delle brame-letame-abbozzo

mannaggia a quella vita ardente e gelida,
vapori d’azoto
che mi ha dato la sensibilità di leggermi
senza moto
se un giorno passato si farà ricordare
ancora spensierato
come allora, e che se le idrometeore continueranno
nel loro modo
sconsiderato, chissà se questi pantaloni laceri,
consunti saranno
così ancora, anche domani la lavatrice è un vortice
un terremoto
e se non sono al vertice, forse sarà spento il motore
quest’anno
se ne va allora, con l’odore di mani da levatrice
sullo scranno
porta fuori, coniglia, dal capello, sazia di vita
come d’acqua un cammello
il luogo è un artefatto dell’ora, poi loro sei ne vanno
col fardello
aprirà qualcuno un ombrello bucherellato, il fato?
la pioggia passa
carezzandoli, coriandoli come un fratello,
ma è un’illusione!
sta vita è un bordello. Quando il sole è spento la luna
è un’abatjour
e allora tu sei l’ombra che a farsi vedere
si scorna.
Non c’estetica nel parto di
una metrica.
Non c’è impatto nell’incontro tra arte
ed etica,
quella è tecnica: politica mimetica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la rimaneggerò molte e tante volte io sono uno scultore.

 

 

 

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d’abisso, (ri)empio

arriveranno tempi migliori

no, scapperò allora, a consumere nell’infermità,

concepito a star male preferisco (altrove) continuare

stratificarmi, tisico, nell’inermità, sparire disidratato

perire nell’atto esatto in cui si apre uno spiraglio

esser torturato ogni qual volta felicità vagheggi

calpestato da un fattore piuttosto che sentir

serenità, parole, l’amore ah ah ah!

impiegato a far male, degli altri, il male

e per me, farlo, bene.

fzzz

sono un fenomeno e
per controbilanciare lo squilibrio cosmico tra me e le galassie
che pende solo "leggermente" in favore dell’universo
preferisco avere a che fare con una persona normale
tra gli spleenderati; per costituzione, di normali
non ve ne sono, siete dunque pregati/e di non contattarmi
e di rivolgervi presso il centro di salute mentale del vostro quartiere.
Io ci vado regolarmente, dunque, non vedo perché debba accollarmi
la scelleratezza di un’idiozia atavica, giovanile o stratificata negli anni(senile dunque)
di chi sceglie d’abbandonarsi a se stesso e non se ne sente responsabile in primis
non mi rompete i coglioni, concludo con la solita affermazione
che è ormai un adagio: l’80% è cacca, non avete coscienza di voi stessi,
della vostra condizione, siete, disperatamente, escrementi. anzi proprio…
strunz!

Il fatto che "UNO" possa lasciare un commento anche positivo, anzichenò, polemico, simpatico, sarcastico bla bla bla sul tuo blog, donna, non è automaticamente sinonimo di pvt e approccio con clava, da queste parti si fa, si è cultura, si sublima, si alita nel ventunesimo secolo, si dialoga come in una comunità reale così nella fittizia, se non riesci a trovare la "minchia", s’è quello che cerchi, la fuori, non la troverai neanche qui.
meditiamo.

ad uopo
il brevetto del mio carattere è scaduto

l’essere è il nulla II

(nessuno mi può giudicare nemmeno tu)

