forever after

domani m’ammazzo, mi spiace solo per Carmelo e, per quel che resterà di me, le squallide esequie…
senza funerali di stato, senza il presidente della repubblica che dopo solenni lacrime, di circostanza, ripeta, replicante, l’immenso solito, inequivocabile:
era un coglione.


dopo: concerto sinfonico di Amedeo Minghi, con capelli giallo frumentino e riflessi fucsia fluorescente.

evo
(si; è di un anno fa ora sono gonfio di birra, vedi video successivo)

 
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emancipazione femminile: il venerdì bulgnais(you’re lost little girl II)

t(o)ipico trastullo (data la minore capienza della scatola cranica occupata già per metà dal maschio "balia" prescelto) della donna sposata, fidanzata, amicata, è trovare una minchia alternativa, in veste ricreativa;
usa di solito il gergo: ma cosa hai capito? guarda che io son sposata (fidanzata) (impegnata) (impiegata) (una professionista!!!), sto morendo di sonno, ti ospito solo sul DIVANO per un’ora po te ne vai… mentre stai per addormentarti, traumatologico, sul divano ti si presenta col caipiroska(na cosa più sbrigativa? e be la creatività è donna.. come il mumble mumble):
"ma stai dormendo… e il bicchere della staffa!!?"
famoselo…^^ bicchiere, piatti e tutto il servizioooooooo

alle 6.00: scusa amoruccio, tesoro, core, terremotooooo; ora te ne devi andare che arriva il mio amore!
a ma non ero io?
e no!(isterismo minaccioso da 113)hai capito… màle(recupero in calcio d’angolo, con tono d[iaf]rammatico da scafata attrice di prosa)
okkei, ok, va bene.. mi vesto, mi alzo e me ne vado.

"non puoi!!"
dopo 2 settimane in un driiiiiiiiiiin alle 2.00 di notte
"sparire così…"
ahem.. pronto chi è?
"e non fare finta di niente! il solito stronzo maschilista; meridionale, che vuol’imporre il suo volere!!"
.. ma… scusa… chi cazzo sei?
ma come? sono la Luisa!!!!il tuo amore… m’hai già dimenticato? sei il solito uomo di merda….
(click) prontopronto… pro.. ncrrrrrffrrrrrrrrrssssgggggghhhhhh

notti agitate (saggezza popolare)

mia nonna, quando morì circa 20 anni fa,
prima di crepare mi chiamò al capezzale per dirmi due o tre cosette
che mi sarebbero servite in futuro…
tra tutti i figli, nipoti, cuginetti e lontani parenti
scelse me per esprimere un suo
verdetto particolare su certe faccende
che gli uomini si trovano ad affrontare
in vita.
mia madre urlava di non dargli retta
ch’era tutto uno scherzo,
un modo affettuoso per celare
che il cervello l’era andato completamente in pappa..
dopo due giorni
chiuse gl’occhi per sempre.

però..

è un periodo che sinistramente
la sogno, spesso,
di bianco vestita nel suo letto in legno
a baldacchino dove esalò l’ultimo respiro
che poi venne arso sulla "fòcara" come tradizione vuole…
mi ricordo un particolare (in)significante
aveva una dentatura perfetta
nonostante l’età avanzata…

http://www.boxstr.com/templates/default2/images/icons/player.swf




io credo che mia nonna non avesse capito proprio tutto, ma ci andava, ci andò veramente vicino…

satira platonica

internet, col suo anonimato creativo, è uno strumento mostruoso, permette di trasformare anche la più inoffensiva e timorata casalinga fuffi fuffi in un troione coi fiocchi…
(anche se poi dal vivo si caga addosso)

Troioni ma per finta, su Remeron channel

la satira può far ciò che vuole, beata lei…

prima erano solo i satiri gli sporcaccioni…

e perché mai?

andrò a ricoverarmi a Gallipoli, in una specie di trullo nella campagna brulla, mi ciberò di topi, pomodori, melanzane, fichi d’india, scarafaggi e cavallette, la notte uscirò per ululare sin quando zanzare e pipistrelli non mi succhieranno tutto il sangue e mio malgrado dovrò ritornar dentro a ricaricarmi con un sonno ristoratore, la mattina andrò al mare e mangerò ricci, rosso sangue, con tutte le spine per ricordarmi sempre che vivere è sofferenza, poi ogni tanto morderò i piedi di qualcuno, ritornando immediatamente sott’acqua, fin quando qualcuno non mi picchierà a sangue e dovrò cambiare zona, faccia o filosofia, piangerò, piangerò in ogni occasione, per ricordare agli altri che la vita è sofferenza, e che l’estate è una malvagia, brutale, bollente illusione…

