talofen

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per restare giovane non fumo
in periodi di particolare dissolutezza un pacchetto al giorno
poi smetto di botto ed assumo delle pasticcone alla nicotina che
la notte non mi fanno dormire
il giorno dopo mi "sveglio" alle 6 mi calo 20 gocce di una cosa qualsiasi e mi risveglio alle 12
mi calo una caffettiera da 6 tazze di caffè, una banana, 50 grammi di bresaola, Lemon degli U2
una compressa e mezza di Prozac, un altro caffè, una pastigliona di nicotina, poi telefono a mio padre
gli dico che la casa è in disordine apocalittico, il lavandino è la fogna di Calcutta, lo autorizzo a cominciare il sermone,
lui parla ed io rido io rido e lui parla, mi racconta episodi salienti della sua infanzia e di tutti
i disordinati cronici che sono andati a finire o malissimo o morti ammazzati o matrimoni sbagliati, io rido, poi mi dice hai capito, no, che se quando parlo ridi che cazzo devi capire, grazie papà, la casa è una merda sto per intossicarmi da batteri alimentari, tra 4-5 gg facciamo il cambio io vado a casa loro in puglia per metterla a soqquadro, loro vengono qui per ordinare la mia, è una condanna, hai voluto il figlio genio? no, be ce l’hai cazzi tuoi, ah
ah
ah
ah
ah
ah
ah
ah

pulisci!!
puliscimiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii il culo fino a quando avrò 37 anni, poi morirò
lo sai
lo sai ti voglio bene
che ti voglio bene
lo sai
che non combinerò mai nulla di buono
lo sai che non sarò mai nulla di buono

lo sai che per questo mi ami
mi ami tanto
ti voglio bene babbo.

ma non laverò mai i piatti
anche s’è terapeutico
anche se…

l’Italia è tutta qui,
in queste stanze.
tra queste dita sante.

splush

sono in acqua dalla mattina alla sera

idrofilo

idrovoro

idrofobo

nuoto, abbaio

mordo!!!

sono un uomo che a trentanni s’è svegliato alle 4 di notte, si è girato nel letto e si è spaventato a morte dopo aver visto la donna che gli giaceva accanto.

Il giorno dopo l’ha mandata via urlandogli dietro tutte le sue paturnie, i suoi spartiti, i suoi amori, i suoi mestrui, i suoi aborti, le sue canne, i suoi viaggi in Messico, i suoi genitori, la sua infanzia a rischio.

Si, sono stato male, ma passata la sbornia, ho avuto un orgasmo così spossante, una sborrata colossale che mi ha tramutato in un licantropo seriale, ululo ogni notte alle 4!! quando una donna è nel mio letto, non riesco a dormire, mi attorciglio, mi torturo, mi stritolo nella misantropia infranta e il giorno dopo vorrei dirgliene di tutti i colori, e se ancora non c’è abbastanza confidenza, stendo trame, creo strategie, ordisco intrecci volti a creare incipit fittizzi, trascorsi inesistenti di storie improbabili con finale tragico, alibi. Ripeto con metodo le stesse dinamiche per giungere al nirvana spermico onanista. Fin quando non farò l’autore teatrale, mi dovrò sfogare in qualche modo o no?!!

"non puoi trovarmi tanto ingiusto se ti faccio del male, in verità più ci si estasia insieme e meno s’è d’accordo in verità la vita è troppo breve"

                                            C.Bene-J.Lafourgue  Hamlet Suite

 

Graurrrrrrrrrrrr (capacità cranica limitata)

