ai 36 anni di Loretta

stellina tra le stelle

L’orizzonte del nostro amore è tramonto,
mi sento.. male alle volte
che lo vedo calare albeggiando
rosso nell’acque al largo di Santa Maria
Di Leuca, salsedine frizzante, quando
esce distorto dallo specchio verdeblu
da stalla in cielo stella
d’astro a satellite celeste
nel biancore della notte maledetta,
io non ci verrò, lunare!
tutti sanno che son pazzo,
sfuggi
lo sguardo dei miei occhi neri di pece
e nella stretta maledetta ti sogno
le decadenze d’incubi svegliate
col nome tuo sparato nello stomaco
costipato d’erezioni dolorose,
non ho ancora controllato
quella foto;
s’eri tu al bordo, quando piccoli nel bosco
all’asilo mi mostrasti l’odore
della resina
del pino silvestre così lontani dal mare,
dal clamore del male e dalle circostanze,
tutti sanno che sei pazza,
si sfugge
lo sguardo d’occhi tuoi languidi ramemetallo,
corallo al collo cuore nelle orecchie
quando mi parli e quando no,
quel che saresti ora dio lo sa,
non lo farete mai più, non due volte,
avevi sei anni Loretta , siamo morti
tutti a 6 anni
maledetta e
tutti siamo pazzi,
sfuggono!
gli sguardi nostri di metallo verderame fuso
nella pece nera come il fondo ribollente dell’agosto
che non ho visto
cos’è restato di quest’anno e
di quel che se n’ andato?
un sassolino e 4 buchi ai piedi
dei miei sandali lacerati agl’angoli,
al tallone il piede, le ossa,
lacero quel tempo che non ci sarà con te,
laceri gli occhi lucidi nella fossa,
questa notte si balla, si raglia
come asini stretti nella stalla
non ti penserò più
, stella tra le bambine
perchè ora le ore son contate
decantate dalle medicine,
tutti sanno che son pazzo
non me ne frega un cazzo…
dall’aldiquà.

backmedium

quante volte si può morire dimmi tu piccola
se lo sai

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emancipazione femminile: il venerdì bulgnais(you’re lost little girl II)

t(o)ipico trastullo (data la minore capienza della scatola cranica occupata già per metà dal maschio "balia" prescelto) della donna sposata, fidanzata, amicata, è trovare una minchia alternativa, in veste ricreativa;
usa di solito il gergo: ma cosa hai capito? guarda che io son sposata (fidanzata) (impegnata) (impiegata) (una professionista!!!), sto morendo di sonno, ti ospito solo sul DIVANO per un’ora po te ne vai… mentre stai per addormentarti, traumatologico, sul divano ti si presenta col caipiroska(na cosa più sbrigativa? e be la creatività è donna.. come il mumble mumble):
"ma stai dormendo… e il bicchere della staffa!!?"
famoselo…^^ bicchiere, piatti e tutto il servizioooooooo

alle 6.00: scusa amoruccio, tesoro, core, terremotooooo; ora te ne devi andare che arriva il mio amore!
a ma non ero io?
e no!(isterismo minaccioso da 113)hai capito… màle(recupero in calcio d’angolo, con tono d[iaf]rammatico da scafata attrice di prosa)
okkei, ok, va bene.. mi vesto, mi alzo e me ne vado.

"non puoi!!"
dopo 2 settimane in un driiiiiiiiiiin alle 2.00 di notte
"sparire così…"
ahem.. pronto chi è?
"e non fare finta di niente! il solito stronzo maschilista; meridionale, che vuol’imporre il suo volere!!"
.. ma… scusa… chi cazzo sei?
ma come? sono la Luisa!!!!il tuo amore… m’hai già dimenticato? sei il solito uomo di merda….
(click) prontopronto… pro.. ncrrrrrffrrrrrrrrrssssgggggghhhhhh

l’essere é il nulla(il pensiero da fastidio)