Se la grandezza di un individuo fosse commisurata alla grandezza delle sue azioni, chi dovesse compiere solo "piccole" azioni sarebbe considerato un "piccolo" individuo(un puffo).
Ma noi siamo figli dell’elettromagnetismo, dunque della teoria della relatività…
dunque di Einstein, cioè la bomba H; siamo la(e) generazione(i) H e non la X-Generation, come qualche fesso ha avanzato…
Dunque ritornando alle "dimensioni" dell’individuo; il "grande" che però non riuscisse a compiere anche le "piccole azioni" sarebbe cosa? un cortocicuito? un handicappato? o un genio? che altro non è che un "deficiente" che eccelle, per compensazione ai deficit, in una sola delle mille e più manifestazioni umane…
"Noi", filosoficamente, dovremmo considerare, l’uomo, l’individuo, rappresentante e responsabile in piccolo della totalità del genere umano (come avrebbe detto Jean-Paul Sartre); come un organismo organicamente evoluto dal punto di vista intellettuale e, perchè no, fisico, in grado di compiere con la stessa efficienza qualsiasi "azione" piccola o grande che sia. Dunque l’individuo, il genio, è uguale a dio… ma siccome la scimmia umana smentisce con (o)errori madornali, quotidianamente questa ipotesi; l’uomo si prefigura come un dio mancato(sempre come disse Sartre) (abortito direbbi io), ma, in un ipotetico consesso, Mcluhan avrebbe detto, suppongo anche Renato Barilli, molto più pragmaticamente: "l’uomo moderno(e contemporaneo) è figlio della specializzazione". Quindi allevato, istruito, disciplinato ed introiettato nello scibile come un’orribile "monade" leibniziana, la quale presunta individualità, madre del "pensiero", della filosofia etc, qualunque compito egli svolga, non è altro che l’operosa(onerosa), anestetica interdipendenza (quindi un’autonomia "individuale" fallace, un ossimoro) dell’ape operaia, autonomo suddito molecolare di un’ape regina, suscettibile anch’essa della dipendenza tribale, dallo sciame, che la nutre, in quanto specializzata-capace "solo" nel produrre uova… da qui, anche il grande uomo, o(ancor di più!) il genio, come l’operaio, sono degli esimi rappresentanti(molecole strutturali) della società specialistica interdipendente: non esiste l’isola autarchica(U.S.A. docet), non esiste l’Individuo, non esiste l’Uomo, ne grande, ne piccolo, esiste l’umanità.

sordi vaffa..

vi vedo e vi piango

splinder & co…

me rimbarzi

quanto più approfondisco più sprofondisco…

li mejo so li peggio
li peggio so li mejo

a tutti i VIP splinderiani e affini
che scrivono con stile ma parlano,
si muovono e gesticolano
come fenomeni da baraccone
o al massimo da vaudeville
come fossero larve nane
di porco ibridato con cane
(bassotto x spinone)
 carne da Costanzio
 Shovve in putrefazione
avreste un futuro nelle vesti
della parodia di voi stessi
nel teatrino di topoGigiuo
o in una soap di canale cinguo
figli apoplettici di Hemingway
generazione de’ cannibali di carne putrefutta
di Bukowski & Tarantino
vampirizzati da un tramonto, all’alba di uno spezzatino
co li mortacci straccioni (tuoi)
che sbavano
scimmiottando dietro i miliardi americani (suoi)..
quando ho voglia di star male
quando soffro di stitichezza
melliflua
vi leggo col contagocce
della mutua (prozac)
  preparo l’atterraggio
decollo
e non mi faccio
male

dal ba Ricco oceano
 mare
  attracco sulla santa
Croce
scalando l’occhio saggio
dell’altare
new tech
lacrimale
di quell’amman(s)ito
 scrittore atroce
che pe’ magnare
recensisce videogames
sul più stupido tabloid
gggiovine eXtraLarge
nazionale…

(fatevi riesumcagare)

grazie nonno (vabbè m’allora?)



assumo regolarmente quantità industriali di
psicofarmaci

droghe sintetiche
medicine equosolidali
anabolizzanti
caffeina come ne piovesse
la mia stabilità umorale è un bluf chimico
lo humor una bugia
vi considero topi
vivo aldilà del bene
o del male (chissà dove)

imbalsamato in un’ampolla di formaldeide
risalente ai ’50

mesmerizzato da mio nonno
in stato fetale
prima d’essere abortito
in stato fatale(!)