una volta ero piccolo, e vidi il vicino di casa col cavallo, lo supplicai di farmelo cavalcare.
Salìi sulla bestia, fino ad allora calmissima, il vicino vedendo che non si muoveva mi disse, sornione, di provare a dargli i comandi… AAHHHH!!! urlai, il cavallo s’imbizzarrì ed iniziò a trottare poi a galoppare, io sopra che mi cagavo, da lontano si vedeva una grossa quercia, lui tirava dritto, io urlavo, arrivato alla quercia gli piantò una testata e si blocco paralizzato, io intanto ero volato via come un pipistrello, quando mi rialzai il cavallo era rimasto li immobile, con la crapa piantata nella quercia, arrivò il vicino urlando, mi guardava interrogativo, io stavo per vomitare, poi uscirono quelli dalle case, confabulavano, chi urlava al maleficio, chi s’imbriacava, alcuni piangevano, altri ridevano, dopo una mezz’oretta arrivò il macellaio…

Poliglotti

una volta al semaforo ho trovato un uomo che giurava di lavarmi il vetro con la lingua, con un sorriso sardonico gli ho chiesto quanto avrebbe preteso per lavarmi tutta la macchina lui ha risposto "Niende signore, berghè io lo faggio gratis!" allora sono rimasto paralizzato nei miei sensi di colpa, cercando di carpire dal sorriso a 32 denti dell’ uomo un certo seppur minimo cedimento o sensazione ambigua ma non ho scorto nulla nei suoi lucidi occhi… allora sono scomparso, mi sono smaterializzato con tutta la macchina, e sono riapparso nel cesso di casa di Roberto, un mio caro amico, alle 7,30 del mattino, lui era appena entrato in cesso e tra i fumi del sonno stava facendo i suoi profumati bisogni sulla tazza, io mi sono ritrovato li con l’automobile, lui mi ha guardato terrorizzato, io gli ho detto "Roberto è solo un sogno, io sono morto, e prima di andarmene all’inferno sono passato a salutarti", lui ha balbettato un "Ciao", poi è stato colto da un’attacco di colite acuta, mentre fissava terrorizzato il muso della mia auto fuso con lo scaldabagno, al chè ho detto "Ok lava allora!", sono scomparso nuovamente e ricomparso all’autolavaggio in via Roma, dove una decina di uomini spugna si accingevano a leccare la mia sporchissima automobile, il capo officina mi guarda dritto negli occhi e mi fa "Ghiuda dutti i finesdrini, sennò legghiamo pure lei!!" ho sorriso e sono morto.

Perchè tanto odio?

Facendo zapping quà e la tra i blog del pianeta Splinder m’imb(r)atto in tutta una serie di casi psicosociali, uomini che pubblicano esclusivamente foto di donne nude, tristi porno video di improvvisate starlet con relativi stuoli di erotomani segaioli invasati, donne che pubblicano foto di enormi cazzi, sbandierandone una convinta necessità, e dimostrando invece l’assoluto asservimento mentale al mondo fallocrate dal quale ostentano una virilizzata emancipazione, petomani che non permettono l’accesso al proprio blog, perchè subdolamente consci di mettere in mostra la propria miseria intellettuale(menomale) però lasciando trasparire da un lapidario incipit un trailer enigmatico dell’incredibile mondo che si cela dietro l’accesso vietato e poi… un mare incontrastato di Giornalisti, autoproclamati o reali. Che nei dettagli del profilo specificano la propria “professione”, come distintivo d’un’appartenenza castale che li proietta immediatamente in un olimpo di saggezza e forma mentis super partes. Meno male che ci sono “loro” a vegliare sui miei scritti…postò Blink 14enne postpunk Questi fantastici grafomani italiani che scrivono molto bene e (lo) pensano altrettanto… ma cosa ci fate su Splinder io mi chiedo… Se avete una redazione reale che s’ingolla il vostro inchiostro che cosa venite a recitare la parte del Professionista in pausa pranzo su Splinder?.. la mia creatività suggerisce a questo punto: perchè non organizzare uno di quei blog omogeneizzati orrendi multiproprietà da una parte la squadra “Scrittori” e dall’altra quella dei “Giornalisti” che si sfidano in singolar tenzone a chi scrive la panzana radical chic più grossa? Oppure ancora; potreste ravvedervi in tempo ed immolarvi alla giusta causa della correzione di bozze (la vostra vera vocazione), io per parte mia ne avrei giustappunto bisogno… potrei anche addirittura rendermi disponibile per farvi un lavaggio del cervello altamente personalizzato nonché catalitico e rimettervi sulla buona strada. Non v’è dubbio che il mondo abbia bisogno di voi, magari in altre vesti farsesche tipo: giullare, anzichenò politico-operaio, e perchè no lobotomizzato od ancora insegnante d’italiano, giovane artista italiano, giovane attore, giovane cantante, giovane scrittore di sinistra e così via. Verba volant, scripta manent!
 