50-anni-luce
 


un giorno di questi
mi sparerò un colpo di fucile in bocca, perchè tutti gl’altri metodi per ammazzarsi sono dolorosi o comunque non c’è la sicurezza della "pena", quindi…
non ho più voglia, ho già visto quel che dovevo vedere, ho attraversato quel che dovevo attraversare e, il futuro preferisco immaginarlo, prevederlo, spolverarlo; lasciarla evaporare quest’incognita periferica, in una maniera dignitosa, invece d’affidarmi alla dittatura del caso, allo stillicidio del quotidiano, all’inevitabilità cronicistica della sofferenza; già, per altro, ampiamente sperimentata, o alle previsioni di un Nostradamus "qualsiasi"… ah ah ah()
eeee.. dunque, premerò il grilletto, ed in un attimo
tutta la vita mi passerà davanti… già, e che senso ha? Stai per crepare, proprio perché ti sei rotto i coglioni, vuoi pilatamente lavartene le mani e, fino all’ultimo, questo cappio d’esistenza ingombrante s’intromette anche nell’attimo estremo, fuggevole, cioè, ho sbagliato locale, io volevo divertirmi ma qui.. c’è un mortorio! si respira nel torbido, non lo so muovetevi, fate qualcosa, aprite una finestra, ma non per me che sto per andare ma per quelli, poveracci, che verranno… perché farli atterrare in questo liquame?
L’umanità è stato un grosso errore, "un’anomalia genetica" come direbbe Mr.Smith, l’autodistruzione a questo punto, non ha senso, s’é di massa poi perdippiù , diventa una moda, la morte come un tajer di Dolce & Galbani che vuol dire fiducia, ok, non m’ammazzo più, non ho voglia di far parte d’una statistica, per altro "standard", consuetudinaria e scontata, del weekend, redatta da un coglione raccomandato(siamo in littleItaly)
Fingerò di vivere, come ho sempre fatto, perché qualcuno ha deciso, per me, che io ci fossi e, non so bene in nome di quale assurda riconoscenza, che dovrebbe invece essere una sana, veemente, "congelata", vendetta, io simuli un’esistenza, un vivere, che è una croce parodistica di se stessa, un essere in un nulla (vano!) non creato dall’uomo ma che, l’ha partorito.

non leggermi mai più!

remeronfuck
(per non essere banale
non posso neanche
crepare…
baffanculo và!)

ho solo 34 anni, lasciatemi in pace!

per non doversi troppo sforzare, elevare(e confrontare), dalla sua condizione bestiale, abominevole, l’uomo  vorrebbe che gli esseri umani fossero tutti insieme eguali alla scimmia, da qui la condanna(parossistica) inconscia, ai suoi tempi, della teoria evoluzionistica darwinista e, di tutte le altre ragionate ipotesi sull’ emancipazione umana dal regno animale. Un ritorno alla tribù, è stato già previsto nel lontano 1962 dal culturologo Marshall McLuhan, nel suo "fondamentale" testo, best seller, "La galassia Gutemberg", nel quale si prospettava una recrudescenza della società tribale(un’involuzione dunque alla società cosiddetta "chiusa"), causata dal redivivo imporsi della cultura orale(TV e Radio), e non più scritta (camminare a 4 zampe è più facile), da qui l’imporsi nella penisola(dove la lettura, dunque l’individualità di pensiero e [n]della privacy, latita) di una destra qualunquista e primordiale(unica nel mondo), che non è un mero fenomeno d’alternanza democratica, bensì un instaurarsi benvoluto e bellicoso di una sottocultura ignobile che fa capo, appunto, ad una realtà di branco; tribale, dove c’è un detentore del potere(la cultura, per quanto traviata e mutilata che sia)che "gestisce" le menti, ed una tribù di adepti che pendono e dipendono come pecore dal verbo e dal volere del padrone, detentore del sapere(i mezzi di comunicazione di massa), qualunque "individualità" debordi da questo flusso è considerata anormale, incomprensibile, pericolosa, antipatica: questa realtà è comune sia in ambiti di destra che di sinistra, è una forma mentis epocale, oggi osserviamo un’omologazione culturale che non conosce alcuna identità(che fa rima con dignità) e che non è altro che la, collaterale, materializzazione di un fenomeno che è iniziato almeno 30 – 40 anni fa, tutte le tecnologie umane hanno una fase di gestazione – sviluppo e si manifestano nella loro endemicità, positiva o negativa che sia, nel giro di alcune generazioni,  noi raccogliamo i frutti della semenza dei nostri avi, voi!! siete pecore, perchè ignorate, che qualcuno, 20 – 30 anni fa vi aveva già previsti, calcolati, classificati, neutralizzati. siete numeri e come tali non meritate altro che esserlo e non
mi
meritate.

