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me medesimo quadro small.jpg

chi mi cerca nel web, chi tenta di visualizzarmi, raccogliermi, censirmi, giudicarmi:  fallirà.

non è nel WWW la mia dimora, e non è giudicando che troverai la verità, giacchè essa non esiste.

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sarò forte

e(f)ferve[scienze]

È la morte!! allegra, picchia padrona alle mie porte
è la morte mia madre, la notte mi culla "ricorda che un giorno"
è la morte che entra là dov’è suo senza avviso ne scorte
è la morte che sento spaziare con classe, il suo farsi l’intorno
è la morte che pizzica corde all’arpa della mia, la sua corte
è la morte che bramo da quando c’è vita, che chiamo, urlando da questo soggiorno.
è la morte che spiana la strada, che scava la buca ai miei sogni, la sorte.
è la morte mia unica amica, ne attendo l’arrivo, in cambio, una vita; il ritorno. 

la cocacola ha un’ approccio fenomenologico-esegetico,
alle problematiche esistenziali della fervida bollicina.
(lo stesso non dicasi per la fanta, espressamente organicista)

tu non sei

                                                                      http://www.boxstr.com/templates/default2/images/icons/player.swf


tu non sei l’amore mio
l’amore mio mi brama
tu non sei l’amore mio
l’amore mio mi chiama
la notte nel sonno
tu non sei l’amore mio
l’amore mio mi sbrana
se da lei non torno
tu non sei l’amore mio
l’amore mio è una voce
tu non sei l’amore mio
l’amore mio è una croce
tu non sei l’amore mio
l’amore mio è lontana
tu non sei l’amore mio 
l’amore mio mi ama…






alle stagioni (versione originale)

La nostra cieca fame di ricordi
testimonianza di vita
mi ha portato ad amarti,
per poter ricordare di quanto piansi
quando scoprii che non era vero
che ci si poteva prendere così,
gratuitamente, senza motivo
solo per il gusto di farlo,
per la necessità ignara di guardarsi
negli occhi e sussurrare tante, tante,
bellissime bugie.
quante stagioni volate
ed ancora credo che amare
è il motivo.

paracadute per aquiloni

a volte, son solo come adesso
sento le nuvole bisticciare, esco
a vedere
e quando son fradicio inizio
a cantare
io non ho voce
di tenore
laringe bassa
d’attore…
vorrei!
in quei momenti
tu fossi
una stella!
poterti guardare

mentre su
miro
a scansare
la scarpa che
giù vien
dal balcone,
il grugno
del vicino vedere
invece
del tuo splendore, ma..
una stella in cielo è di tutti
ed io..
solo per me
ti vorrei
nel cuore!!
dove non ci son stelle
ma buio spaventoso
amore!!

oO
(spaventosoo!!)
(amore!)

ataru

   
nel buio!!

stagioni

t’ho sognata stanotte,
tante cose struggenti e orribili,
inaccessibili
alla ragione,
come solo sogni e film di autori scomodi,
desideri del mio umore padrone di volerti
ancora così brutta e sola, bestiale,
bambina cattiva come sei,
conscio di pensarti con l’altro
saperti
felice, immaginandone la gelosia,
in un trovarsi di ricordi,
ti ricordi?
che racconti che parole avrai di me,
ne hai avute? ne hai trovate
da dirgli che mi hai amato
per dirgli che t’ho amata?
non è quel che è stato
ma quel che è a dolermi
a sentirmi infinito chiuso
in questa foto
che non ti ho scattato,
delle parole che t’ho detto solo urlando
nei timori stolti di tutte le ragioni arrabbiati
nelle notti assorto dalla mia immatura età
che la giusta è per amare e sprofondare
nell’imperfetta e meritata solitudine.
Può la primavera inventarsi il mio cuore?

solitudine3.mp3

poesia che non ci sei

il cuore mio, l’hai fatto seccare
come il ciclamino sul davanzale
amore pareva e invece cos’era
nel placido mare della nostalgia
accordo distanze tra me e la follia
unica amica davvero fidata
che mai m’ha tradito
e mai se n’è andata.

ciclamo

Becchi

una lunga notte nauseabonda, che con le sue spire tutto scurisce tutto circonda

una nera fredda e lugubre nottata che col suo respiro conclude la giornata

una morta sola e triste tenebra che di nostalgia ogni cosa penetra

una stanca appesa insonne luna accesa che del suo gelido bianco pallore tutto pesa

ed in questo livido quadretto io son l’uccellaccio nero vicino al fumaiolo sull’innevato tetto

gracchio disperato sul mondo addormentato con la mia lingua sottile lamina sonoro vessillo del mio corpo senz’anima.