Putch Test

Dott. : Ecco abbiamo tolto gli ultimi cerotti… Signor Remeron lei non è allergico a nulla!

R: (…)

Dott. : Signor Remeron lei è allergico al Nulla!

R: (…)

Dott. : Signor Remeron lei è il Nulla (vano!)

R: (…)

Dott. : Signor Remeron lei è sano come pesce…

R: (…)

Dott. : Signor Remeron non favella… ma che pesce è?

R: (…)

Dott. : Signor Remeron  guardi qui! lei come uomo però è una merda!

R: (…)

Dott. : Signor Remeron ma crede d’essere al centro dell’universo?

R: (…)

Dott. : E’ un povero coglione, Tolomeo è stato smentito da Copernico!

R:(…)

Dott. : Signor Remeron…

R: SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!(urlato)

Dott.: può andare.

Remeron (…)

No Smoke!

Questa è stata la notte del ronfaggio, questa, la notte del pompaggio dei miei muscoli neurali, mi ha portato consiglio… Stamane, sveglia alle 8 con il solito album Absolution dei Muse(non ne posso più), sbadiglio felicememnte in faccia alla vita dopo aver ingurgitato una prima trance di pasticchette della medicina occidentale ed olistica, attendo mezz’ora e poi vado a far colazione, vorrei far la doccia ma non posso, i miei cerotti allergologici ne soffrirebbero, oggi me li tolgono, e si scoprirà che sono allergico alla vita, mi daranno un pacchetto di sigarette e m’incoraggeranno a riprendere il vizio. Be mi piace fumare.

Tutto ciò non ha senso signor Guistaldi!!!

Un giorno il signor Guistaldi si alza dal letto con una strana idea, anzi è proprio l’idea a farlo alzare, di prepotenza lo scaraventa nel bagno e gli mette in mano un rasoio con il quale il signor Guistaldi raderà il suo banale volto. Il signor Guistaldi non eccelle certo in bellezza e tanto meno in bruttezza, lui è un uomo neutro, un bambolotto come tanti, ne carne e ne pesce, un essere insignificante tra 4 miliardi di suoi cloni prodotti nella stessa fabbrica(più alti o più bassi!). Il signor Guistaldi esce da casa senza neanche far colazione, inforca la sua bicicletta nera da uomo con pedali a mozzo sulle ruote anteriori, praticamente uno di quei ridicoli bicicli usatissimi in nord europa, dove si pedala distesi, delle bici bislacche per persone insignificanti. Nonostante tutto ciò, il signor Guistaldi, in una sorta di trans, pedala con incredibile solerzia per arrivare nel posto del suo appuntamento, dove avrà luogo l’inizio, lo svolgimento e la fine della sua strana idea. Durante il percorso il signor Guistaldi pensa, incessantemente nella sua mente affiorano ricordi dai variopinti colori, e passando affianco alle siepi o ai rovi delle varie villette a schiera, profumi di brina gli stimolano dalle nari altre immagini mentali in un eterogeneo coacervo di confusione sensuale. Il movimento fisico, aerobico, ha messo in moto nel signor Guistaldi una serie di ormoni dagli effetti contrastanti ma complementari: serotonina, noradrenalina adrenalina ed endorfine fanno un girotondo col testosterone, il signor Guistaldi è felice, senza capirne il vero motivo, il biciclo oriundo sta dando una svolta al suo ipnotizzato umore, lo sta risvegliando da quell’estasi catatonica che lo aveva destato dal letto e che lo stava portando chissà dove. Il signor Guistaldi arriva all’ingresso della vecchia fabbrica di giocattoli abbandonata, forza il lucchetto ancora in stato di trans ed entra nella fatiscente struttura. Delle scale metalliche gli si parano davanti, inizia a fare gli scalini, uno per uno con la stessa solerzia del pedale arriva al 1°, poi al 2° ed infine al 3° ed ultimo piano dove una volta vi erano gli uffici ed ora invece vige un caos fatto di scartoffie ammuffite, ragnatele, topi e vetri rotti. Il signor Guistaldi ormai è quasi in se dopo tre piani di scale e le pedalate precedenti, fa un sopralluogo mentale e capisce tutto. Li in quella fabbrica lui ci era nato, quando la madre faceva l’operaia ed era così povera ed i tempi così cupi che le donne dovevano lavorare anche al nono mese. Lui era nato tra le bambole e la mamma era morta in fabbrica. Quel giorno era il suo compleanno.

La mia mente è un mulino a vento in Olanda.