caffè

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metri cubi
caffè
chilometri quadrati
caffè
ettolitri quadrangolari
caffè
dimensioni astrali
caffè
non ne posso più
caffè
se non ci sei
caffè
è solo chimica
caffè
è un tutt’uno
caffè
è caffeina
caffè
di sera
caffè
dopo
caffè
prima
caffè
se non è bono
caffè
è un piacere
caffè
è un vizio
caffè
per favore
caffè
il mio onore!
caffè
senza speranza
caffè
no logo
caffè
e sigarette
caffè
mio padre
caffè
vafanculo!
caffè
certamente
caffè
che poi non è..
caffè
la mattina
caffè
sono
caffè
treno
caffè
tremo
caffè
e fluoxetina.

Aulin Censura(la “pietas” splinderiana)

pagine sterminate,
settimane a parlare dello stesso argomento, interi blog immolati ai dolori psicosomatici,
"mi son svegliata con un mal di testa atroce"

"oggi ho un torcicollo devastante"

"è da un anno che non dormo" e domani
morirai finalmente?
no, continuerà a scrivere dei suoi dolori (meta)fisici e tutta una serie di giullari empaticamente risibili la consoleranno, la vezzeggeranno, per settimane, mesi, anni luce.

Avevo un po di mal di testa stamane,
avrò dormito troppo (col culo scoperto)… ho preso un Aulin,
dopo 10 min. m’è passato.

il saggio oggi dice:

La chimica ti da una mano,
la chimica ti mantiene sano,
la chimica ti fa andare lontano ed,
evita la scrittura di ettari di insulse,
inutili pagine elettroniche .
(anno domini 2008!)

meditiamo
  

stagioni

t’ho sognata stanotte,
tante cose struggenti e orribili,
inaccessibili
alla ragione,
come solo sogni e film di autori scomodi,
desideri del mio umore padrone di volerti
ancora così brutta e sola, bestiale,
bambina cattiva come sei,
conscio di pensarti con l’altro
saperti
felice, immaginandone la gelosia,
in un trovarsi di ricordi,
ti ricordi?
che racconti che parole avrai di me,
ne hai avute? ne hai trovate
da dirgli che mi hai amato
per dirgli che t’ho amata?
non è quel che è stato
ma quel che è a dolermi
a sentirmi infinito chiuso
in questa foto
che non ti ho scattato,
delle parole che t’ho detto solo urlando
nei timori stolti di tutte le ragioni arrabbiati
nelle notti assorto dalla mia immatura età
che la giusta è per amare e sprofondare
nell’imperfetta e meritata solitudine.
Può la primavera inventarsi il mio cuore?

solitudine3.mp3

intelligenza alimentare

banane confezionate della coop, fuori sono buone, dentro sono marce, ora per via della mia coerente morale economica coercitiva sono costretto a mangiarle, mi viene da vomitare ma al contempo riesco a distinguere i diversi livelli di gusto con le mie allenate papille, il dolce, l’amaro, l’acido, l’alcalino, il rancido, il corrosivo, dovrei quindi essere fornito di una quantità eccedente, il necessario, di neuroni per poter interagire in questo contenitore. Se così non fosse puoi pensare al compostaggio organico…