Bussare
ed
attendere

1000 anni

the invisible man


BITCH CITY
dacchè mondo è tale
la provincia sforna
i cervelli ruspanti, i polli
in batteria dei grossi centri
son bravi a parlar di smog e ZTL
impernacchiati, incellofanati su SUV e corsi
snobbanti la cultura
col portafoglio,
lo straniero
con l’accento e con lo sfruttamento,
ciò che non comprendono, tacciano
di provinciale con un gergo che farebbe
paura ai peggiori somari del paese dei balocchi..
qualcuno diceva che il miglior regalo
che si possa fare a’ un uomo è l’esilio, ah ah!!
voi! individucci senza identità vertebrale,
nazionalisti dell’ultim’ora fauna da stadio,
che vi fregiate d’esser cittadini, di Bologna,
Milano, Roma, Torino! cosa sareste senza
la vostra campana che copre svergognata
a suon di batacchio i ragli orrendi di quegli asini ingordi dei vostri figli?
cosa sareste se foste stranieri?
e non per 15 giorni all’anno,
esportando in tutto il mondo,
stipati, spesati, confezionati, soppressati,
soppesati
(da chi vi osserva, "l’altro" il padrone di casa!..
ed io, che invisibile tra la folla v’individuo subito…
a Barcellona, Londra, Berlino, New York! sei sempre tu
il burzo scimmiesco che urla sulla spiaggia de Latina,
il meneghino tronfio col vestito disegnato dai checconi siciliani(Dillo&Gillo) che ti guarda ghignesco
da un baretto sui navigli, un bulugnais col macchinone, mbriaco, sui viali a sbranare mignotte
o trans, un altro che cerca il fumo sulla Rambla, la bamba, come stesse a casa sua e poi la notte, la movida,
il turismo sessuale… della casalinga e della professionista o della brava
fidanzatina che deve pareggiare il conto con le mignotte del
compagno/ fidanzato/ finanziato(re)/  tutto un carnaio,  un via vai
di bocconi prelibati, buon vino, bei vestiti, porcetti, pizza e pummarola an goppa
la dieta mediterranea e la monnezza… immonde sempiterne mascherine italiane,
non ci posso pensare, avete imparato a fare i soldi ma non a far dell’etica,
un’ estetica patetica che nasconde una voragine d’ inadeguatezze  cromosomiche,
si potrebbe parlare in tema d’italianità dell’ignoranza della specie, di come
un intero occidente si sia evoluto e noi siamo rimasti isolati in una penisola paleolitica,
scimmie in giacca e cravatta (disegnate dai checconi).
Come se nel 2000 fosse ancora una questione geografica,
quando fai Palermo – Londra in poco più di un ora…
e la "quistione meridionale"?
e la mafia?.. dio mio ho la nausea.
la notte non dormo perchè vi sogno e vomito e mi vergogno d’essere nato in Italia
dove vanno avanti nipoti, mignotte e faccendieri, ed i cervelli possono marcire
arrivando a dubitare persino d’esistere)

le vostre squallide scenette d’avanspettacolo.
meditiamo.
(mi ci metto pure io ad espiare,
forse perchè sono uno che ha pudore)



(modestamente)

hanno detto di me

davvero un pessimo elemento

p.s.
non me lo dicevano da piccolo…

siccome ho ricevuto degli insulti "trasversali" (meritatissimi) da una donna 50enne presbite di cui non faccio il nome (YleY), sto cercando d’adottare una dimensione di carattere più grande (nel senso sia della scrittura che della misericordia) per permetterle di leggermi quando faccio delle battute allusorie oppure quando le parlo direttamente dicendogli che è una pecora zoppa.

per il resto cercate di non "scassarmi" troppo "la minchia", è un periodo che sono un po nervosetto, altrimenti chiudo o mi ammazzo(uuuuuhhhh!!) che per voi è la medesima cosa.

è un messaggio rivolto a tutti gli uomini senza limite d’età e dimensione cranica ed alle donne basse, grasse e con i brufoli, anche quelle alte e grasse e con i brufoli, ma per loro un po di meno. Altezza media magre, molto belle, con pelle sana potete azzardare un approccio ma non assicuro la buona riuscita.

E’ un operazione culturale promossa dalla Remeron Channel Org. col patrocinio del consiglio dei Minestrai ed il minestraio delle pari opportunità, amnestry international ed il social forum "P.G.E.R" (piccole, grasse e racchie) non che il gruppo di autocoscienza femminista "O.P.A." (orgoglio piatto autogestito)i Gruppi Onanisti Indipendenti e gli AnarcoVegetariani(sezione distaccata di Bologna "Pisellone Verde").fuckyou

ma dove sono le palle di Natale?