In Olanda c’è sempre vento, sfruttano l’energia eolica per questo, ci sono enormi eliche sempre in movimento, dei simulacri dei vecchi mulini per macinare il grano e sfamare le famiglie. Ora girano lo stesso come nei secoli scorsi e macinano il grano ma anche tante altre cose. In Italia, specialmente nel pugliese ci sono stati tentativi del genere, ci sono delle eliche, moderni e variopinti mulini che si stagliano nel cielo, quando percorri l’autostrada per andare al mare. Ma non girano, chissà per quale oscuro interesse, disinteresse o disfunzione tutta italiana. La mia mente è un’elica olandese, sempre in movimento, non dormo, penso, creo, la mia realtà metafisica, che prende forma nel nulla dei miei pensieri asfittici, nelle mie paranoie sterili, e nel disagio psicosociale che da sempre vivo ed attuo, l’inserimento in una realtà che non è stata creata a mia misura, è impensabile, improponibile, impossibile. Io sono il dominatore del nulla, nelle vallate dei miei desideri infranti c’è un’autostrada che porta in un mare salentino, nel cielo rosso fuoco di un’agosto infernale si stagliano enormi eliche che girano vorticosamente, e fanno volare via lontano quel pezzo di terra bellissima pugliese, lontano dal mondo, lontano dall’Italia, che non se la merita, e non se ne avvede.

Amore Pediatrico

E’ possibile svegliarsi alle 6,30 dopo non aver dormito dalle 0,30? E’ giusto usare il termine svegliarsi? O sarebbe più onesto dire riesumarsi. Non lo so… oggi sono stato in ospedale, nel reparto di pediatria, perchè un famoso immunologo pediatra, mi ha prescritto tutta una serie di analisi del sangue e della pipì.

No io non sono un bebè, è lui che è anticonformista, il prof, e visita anche gli adulti…

Le infermiere, la segretaria, mi hanno accolto tra le loro braccia professionali e sensualmaterne, con una dolcezza infinita una mi distraeva con un pupazzetto e l’altra aveva già infilato l’ago butterfly nella mia vena "avanbracciale", ho detto: AH! biricchina me l’hai fatta!

Infermiera Piacente: non ti preoccupare tesoro è un attimo…

Remeron: ma…ma… stai riempiendo tutte quelle provette con il mio sanguino…

Infermiera Bruttina: sta buono che se no prendo le altre!

Infermiera Piacente: Oh Oh ma sei del 74… più piccolo di me!

Segretaria: si che carino ha l’età di mio figlio, solo che lui è nato in marzo

Infermiera Piacente: Ora premi quì e tieni premuto sennò esce il livido tesoro.

Remeron: (mi amano) aaaammmlllll si lo farò grazie

Infermiera Bruttina: Questa è per la pipì!

Infermiera Piacente: c’è l’hai?

Remeron: mmmllllnnn ci provo!

Infermiera Piacente: vabbene, ora vai dalla segretaria.

Segretaria: ora vai al pda con tutti questi fogli(amore mio figlio adottivo).

Remeron: e dov’è il pda?

Segretaria: vieni ti porto io… ecco ora prendi il numero e aspetta(ti voglio bene).

Remeron: grazie…(aspetto)

Ricciolona rosso fuoco(sportellista): Buon giorno, ciao, dammi tutto.

Remeron: si tieni, tutti questi fogli quì

Sportellista: uffa, uffa, non va ma perchè… adesso premo questo

io aspetto e guardo nel vuoto, lei ogni tanto mi guarda e sorride, poi ritorna al monitor, nuvolona di capelli rossi le coprono il viso….

Sportellista: si però me ne ha stampate tre! uffa!

Remeron: eemm trfgrkj…

Sportellista: no non preoccuparti adesso ci penso io… ecco tutto a posto(strizza l’occhio e sorride) va tieni…

Remeron: Grazie mille

Sportellista: (sorrisone).

Ritorno dalle infermiere del Dottorone.Vado al bagno con la provetta e ci piscio dentro. Si. Ho pisciato un pò anche sui pantaloni…

Infermiera Piacente: ah ah ah ah! ma cos’hai combinato lì volevi una provetta più grossa? ah ah ah!

Remeron: (arrossico) no… è che non ho fatto subito centro…(non è che ho il cazzettino di un bimbo scusa!) ma ora…

Infermiera Bruttina(compare dal nulla e mi toglie la provetta dalle mani): ma l’hai fatta ora?

Infermiera Piacente (Urla!): Mo si che l’ha fatta ora tesoro, guarda se le fatta anche addosso!?

Contemporaneamente si aprono tutti gli ambulatori ed escono mamme, bambini, dottoresse, clowns a guardarmi sorridenti. E ridono, ridiamo tutti.

Infermiera Piacente: Vien quì tesoro che ti do una salvietta…(sorride e mi da un buffetto in volto).

Io… sono riservato…schivo… ombroso… cos’è tutta questa vita?