corvo

lacrime oggi

ieri stavo bene ieri,

ed oggi, cos’è?

oggi l’ironia è

un soffione ch’è volato via,

oggi il sorriso 

beffardo non balena sul mio viso

e nel mio armadio stridono rumor di ossa,

non posso aprire chissà chi potrebbe entrare,

potrebbe uscire, 

oggi vorrei fumare,

oggi vorrei star male oggi…

cerco una scusa da deficiente,

un dolore per non far niente, 

un rumore per non dormire

una canzone una melodia

una scatola in cui chiudere

l’anima arida mia…

ahah

mia

Bestemmie

Ho chiamato il tuo nome Maria

ho spento i tuoi occhi in lacrime

ho contato per te i tuoi figli cento volte

aspettavi il ritorno e attesa è stata

col tempo irresponsabile non ho licenze

il cielo si mi è testimone donna

come il male mio padrone sempre

rendimi il tuo respiro e nominami

graziami con le tue parole carezzami la testa

non so più vedere ora ho freddo e voglio bere

Maria aprimi le porte che non ho forze

io sono tuo figlio e non mi conosci

Ho visto i tuoi abiti piangere, i tuoi veli torcersi

per lui! per lui che non ha cuore, il tuo seno!

e le tue gambe correre cercando pace e via

per lui che non può farlo, tuo figlio è morto Maria..

 

Maschera, vuota le note di viola

cura di seta che mi spiani in volto

aria di raffiche senza parola

spezza il silenzio che non è colto

ora che mesta resta mezzora

porgimi mano che son sepolto

sfiora le corde di mute d’aurora

mandami il sole quì nel profondo.

Sono pioggia che cade lenta e sommerge…

sono acqua che lava la fronte e candeggia

sono sorrisi dietro a inclementi battiti vuoti

sono roccia scavata da un soffio di vento

sono silenzio pervaso dal tuono che esplode

sono la mano calda che stringi nel sonno

sono vuoto che fine non ha ed in esso precipito

e cado e cado e cado e cado e cado e cado e cado

e cado e cado e cado e cado e cado e cado e cado

e non c’è pace non c’è pace non c’è pace.

Mamma coscienza

mementoSvegliato alle 8.00, puntato i piedi nel letto, alzato alle 11.30… c’è qualcosa che non va… mi ripeto mentre sonnecchio, porto le braccia fuori le coperte per aver freddo e svegliarmi, ma niente, sonnecchio e mi cola il naso, io sono una marmotta, poi mi viene in mente il futuro, il destino, le ciarle dall’analista, mia madre che mi sveglia urlando… sommersa nelle vaghe atmosfere oniriche emerge una parola abusata "fanculo" ; sorrido mi giro, rigiro nel giaciglio avvolto, intrappolato, legato dalle coltri: io sono un prigioniero, non disteso ma indifeso, non pigrone ma prigione, questo letto mi ricatta… 

io non posso che dormire

mentre serra le sue spire,

quì l’enorme serpentone,

mi si pappa a colazione,

e tra un sogno ed un peto

il futuro mio discreto

mi saluta col didietro.

Vi lascio tutti, ciao, vado via 

per non tornare,

quì per me non c’è niente

più da fare, 

sono il sogno d’un bambino

ch’è rimasto piccolino,

son la sveglia delle 6

quando grido e non ci sei,

sono freddo, sono notte,

sono solo le ossa rotte.

Quando prendo quella via

è già fatta e cosìssia,

non riesco più a tornare

e mi perdo in questo mare

tra una rima e una poesia 

è bruciata vita mia.

Ti saluto Amore, ciao,

se ci sei o ci sei stata

è finita la giornata.

In un sorso del tuo assenzio

butto giù questo silenzio.

Mi rialzo per cadere

tutti i giorni e tutte sere.