io parlo spesso della donna, sul mio "enorme" blog psicosociale (e non sono uno psicologo!!), ma non perché me la voglia fare, non proprio, l’accoppiamento carnale, immaginato, sublimato o consumato alla fine è sempre un propulsore dialettico tra i sessi, se poi vogliamo fare i bacchettoni moralisti femministi, o non vogliamo ridurre come dei cavernicoli tutto al sesso, si può dire che gl’istinti sono la voce dell’ego, e che con l’evoluzione e la civiltà abbiamo imparato ad usarli strumentalizzarli, incanalarli, scipparli alle grinfie della brutalità ed arricchirli d’infrastrutture psicologiche e culturali, insomma l’uomo è una scimmia in giacca e cravatta. L’Homo Sapiens Sapiens, sa quali sono i suoi impulsi e le sue origini, invece di usare una clava per abbattere la preda sessuale, usa il verbo ed altre strategie più raffinate, da qui, ora, a pensare che l’amicizia tra uomo e donna debba sempre essere inficiata dallo zoccolo duro degli impulsi e delle attrazioni peccaminose, la strada è breve, le amicizie che funzionano, tra uomo e donna nascondono spesso degli altarini più o meno confessati, spesso un’amicizia è un amore fallito, o un ripiego alla solitudine, come si dice, con te faccio l’amore e con quello vado al cinema, tu sei bravo a letto, ma lui è simpatico. E’ chiaro che a 15 anni in una full immersion di confusione ormonale e neuronale simili atteggiamenti possono passare in secondo piano, ma incontrare donne che intorno alla trentina propinano ancora questo genere di rapporti, questa suddivisione di ruoli, mi fa pensare ad una rarefazione delle facoltà mentali e caratteriali, al consumismo più sfrenato, e che emancipazione mentale e fisica non significa promiscuità.
Per questo, sapere ciò che si vuole fin da subito è un ottimo approccio alla partenza per arrivare li dove nessun uomo è giunto mai… il cosmo ciclopico della mia mente.
Per tanto, se uso la tua vagina per entrarti dentro è solo un ripiego, poiché, più su, dove hai la testa non sei abbastanza fornita per darmi la possibilità di sublimarti, idealizzarti.
Aridah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!!

fregare gli dei

va tutto bene, ieri ho fumato delle sigarette, oggi mi fa male la gola, oggi, avevo puntato tardi la sveglia perchè ho scoperto d’essere un gufo, da qui il mio pensiero divergente, sono nato alle 13.00 il mio orologio interno inizia a contare dalla tarda mattinata, anni ed anni passati a forzare il mio destino biologico, ora ne sono cosciente, ma mi sveglio comunque alle 8, da solo, la sveglia alle 9 non ha senso, devo ricominciare ad andare a letto tardi, perchè è dopo mezzanotte che inizio a produrre mentalmente libero, sono sintonizzato con gli orari della rai, la cultura, dopo mezzanotte, quando il brulicante popolo di primordi è a nanna, ma in questa città non c’è una vita notturna, tranne i soliti "Pub" improbabili cloni caserecci dei Pub Irlandesi, dove passare il tempo significa bere litri di birra in compagnia di immondi studentelli con pus cerebrale, e in questa casa che puzza d’impiegato statale andato a male, di passati remoti che trasudano aridità dagl’intonaci, in quest’atmosfera controllata popolare dove la cosa più aristocratica è la serratura di ottone lucidato del cancelletto… in questo antro che tra qualche mese condividerò con dei poveri impiegatucci, troppo umani, legati all’orario di servizio, alla sveglia, all’auto, cosa ci faccio di notte, come?
L’ambiente, ti condiziona, è da 6 mesi, 6 anni che voglio andar via di qui, dall’attimo dopo esserci entrato, ma questa casa è un morbo, un mostro fagogitatore d’intenti che si è attaccato alle mie ossa, e che non posso, non so arrestare, non ora, senza cuore, senza (amore?).
Non mi è ancora apparso in sogno il trasloco, ma sarebbe lecito, tutta una serie di pacchi e pacchetti da spedire in Puglia, dove altre 3 o 4 case cadaveri mi stanno aspettando, dove i miei ricordi impolverati dormono sotto la muffa, di fianco ai miei genitori mummificati ed al cane imbalsamato, congelati dalla mia assenza vitale e poi ripartire, senza l’enorme peso delle stratificazioni, in un altra città, un altra casa, altre persone, (altre emozioni, nuovi ricordi) qui ormai sono stati tutti censiti, estimati, catalogati ed archiviati da una furiosa selezione sovrumana, la mia.

n.b.
il mio apparente disprezzo per il cartellino e la categoria impiegatizia è figlio di un pensiero divergente, va aldilà di qualsiasi forma di razzismo sociale o gerarchico, rispetto la gente che lavora, l’impiegato, l’operaio etc, ma non siamo compatibili a nessun livello; divergiamo, io sono una mente, voi dei corpi, tutto qui, siete più completi di me, Deleuze diceva: "noi siamo un corpo, non abbiamo un corpo, in quanto noi non siamo" e siccome io sono, non potrei essere che spirito, dato che la greve carnazza siete voi.