All i Need (radiohead’s song)

Sono l’atto successivo 
Che attende dietro le quinte
Sono un animale
rinchiuso nella tua auto bollente
Sono tutti i giorni
Che decidi di ignorare

Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno
Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno
Sono io al centro della tua foto
Disteso tra le foglie

Sono una falena
Che vuole solo un po della tua luce 
giusto un insetto
Che tenta di venir fuori dalla notte buia

Voglio restare con te
Perchè nessun altro c’è

Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno
Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno
Sono io al centro della tua foto
Disteso tra le foglie

è tutto sbagliato
va tutto bene
è tutto sbagliato
va tutto bene
è tutto sbagliato
va tutto bene
è tutto sbagliato
va tutto bene

(Remeron traduzioni)

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nostalgie?

oggi che cosa vuole questo mondaccio furbetto!? che giornata, i tuoi occhi… ce li ho incollati qui, in fronte, sono un mostro e vedo doppio, quattr’occhi e ‘na banana…

è stato bello quel che è stato, comunque è stato, domani non ti prendo… per mano.

Brit Pop(?)

Nonostante la critica musicale più in voga tenda a stroncare i Muse specialmente negli ultimi tre lavori, il concerto a Parigi Hullabaloo e Absolution, nonchè l’ultimo Black Holes and Revelations, io credo che nel panorama musicale rock commerciale siano un onesto gruppo rock di derivazione Radiohead, nonchè Placebo e non mi pare lecito paragonarli ai Coldplay (che fanno cagare). Tanto meno agli Starsailor (magnifico gruppo), dei quali ricordiamo il primo bel lavoro Love is Here, per i quali una derivazione diretta dai Radiohead o dai Placebo non esiste, nonostante qualcuno si scervelli ad inventarsela ed a farli per forza rientrare anche nel cantilenante brit pop alla (aimè) Oasis. La voce di James Walsh degli Starsailor ha molto di Robert Plant per quanto mi riguarda, sicuramente l’influenza di Tim Buckley è indiscutibile e limitatamente anche quella del figlio Jeff,  ma le atmosfere ricordano i Led Zeppelin, (i PinkFloyd non li ho visti) ed anche degli echi lontani di Drake, sicuramente molto più che nei Placebo nonostante Brian Molko annoveri Nick Drake tra le sue muse ispiratrici. Come si sà gli addetti ai lavori di solito sono miopi di naso e di orecchio e buttano giù recensioni per sentito dire ed ammassano nello stesso contenitore gruppi di provenienze per così dire neanche parallelle per una sorta di convenienza genealogica o convenzione linguistica che dir si voglia.