Sogni falsi io vi spaccio

col sorriso di un pagliaccio… 🙂

Ahi notte

notte che mi guardi

è una vita che ti prego

è una vita che ti vedo

notte guardami! con il tuo occhio

la lunaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!

aprimi il tuo cuore all’una

ed io non avrò occhi

per nessunaaaaaa!!!!!!!

soli io e te, io e te…

baciami la fronte

sanguina!

amore rosso e nero del fosso

nel palmo stringo sincero, un dono

una stella, luna!!!!!!

non sarà per te che ne hai mille

ma per me

che non ne ho nessuna.totem

Ahi notte

notte che mi guardi

è una vita che ti prego

è una vita che ti vedo

notte guardami! con il tuo occhio

la lunaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!

aprimi il tuo cuore all’una

ed io non avrò occhi

per nessunaaaaaa!!!!!!!

soli io e te, io e te…

baciami la fronte

sanguina!

amore rosso e nero del fosso

nel palmo stringo sincero, un dono

una stella, luna!!!!!!

non sarà per te che ne hai mille

ma per me

che non ne ho nessuna.totem

Conati

io morirò quì in questa stanza…

seppellito dai miei detriti,

sfibrato dai sensi di colpa,

deriso dalla mia insana coscienza,

schiacciato dalla malinconia,

sbeffeggiato dalle mie incapacità,

ridicolizzato dal mio orgoglio,

affogato dal mio cinismo,

bruciato dal mio cuore eretico,

arso vivo dall’amore che mi manca,

azzannato dal mio senso estetico,

assordato dal campanello che suona in continuazione,

liquefatto dai miei studi troppo frammentati,

denigrato dalle mie enormi lacune,

esploso dai crampi della fama,

divorato dalla mia pigrizia, 

intossicato da un improprio amor’proprio,

idolatrato da un amore ormai lontano,

disprezzato dai miei vicini,

amato da mia madre,

odiato dai miei amori spezzati,

avvelenato dal’invidia degli amici,

avvilito da una vita lunghissima e sempre uguale,

squarciato dalla mia etica,

spaventato dall’avvicendarsi perpetuo delle ere,

pietrificato dalla presenza incombente del tempo,

appiccicato al muro dai decibel della radio,

maledetto da un bambino che non è mai nato,

terrorizzato dai miei incubi ad occhi aperti,

appiattito dall’ignoranza,

risucchiato dalla televisione,

spettinato dalla morale,

lobotomizzato dagli psicofarmaci,

ammuffito su di me,

fulminato dall’attesa di un futuro mai presente,

impoverito dal fanatismo,

disidratato dall’arroganza,

imbestialito dall’impazienza,

inebetito dal sesso,

impoverito dal ripetersi ciclico delle settimane,

congelato dal mio sarcasmo,

contaminato dall’elettromagnetismo,

sviscerato dalle troppe banane,

schiaffeggiato dal mio rancore,

frantumato dall’ispirazione,

disintegrato dal mio carisma.

invincibile

lenta scorre la lama amara

 nel fodero sfondato dalla punta chiara

la mente è sola nell’immenso tetro

 specchio di petrolio che non è vetro

io di un uomo sono immagine riflessa

 per cui non c’è luogo, non c’è messa

 rifletto il vuoto, creo entropia,

con narciso una voraggine nera la vita mia

nero buco di edonismo ingoi umiltà e pace

estro straccia lo stomaco e col cuor soggiace

io gatto nero nero con passo felpato

che lascia le unghe sul bitume incatramato

le sue impronte di fuga stizzita

sono graffi in faccia alla vita.

che cosa mi gira per capello

particolare uno

 

 

 

 

 

 

 

 

Donna: ma non vedo l’aspetto artistico, scusami, chiedo venia; ma a me sembra solo una bella foto e nulla di più, gradevole certamente…

Remeron: (silenzio tombale)

Donna: vabbene, BUONA SERATA.

 

……

………

…………

AAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRRRGGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Una buona serata (!!!!!!!!!)

 

Per una serata si stirano i capelli,

per una serata si comprano un vestito,

per una serata il sonno non basta,

per una serata s’ammazzano,

i sorrisi si sprecano,

baci volano in un letto immaginario

ed una brezza gelida per strada

taglia il volto ad anonimi passanti

e…l’amore? l’amore!?

Quale tempo per misurare

la dolcezza in uno sguardo,

quanti attimi per credere

a ciò ch’è in fondo a’una parola?

e tu!? quanti momenti hai passato…

ed ora?

Fugaci, invisibili, muti, insospettabili, scabrosi…

li hai visti? contati?

amato, odiato, scordato…son stati fermi lì con te

tra se e se, per poche briciole di tempo

sudando eternità.

una serata buona… cos’è, che cosa conta?…

se tutto è in un attimo.

 

del 26 febbraio ore 1.50