(poverina però che insana fine, mi piacevano le ultime cose che stava scrivendo… perchè ti fanno quelle cose in bocca?)

a tutti coloro che mi hanno scelto come amico, chiedo: perchè non pensate al compostaggio organico?

a tutte le donne* che ho conosciuto qui su splinder: vi disprezzo.
a tutte quelle che conoscerò: vi vorrò bene 🙂
a tutte le donne che non si sa mai: potrei disprezzarvi amandov(m)i(mentre guardo il culo di un’altra) (che magari ha anche un po di carattere) 😐


c’è una che in pvt ha esordito con: mi piace la prepotenza che sbuca dalle cose che scrivi…(attenzione!! gli piace la  prepotenza, che sbuca!!) (non chiedetemi chi fosse ho dovuto cancellare il messaggio per smettere di masturbarmi rileggendolo più e più volte cosparso di miele e canfora dopo aver acceso incensi all’oppio e citronella in tutta la casa.)

*mi riferisco alla donna non in quanto bersaglio prediletto di misoginia,
ma in quanto (casualmente) unica forma di intelligenza "umana" frequentata dal sottoscritto su questa piattaforma.

hanno detto di me

davvero un pessimo elemento

p.s.
non me lo dicevano da piccolo…

siccome ho ricevuto degli insulti "trasversali" (meritatissimi) da una donna 50enne presbite di cui non faccio il nome (YleY), sto cercando d’adottare una dimensione di carattere più grande (nel senso sia della scrittura che della misericordia) per permetterle di leggermi quando faccio delle battute allusorie oppure quando le parlo direttamente dicendogli che è una pecora zoppa.

per il resto cercate di non "scassarmi" troppo "la minchia", è un periodo che sono un po nervosetto, altrimenti chiudo o mi ammazzo(uuuuuhhhh!!) che per voi è la medesima cosa.

è un messaggio rivolto a tutti gli uomini senza limite d’età e dimensione cranica ed alle donne basse, grasse e con i brufoli, anche quelle alte e grasse e con i brufoli, ma per loro un po di meno. Altezza media magre, molto belle, con pelle sana potete azzardare un approccio ma non assicuro la buona riuscita.

E’ un operazione culturale promossa dalla Remeron Channel Org. col patrocinio del consiglio dei Minestrai ed il minestraio delle pari opportunità, amnestry international ed il social forum "P.G.E.R" (piccole, grasse e racchie) non che il gruppo di autocoscienza femminista "O.P.A." (orgoglio piatto autogestito)i Gruppi Onanisti Indipendenti e gli AnarcoVegetariani(sezione distaccata di Bologna "Pisellone Verde").fuckyou

ma dove sono le palle di Natale?

Babbo Natale è stato adescato, col tranello, (un completino intimo di pizzo rosso appeso ad un pino silvestre) da una comunità di hippies travestiti da "elfi dei boschi"…
Stuprato in ogni modo, nel fisico e nel morale, dalla sodomia indobbuddista, all’accoppiamento coatto con renne cavallo ottenute da embrioni chimera, Natale ha provato, l’estasi dei sensi fumando polvere d’angelo e shilajit, iniettando brown sugar e randaup, il delirium tremens con la visione forzata con divaricatori oculari 24 ore non stop di Tre metri sopra il cielo, la lettura a memoria del medesimo "romanzo",  ha assorbito con uno spinotto cerebrorettale matrix millenni di posizioni del Kamasutra e l’intera stagione elettorale e politica di Forza Italia, dal 94 ai nostri giorni. Ormai completamente "dilatato" è stato catapultato su YouTube mentre giocava, famelico, al dottore con le mammellone delle figlie dei fiori che a loro volta, alla conclusione del filmetto hanno ricambiato macabramente, appendendo le palle di Natale al pino silvestre… (che male c’è?)
Dopo la liberazione da parte dei sette nani polizziotto, Santa Claus (Natalino), ancora zampillante sangue dalle parti basse, avrebbe dichiarato alla piccola folla radunatasi, nello sgomento generale, con voce rotta dal’extasy(mistica) e dalla commozione:
"aaahhh!! lasciatemi naniii!!
ho perso le palle si, ma una protesi di silicone alle poppe ora non me la toglie neanche la ma*onna!!!
voglio una quintaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
voglio una cocaaaaaaaaa!!!!"

