sacche sociali

deposito di larve unane

spleender è una mazza da baseball (in legno di abete) infilata su per il culo.
da qui, la forsennata corsa più, ahimè, del gentil sesso ad accaparrarsi un blogghe(ma anche il maschietto non disdegna la freudiana perlustrazione anale)
il tappabuchi virtuale, la verga vibrante che ti rammenta quanto vuoto c’è da riempire…
la solita questione che si perde nella notte dei tempi… qualità o quantità?
la bilancia come al solito pare protendere più per la seconda… come mai, perbacco, perchè e chissà!

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l’infante spleendere mi boicotta rendendomi invisibile… quasi come "l’uomo senza ombra" o meglio "Predator"(invisibile ma te fa il culo a ombrello se permetti…) ha ormai intrapreso un percorso totalitario, e non accetta le critiche che gli vengono mosse dagli intellettuali che in massa migrano su altre piattaforme; lasciando spazio ai segaioli(gloriosa stirpe!) le baldracche(altrettanto!) gli erotomani, i petomani, le grafomani gravide, le isteriche autografe, gli eunuchi autoctoni, i misuratori di cazzi col cm, i bevitori di pepsicola, o di birra analcolica… gli orgasmatori seriali a salve… cioè lei poveretta(la grafomane gravida) dopo tutto quel lavoretto che t’ha fatto s’aspettava l’eruzione vulcanica un torrente lavico anestetizzante nel quale annegare le frustrazioni dell’inutilità avida dell’esistenza… e lui da par suo l’eunuco autoctono, si è fatto castrare dal lavoro, dalla macchina nuova dalle mignottone slave che va a trovare la sera(che cazzo te lo sei comprato a fare il suv sennò?) e si sente frustrato quando vede sua moglie incinta e fa un 2 + 2 pensando che il suo seme è rimasto nel cassetto della scrivania, nel cappuccio della Swetlana di turno, sul parabrezza del suv… ma allora com’è che questa resta.. incinta?
E’ il momento propizio per aprire un blog, lei per i suoi, lui pure… (non vi dico cosa).
Gente di spleender… outsiders(dd’a domenica). La messa è finita; andate in pace.
io
non morirò mai.

i proletari mi riconoscono per strada!!!

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scoop sensazionale!!!!

le donzelle segnalate nel post precedente e contattate via mail, non mi hanno cancellato dai loro contatti msn per uno sfrontato e orgoglioso (quanto ridicolo) ostruzionismo femminista, ma molto semplicemente per un handicap di conoscenza informatica, come se per eliminare un contatto in msn ci volesse la patente europea del computer… ohi ohi ohi, donna italiana siamo messe un po maluccio nel campo dell’informazione(per non parlare degli altri…) la specializzazione richiesta da questa società sintetica è un arma a doppio taglio che vi rende più automi degli automi, che a differenza di voi possono essere riprogrammati, e sto parlando di dottoresse in Psichiatria (o quasi), psicologhe, manager, professoresse d’italiano(oddio), architetti, laureate in legge, scienze politiche, designer, programmatrici, etc etc etc, e non contadinelle sprovvedute… ragazze mie non c’è onore tra le splindera(t)te che cazzo vi ho mandato a fare all’università se non sapete mandare un sms?
andate a farvi il corso serale dei salesiani per l’alfabetizzazione informatica minima, su come ad esempio si usa la posta elettronica, messenger(e non messanger), un foglio di calcolo, una pagina word, come si utiliza un motore di ricerca, un traduttore simultaneo, e non solo i soliti siti porno…

no comment

n.b.
tra l’altro ho anche postato un link su come fare ad eliminare i contatti, leggetelo per orgoglio di genere (almeno)
lo riposto, eccolo:

eliminare dfinitivamente un contatto messenger

(posso risultare simpatico, ma solo a stomaco pieno, attente alla linea!!)

