mattina alla sera

idrofilo

idrovoro

idrofobo

nuoto, abbaio

mordo!!!

sono un uomo che a trentanni s’è svegliato alle 4 di notte, si è girato nel letto e si è spaventato a morte dopo aver visto la donna che gli giaceva accanto.

Il giorno dopo l’ha mandata via urlandogli dietro tutte le sue paturnie, i suoi spartiti, i suoi amori, i suoi mestrui, i suoi aborti, le sue canne, i suoi viaggi in Messico, i suoi genitori, la sua infanzia a rischio.

Si, sono stato male, ma passata la sbornia, ho avuto un orgasmo così spossante, una sborrata colossale che mi ha tramutato in un licantropo seriale, ululo ogni notte alle 4!! quando una donna è nel mio letto, non riesco a dormire, mi attorciglio, mi torturo, mi stritolo nella misantropia infranta e il giorno dopo vorrei dirgliene di tutti i colori, e se ancora non c’è abbastanza confidenza, stendo trame, creo strategie, ordisco intrecci volti a creare incipit fittizzi, trascorsi inesistenti di storie improbabili con finale tragico, alibi. Ripeto con metodo le stesse dinamiche per giungere al nirvana spermico onanista. Fin quando non farò l’autore teatrale, mi dovrò sfogare in qualche modo o no?!!

"non puoi trovarmi tanto ingiusto se ti faccio del male, in verità più ci si estasia insieme e meno s’è d’accordo in verità la vita è troppo breve"

                                            C.Bene-J.Lafourgue  Hamlet Suite

 

oggetti

dolce e affabile interlocutore, orecchio attento, assorto nelle tue affascinanti confidenze sensuali, ma anche mentore consigliere silenzioso, pacioso, peluche accomodante, batuffolo di risate e coccole, all’occorrenza oggetto di desiderio sempre pago ed appagante, irraggiungibile ed indomito pensiero proibito, cacciatore e preda dei tuoi umori più inconfessati, tenero cuscino sbavato da sogni d’oro, caffè dolce e amaro, bacio agrodolce dell’addio velato disperato cercato sperato, sparato… Sognato, agognato, ripresentato, nauseato, tarlo-termite, pesce, ospite da tre giorni, regalo di natale, rotto e buttato, ripescato, adulato, vomitato, posseduto, temuto, amato, pisciato, sbrodolato, goduto, spaventato, odiato, cessato, cagato… inscatolato, incontrollato, riformato, deforme, difforme. Enorme…

Omosessualità che cosa ci vuoi fare..

Una volta mi sono svegliato gay, fino ad allora la mia vita non aveva avuto senso, ero uno dei tanti etero scagliati su questa terra da un dio distratto. Ma quel venerdì finalmente assumevo il controllo del mio destino, il mio futuro prese i connotati della diversità, una difformità comune ad altre mille, nel mio piccolo inferno personale avevo compagnia. Così decisi di gridare al mondo la mia pena, anche se il mondo se ne fotteva allegramente, anzi in alcuni casi soffrivo di una certa discriminazione da parte del bigotto uomo medio occidentale, ma lentamente mi abituai a quella sorta di ghetto, anzi, mi resi conto che il costume da diverso che l’uomo medio mi aveva dipinto addosso mi dava la possibilità di un certo protagonismo, ed il mio ego, quanto ne godeva… Poi un giorno scoprii una cosa orribile, quanto più salivo di livello sociale, e quanto più mi circondavo di menti colte, istruite ed illuminate, tanto più la mia diversita "comune" andava svanendo, questi strani individui erano interessati solo a ciò che pensavo e non a dove andavo ad infilare il mio pisello, "cazzo" pensai "quì in questo mondo sono uno come tanti, non sono più il supergay che mi sono così faticosamente costruito", allora capii che il mio mondo non era nell’essere ma nell’apparire, e quindi bando ad ogni sorta di esistenzialismo preferii il costume da supergay che l’agreste uomo medio mi aveva confezionato, alla difficile, superflua e noiosa evoluzione della mia mente che nel migliore dei casi mi avrebbe portato ad essere uno dei tanti sconosciuti pensatori filosofeggianti paranoici ed incomprensibili concetti. Cazzo!

La Memoria della specie

Il mio bagaglio culturale mi permetterà di scrivere altre 4,7 pagine poi dovrò ricominciare a leggere et studiare per potere incamerare altre informazioni da rielaborare e speculare per ottenere nuovi e formidabili aforismi, assiomi, teorie, concetti (molto belli). A questo punto mi viene spontanea una riflessione, l’apprendimento avviene anche attraverso altre strade che non siano strettamente "lo leggere" e "lo ritenere" e cioè attraverso gli esempi dei maestri, coscienti o incoscienti, quindi io potrei iniziare un nuovo percorso d’apprendimento basato sulla domanda(the question). Secondo un’accreditata teoria scientifica esiste una memoria della specie, ossia una sorta d’enciclopedia genetica stampata nel DNA di ogni individuo. Questa teoria molto democratica mette gli individui tutti allo stesso livello con minime variazioni nel codice genetico e quindi di potenzialità intellettive. Io posso essere Leonardo quanto Einstein fu quello che fu. Io voglio dar credito a questa teoria utilizzandola come cardine sul quale muovere l’avveniristica macchina del mio apprendimento. Da oggi in poi chiederò allo sconosciuto qualsiasi cosa io non sappia, senza andare a scartapellare vecchi e polverosi vocabolari et enciclopedie, io chiederò all’uomo o alla donna, detentori nel loro codice genetico della formula della conoscienza, cose complesse, come cose semplici, senza andare a guardare la cosiddetta "carriera scolastica", ma affidandomi semplicemente sul democratico "sapere della specie". Vediamo un pò quanto ne sa questo Uomo. Quanto ne sai di te stesso. Comincerò con la tabaccaia, che possiede il cervello di Max Planck, proponendogli d’enunciarmi la teoria dei quanti. Homo Sapiens, Dio ti osserva!

 

Omuncolo

Più guardo l’uomo e più mi convinco di fare parte di un’altra specie, indubbiamente appartenente alla categoria dei primati ma… non agli umani. Possiamo dire che la mia stirpe è cresciuta e si è evoluta affianco a quella umana, ne ha assimilato i costumi ne condivide le origini divine, ma non il dna, non la consapevolezza di una vita umana e di una morte altrettanto vana. Io e la mia stirpe, discendiamo dall’uomo di Neanderthal che si credeva estinto od ancora ibridato con l’homo sapiens, ed invece in barba a tutte le teorie darwiniane e mendelsiane, io sono quì, un fossile vivente, che esprime col suo essere la teoria grazie alla quale esiste l’uomo. Egli è frutto della mia mente, senza me, l’uomo non esisterebbe, se ne deduce quindi che io sono Dio ed al di fuori di me nulla è reale, nulla esiste, questi scritti, la mia barba, i tuoi occhi; sono tutte mie speculazioni mentali, io sono dunque tu esisti, fanne ammenda, se io dovessi morire tu sgretoleresti polverizzato nel nulla. L’uomo di Neanderthal (Dio) controlla la tua esistenza Homo Sapiens.