babboballs
nano: portate via questo depravato!!
nano 2: che istinti bassi…
nano 4: perchè tu credevi ancora a babbonatale?
nano 7: io odio babbonataleeeee!!!
nano 5: Brontolo tu sei un nano non un puffo!!
nano 7: no! no! no! io sono il puffo brontoloneee!!!
nano 6: Brontolo sei un mitomane, ora ti do le pastiglie!!
nano 7: no! no! no! no! io odio le pastiglieeeee…
nano: zitto!!! guarda che ti facciamo l’elettroshock!!!!


brontolone

(sono patetico)














(vado a Berlino a farmi chiudere nella Klinik für Psychiatrie und
Psychotherapie
Charité– Universitätsmedizin Berlin
Campus Charité Mitte
Charitéplatz 1
D-10117 Berlin, sapete dove trovarmi…)







(ciao a tutti)

acqua in bocca
altrimenti…

hic-et-nuncti ammazzo!!


la california (de li mortacci)

oggi ho scritto solo cattiverie, sarà perchè non fumo più, sarà perchè stamane non ho nuotato, sarà perchè la mia ammiratrice segreta non c’era, sarà la febbre del sabato sera che mai ho avuto è mai è passata, sarà perchè son venuto sul tuo blog, sarà meglio che non ci venga più, sarà quel che sarà, sicuramente meglio di ciò ch’è stato, scurdamuce u passat chi avut avut chi a dat ha dat. Poi ho pensato a tante canzoni che avrei voluto postare ma che non posso per via dei 56k e che forse è meglio così, che vorrei fumarmi un cannone, che è meglio di no, poi ho pensato che il mare mi ha stancato, ch’è meglio di niente, poi ho pensato che qualsiasi cosa io faccia non fa che aumentare la mia irrazzionale, nicotinica e onirica (eccheccazzo) inquietudine e che dovrei fare più meditazione, diventare un asceta asettico, ritirarmi s’un monte e vivere come Budda, ma qui "nellu salientu" monti non ce ne sono al massimo banane, allora mi ritiro sulla spiaggia a meditare, ma mi accorgo che l’estasi è lontana quando ci sono 3000 altri buddi che meditano ad alta voce sull’asciugamano, poi ho pensato ancora che la cucina del salento, e del meridione in genere è così buona, così creativa così ingegnosa per ovviare al vuoto del nulla strisciante culturale ed evolutivo che nel nostro sud dimenticato dall’uomo si respira, allora è meglio riempirsi la pansa di "lliccardie" invece di scervellarsi per snodare nodi stretti da secoli da marinai pirati coscienza di un mondo che ha sempre girato per i cazzi suoi nella direzione sbagliata, per volontà e per destino, ed ora nel 2007 io son felice di mangiare li "turcinieddi" ma guardo piangendo alla mia terra di morti ammazzati, di boschi bruciati e di gente che ha una cultura al di sotto della media nazionale nonchè europea, e che si arrabbatta a riscoprire forzosamente tradizioni inestistenti come la "pizzica" speculando malamente sugli "affamati" turisti settentrionali ed europei che dalle loro opulente città piombano nella depressione del sud con la stessa libidine dell’avvoltoio su un cadavere putrefatto che altro non è la nostra posticcia cultura della terra del rimorso come De MArtino definì il salento una regione dell’Italia, e dell’anima(de li mejo)che per nove mesi sonnecchia stordita da negramaro e friselle e poi si risveglia ancora sbronza e come una grassa e vecchia mignotta cerca di vendersi per tre mesi salvo poi ritornare nel postribolo culturale nel quale da secoli marcisce. Via, andare e non tornare, e principalmente dimenticare, dimenticare tutto. Se stessi.