p.s. ore 17.59

tra le sventurate in questione sin ora nessuna è ancora riuscita ad eseguire l’elementare compito impartito loro dall’infausto destino, ma particolari degni di nota galleggiano nel mare inequivocabile dell’incomprensione, alla mail che ho spedito stamane alle sventurate sono seguite molte repliche, tra le più disp(e)arate ma quella che più ha destato il mio interesse antropologico è questa:

ma tu come campi?


la donna italiana* è un miracolo dell’evoluzione umana sviluppatosi in seno alla burrascosa epopea della civiltà e pensiero occidentali; miracolosa perchè nella fenomenologia dell’organismo "femmina italica" convivono, nonostante la lievitazione-emancipazione culturale, tecnologica, e sessuale, una serie di retaggi e sopravvivenze primordiali-culturali pre-paleolitici shakerati a vezzosi atteggiamenti tipici del contemporaneo. Cioè una donna italiana, anche nelle sabbie mobili, col fango fino al naso, stante per esalare l’ultimo respiro, avvistato un uomo nei dintorni, non gli chiede di porle un ramo, una fune, un braccio, un pene dove aggrapparsi, ma in quella frazione di secondi che la separano dalla fine o da una logica richiesta di aiuto produce un cortometraggio mentale, protagonisti lei e lo sconosciuto salvatore-principeazzurro, tema narrativo la "sistemazione socio economica definitiva", in una forsennata schizofrenia di flashback tra il presente, il futuro e l’assurdo un riflesso condizionato innato la porta a chiedere prima della mano santa che la tiri fuori dalla melma: coordinate bancarie, collocazione sociale, abitazione, modello 740, marca dell’automobile del malcapitato, eventualmente dimensione del pene; se conviene si fa salvare, altrimenti si abbassa di qualche cm nel guano onde rendersi invisibile ed attende il passaggio di un nuovo pollo, mentre negli abissi, della sua bellicosa coscienza autoconservativa, uno strano essere equipaggiato con muta e bombole dell’ossigeno fa il sub sotto la sabbia mobile per reggerle la sceneggiata ed il culo, a lei eternamente grato solo per il fatto d’esistere… in effetti insieme all’organismo "femmina italica"(allergica a  solitudine et spiritualità) convive sempre questo curioso simbionte invertebrato denominato "uomo chiwawa" che è un animale da compagnia (a sangue freddo) maschio al quale manca il gene della virilità e la tipica tempra caratteriale del maschio latino, ormai persa nel tempo e nei miti che si raccontavano nelle bettole della vecchia Europa, ma ha un’operosa occupazione lavorativa che gli permette di sfamare l’ape regina, insieme lavorano(più lui in verità) sinergicamente alle sempre nuove "voglie" di sistemazione della viziata, viziosa e poligama reginona che in un secondo momento potrà scegliere liberamente se divorare l’animaletto, scacciarlo a calci o lasciarlo vivere attaccato ad una delle sue enormi tette psicomatriarcalfagocitatrici nel caso la successiva sistemazione fosse "ad hoc" con un altro accondiscendente "uomo chiwawa"…

purtroppo ape regina, io non ti considero neanche un’apecar a tre ruote bucate, perchè ripeto, io, sono:

quindi non rompere il cazzo: cancellami dai tuoi contatti, anche mentali. non la faccio la comparsa nel tuo squallido corto girato con la webcam! con quello con la bombola dell’ossigeno che ti regge il culo, depravata!!

mi hai stomacato tu e tutte le tue schifose pervertite strategie da comare, baffanculo va! io non ne posso più e pensare che ti avevo aggiunto col semplice scopo di farmi una bella chiavata con te… ma con queste menate io passo!! fanculo tu e il ciwawa con l’ossigeno!!
()