Babbo Natale è stato adescato, col tranello, (un completino intimo di pizzo rosso appeso ad un pino silvestre) da una comunità di hippies travestiti da "elfi dei boschi"…
Stuprato in ogni modo, nel fisico e nel morale, dalla sodomia indobbuddista, all’accoppiamento coatto con renne cavallo ottenute da embrioni chimera, Natale ha provato, l’estasi dei sensi fumando polvere d’angelo e shilajit, iniettando brown sugar e randaup, il delirium tremens con la visione forzata con divaricatori oculari 24 ore non stop di Tre metri sopra il cielo, la lettura a memoria del medesimo "romanzo",  ha assorbito con uno spinotto cerebrorettale matrix millenni di posizioni del Kamasutra e l’intera stagione elettorale e politica di Forza Italia, dal 94 ai nostri giorni. Ormai completamente "dilatato" è stato catapultato su YouTube mentre giocava, famelico, al dottore con le mammellone delle figlie dei fiori che a loro volta, alla conclusione del filmetto hanno ricambiato macabramente, appendendo le palle di Natale al pino silvestre… (che male c’è?)
Dopo la liberazione da parte dei sette nani polizziotto, Santa Claus (Natalino), ancora zampillante sangue dalle parti basse, avrebbe dichiarato alla piccola folla radunatasi, nello sgomento generale, con voce rotta dal’extasy(mistica) e dalla commozione:
"aaahhh!! lasciatemi naniii!!
ho perso le palle si, ma una protesi di silicone alle poppe ora non me la toglie neanche la ma*onna!!!
voglio una quintaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
voglio una cocaaaaaaaaa!!!!"

babboballs
nano: portate via questo depravato!!
nano 2: che istinti bassi…
nano 4: perchè tu credevi ancora a babbonatale?
nano 7: io odio babbonataleeeee!!!
nano 5: Brontolo tu sei un nano non un puffo!!
nano 7: no! no! no! io sono il puffo brontoloneee!!!
nano 6: Brontolo sei un mitomane, ora ti do le pastiglie!!
nano 7: no! no! no! no! io odio le pastiglieeeee…
nano: zitto!!! guarda che ti facciamo l’elettroshock!!!!


brontolone

(sono patetico)














(vado a Berlino a farmi chiudere nella Klinik für Psychiatrie und
Psychotherapie
Charité– Universitätsmedizin Berlin
Campus Charité Mitte
Charitéplatz 1
D-10117 Berlin, sapete dove trovarmi…)







(ciao a tutti)

acqua in bocca
altrimenti…

hic-et-nuncti ammazzo!!


Bipolare

sono capriccioso
mi stanco presto
mi distraggo facilmente
sono molto intelligente
ma non mi applico
non ho voglia di fare un cazzo
non corteggio
non so corteggiare
so fare tante cose
cucino
mangio
bevo
dormo
so far di conto
sono simpatico
maniacale
umoristico
sono tenore
suono la tromba
trombo
scrivo
mi scrivono
mi iscrivono
nel registro
degli imputati
mi arrestano
mi rilasciano
mi processano
mi assolvono
mi rovinano la reputazione
mi chiedono pubblicamente scusa
mi rimborsano per danni morali
divento miliardario
investo tutto in bot e btp strutturati e opzionati
crolla la borsa
perdo tutto
l’ultimo giorno il mio broker ha la folle idea di giocare 400 euro ai cavalli
vinco 7000 euro si ricomincia, compro, vendo, risalgono le mie quotazioni in borsa
valore reale 0 valore in borsa 500.000 euro
compro una casa, senza soldi,
la abito la rivendo, incasso, investo, le mie quotazioni continuano a salire
il mattone si è rivalutato ricompro due case, al terzo piano c’è un appartamento in vendita all’asta
conosco il battitore, me lo aggiudico, rivendo tutto, ricompro dopo un mese l’intero palazzo
faccio il barbone, intesto tutto a mio padre, mio padre mi riprende a carico in famiglia
mi fa una donazione, apro un conto su una banca svizzera, mi compro una barca, parto io ed il cane
facciamo il giro del mondo, arrivo a Hong Kong, dove c’è il vecchio proprietario del panfilo, lo rivede
e gli prende la nostalgia, glielo rivendo al doppio, compreso il cane, sono di nuovo a piedi, solo, ad Hong Kong, sento che sta per arrivare, arriva arriva il buco nero, telefono a mio padre, prende un aereo e mi viene a pescare in culo al mondo, sborsa 4000 dollari per il cane, sono una larva, una foglia morta, bruciata, parte la narcolessia, arrivo a casa in spalle del mio babbo, dormo e dormo per un mese, due mesi, un giorno mi risveglio, decido di ricominciare con i farmaci e con una vita. Farò l’artista.