 

Ahi! nu ‘parlamu d’osce marammie!
Ca stau comu nna paccia Cce decimu?
E’ na malencunia ca è de le rose
‘bianche scimate doi tre giurni quandu?
ci lu sape cce ‘bete stu pallure
ca nu’ me dae la forsa cu me isciu
allu specchiuzzu miu ce brutta cera
e nu me nfiura ‘n capu cca lu nienti
ca è sta capu de friddu ncurunata
Sienti nu sacciu ndore de violette
passe de ‘bile st’anima è nna luna
Intru nna nùula fore d’ogne celu
Sebburtu ntra llu mare cchiu cecatu
Iutu! La malatia m’ha fatta scema
Le manu quiste quante siti manu?
Addù v’cercu? A mmienzu li capiddi?
Uarda! Cce biti? m’recuerdu mani
De nna fiata ca moi tagghiate suntu
E caminati comu mancu an ‘ sennu
passi nde du rretornanu sti passi
nterrati cchiù de l’arveri stamane?
Cce bè sta cosa? Tuttu me sta gira
intra l’uecchi – nu vitru quandu chioe
n’acqua russa de terra e doppu schioe
ma nu schiara e dda fore bbiti nienti
ca stu vitru è nu chiantu de sudure
siccomu a quistu ca me chiange fore
te l’uecchi a nfrunte e jazzu se nde scinde
fin a llu piettu  ‘n lagreme sfarzuse
te diamanti pittatu  Quante stidde
ca sentu e nu le visciu Eccu cce bete?
Su paccia ca ce be stu nfiernu stranu
de sta seggia? M’ nd’ausu e stau ssettata
a nnu tiempu Ogghiu ccantu e su stunata
ma nu de uce ca sta ucca perta
se spuerza de aletare nnu lamientu
e nienti nd’esse d’autru ca gnuttutu
jientu. (…)

 

dal Poema "Il mal de’ fiori" di Carmenlo Bene

fregare gli dei

va tutto bene, ieri ho fumato delle sigarette, oggi mi fa male la gola, oggi, avevo puntato tardi la sveglia perchè ho scoperto d’essere un gufo, da qui il mio pensiero divergente, sono nato alle 13.00 il mio orologio interno inizia a contare dalla tarda mattinata, anni ed anni passati a forzare il mio destino biologico, ora ne sono cosciente, ma mi sveglio comunque alle 8, da solo, la sveglia alle 9 non ha senso, devo ricominciare ad andare a letto tardi, perchè è dopo mezzanotte che inizio a produrre mentalmente libero, sono sintonizzato con gli orari della rai, la cultura, dopo mezzanotte, quando il brulicante popolo di primordi è a nanna, ma in questa città non c’è una vita notturna, tranne i soliti "Pub" improbabili cloni caserecci dei Pub Irlandesi, dove passare il tempo significa bere litri di birra in compagnia di immondi studentelli con pus cerebrale, e in questa casa che puzza d’impiegato statale andato a male, di passati remoti che trasudano aridità dagl’intonaci, in quest’atmosfera controllata popolare dove la cosa più aristocratica è la serratura di ottone lucidato del cancelletto… in questo antro che tra qualche mese condividerò con dei poveri impiegatucci, troppo umani, legati all’orario di servizio, alla sveglia, all’auto, cosa ci faccio di notte, come?
L’ambiente, ti condiziona, è da 6 mesi, 6 anni che voglio andar via di qui, dall’attimo dopo esserci entrato, ma questa casa è un morbo, un mostro fagogitatore d’intenti che si è attaccato alle mie ossa, e che non posso, non so arrestare, non ora, senza cuore, senza (amore?).
Non mi è ancora apparso in sogno il trasloco, ma sarebbe lecito, tutta una serie di pacchi e pacchetti da spedire in Puglia, dove altre 3 o 4 case cadaveri mi stanno aspettando, dove i miei ricordi impolverati dormono sotto la muffa, di fianco ai miei genitori mummificati ed al cane imbalsamato, congelati dalla mia assenza vitale e poi ripartire, senza l’enorme peso delle stratificazioni, in un altra città, un altra casa, altre persone, (altre emozioni, nuovi ricordi) qui ormai sono stati tutti censiti, estimati, catalogati ed archiviati da una furiosa selezione sovrumana, la mia.