*ricordate ragazze, la satira non conosce colori, sesso, razza, correttezza politica, moralità etc etc, siate sportive, io credo in voi ma…
non rompetemi le balle

asterisco dedicato alle mentecatte pseudofemministe milanesi e non che potrebbero sentirsi toccate nell’intimo delle loro peculiarità e caratteristiche di genere…

hanno detto di me

davvero un pessimo elemento

p.s.
non me lo dicevano da piccolo…

siccome ho ricevuto degli insulti "trasversali" (meritatissimi) da una donna 50enne presbite di cui non faccio il nome (YleY), sto cercando d’adottare una dimensione di carattere più grande (nel senso sia della scrittura che della misericordia) per permetterle di leggermi quando faccio delle battute allusorie oppure quando le parlo direttamente dicendogli che è una pecora zoppa.

per il resto cercate di non "scassarmi" troppo "la minchia", è un periodo che sono un po nervosetto, altrimenti chiudo o mi ammazzo(uuuuuhhhh!!) che per voi è la medesima cosa.

è un messaggio rivolto a tutti gli uomini senza limite d’età e dimensione cranica ed alle donne basse, grasse e con i brufoli, anche quelle alte e grasse e con i brufoli, ma per loro un po di meno. Altezza media magre, molto belle, con pelle sana potete azzardare un approccio ma non assicuro la buona riuscita.

E’ un operazione culturale promossa dalla Remeron Channel Org. col patrocinio del consiglio dei Minestrai ed il minestraio delle pari opportunità, amnestry international ed il social forum "P.G.E.R" (piccole, grasse e racchie) non che il gruppo di autocoscienza femminista "O.P.A." (orgoglio piatto autogestito)i Gruppi Onanisti Indipendenti e gli AnarcoVegetariani(sezione distaccata di Bologna "Pisellone Verde").fuckyou

Graurrrrrrrrrrrr (capacità cranica limitata)

io parlo spesso della donna, sul mio "enorme" blog psicosociale (e non sono uno psicologo!!), ma non perché me la voglia fare, non proprio, l’accoppiamento carnale, immaginato, sublimato o consumato alla fine è sempre un propulsore dialettico tra i sessi, se poi vogliamo fare i bacchettoni moralisti femministi, o non vogliamo ridurre come dei cavernicoli tutto al sesso, si può dire che gl’istinti sono la voce dell’ego, e che con l’evoluzione e la civiltà abbiamo imparato ad usarli strumentalizzarli, incanalarli, scipparli alle grinfie della brutalità ed arricchirli d’infrastrutture psicologiche e culturali, insomma l’uomo è una scimmia in giacca e cravatta. L’Homo Sapiens Sapiens, sa quali sono i suoi impulsi e le sue origini, invece di usare una clava per abbattere la preda sessuale, usa il verbo ed altre strategie più raffinate, da qui, ora, a pensare che l’amicizia tra uomo e donna debba sempre essere inficiata dallo zoccolo duro degli impulsi e delle attrazioni peccaminose, la strada è breve, le amicizie che funzionano, tra uomo e donna nascondono spesso degli altarini più o meno confessati, spesso un’amicizia è un amore fallito, o un ripiego alla solitudine, come si dice, con te faccio l’amore e con quello vado al cinema, tu sei bravo a letto, ma lui è simpatico. E’ chiaro che a 15 anni in una full immersion di confusione ormonale e neuronale simili atteggiamenti possono passare in secondo piano, ma incontrare donne che intorno alla trentina propinano ancora questo genere di rapporti, questa suddivisione di ruoli, mi fa pensare ad una rarefazione delle facoltà mentali e caratteriali, al consumismo più sfrenato, e che emancipazione mentale e fisica non significa promiscuità.
Per questo, sapere ciò che si vuole fin da subito è un ottimo approccio alla partenza per arrivare li dove nessun uomo è giunto mai… il cosmo ciclopico della mia mente.
Per tanto, se uso la tua vagina per entrarti dentro è solo un ripiego, poiché, più su, dove hai la testa non sei abbastanza fornita per darmi la possibilità di sublimarti, idealizzarti.
Aridah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!!