n.b.
il mio apparente disprezzo per il cartellino e la categoria impiegatizia è figlio di un pensiero divergente, va aldilà di qualsiasi forma di razzismo sociale o gerarchico, rispetto la gente che lavora, l’impiegato, l’operaio etc, ma non siamo compatibili a nessun livello; divergiamo, io sono una mente, voi dei corpi, tutto qui, siete più completi di me, Deleuze diceva: "noi siamo un corpo, non abbiamo un corpo, in quanto noi non siamo" e siccome io sono, non potrei essere che spirito, dato che la greve carnazza siete voi.

alle msn’s girls

vi ho cancellate tutte da msn, alcune da tempo, vogliate fare lo stesso con me, altrimenti non potrò rimuovervi definitivamente, e questo a dire il vero mi disturba, allora, un pò di sana dignità femminile, eliminatemi, non ho veramente intenzione di fare rimpatriate, quindi congediamoci.
Potrete continuare a seguirne le gesta, onanisticamente, in questa sede, e nelle altre che il buon pastore ha voluto dedicarmi, e cioè nelle vostre testoline.
Amorevolmente, mi siete indifferenti.

P.s
per lo zoccolo duro: non è che stranamente non mi collego più, è che vi ho bloccate.

e perché mai?

andrò a ricoverarmi a Gallipoli, in una specie di trullo nella campagna brulla, mi ciberò di topi, pomodori, melanzane, fichi d’india, scarafaggi e cavallette, la notte uscirò per ululare sin quando zanzare e pipistrelli non mi succhieranno tutto il sangue e mio malgrado dovrò ritornar dentro a ricaricarmi con un sonno ristoratore, la mattina andrò al mare e mangerò ricci, rosso sangue, con tutte le spine per ricordarmi sempre che vivere è sofferenza, poi ogni tanto morderò i piedi di qualcuno, ritornando immediatamente sott’acqua, fin quando qualcuno non mi picchierà a sangue e dovrò cambiare zona, faccia o filosofia, piangerò, piangerò in ogni occasione, per ricordare agli altri che la vita è sofferenza, e che l’estate è una malvagia, brutale, bollente illusione…

mezze drow

qualche giorno fa sono stato contattato da una che si definisce "mezza drow"… ecco… che cos’è, se magna? hum…
Il fatto che si dia per scontato che chiunque possa o debba sapere cos’è un/a "drow", che tutti si sia a contatto con queste subculture(adolescenziali), (magari ignorando chi sia H. P. Lovecraft o P. K. Dick o E. A. Poe!) mi fa pensare alla deriva dei continenti, quando cioè alcuni esseri furono obbligati dalle circostanze a separarsi dai propri simili e continuare in un processo evolutivo disancorato dal destino genetico dei "parenti"…
drow…
sei rimasta sull’isoletta vero? dai non fare così, fa niente, ho visto che di "drow", come te, ce ne sono, tutte/i più o meno con la stessa caratura mentale , d’altronde, se siete disancorate/i, che ci possiamo fare?

drow
fai roteare, truccatissima e biondissima, la borsetta e cammini ammiccante su tacchi alti?.. allora sei una…

mezza drow, su Remeron channel!